Aperi Durazzo da record, i fondi raccolti inviati in Albania

Alassio. A dicembre era andato in scena l’AperiDurazzo per aiutare le popolazioni colpite dal terribile terremoto.

La raccolta fondi tra la comunità albanese e i tanti amici della Riviera è andata avanti fino a poche settimana fa. Agron Beja e Aga Ndricim hanno contattato gli amici dell’associazione «Donare un sorriso» impegnata anche negli aiuti alle famiglie in grave difficoltà per l’emergenza coronavirus. La somma raccolta per sostenere l’emergenza in Albania è stata di 4.790,50 euro.  E proprio qualche giorno fa dalla Banca Carige è partito il bonifico.

L’iniziativa era stata promossa dalla comunità albanese «Uniti per Durazzo» all’hotel Aida di Alassio per raccogliere fondi insieme ad «Alassio Donna» e appunto a «Donare un sorriso».

Un evento organizzato per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in diverse zone del Paese balcanico. «Una presenza forte e costante quella della comunità albanese ad Alassio e nei paesi limitrofi che, in un momento difficile come questo,  –ha sottolineato Angelo Galtieri, vice sindaco di Alassio – ha voluto far sentire la presenza con una iniziativa a scopo benefico decisamente autorevole. Abbiamo deciso di partecipare per contribuire personalmente alla raccolta fondi da inviare in Albania per aiutare i terremotati nella ricostruzione di case e scuole».

“L’uomo vuole andare sulla Luna senza calpestare le aiuole”

Lo scrittore giuliese Salvatore D’Ascenzo ha vinto la XXXIV edizione del prestigioso premio Letteratura, bandito dall’Istituto italiano di cultura di Napoli, per la sezione raccolta di racconti edita con il libro L’Uomo vuole andare sulla luna senza calpestare le aiuole, edito dalla casa editrice genovese Erga edizioni.

La raccolta, in cui a fare da padrone è il paradosso, non è il primo dei lavori in cui il giovane scrittore stigmatizza le nevrosi o la frenesia del vivere moderno. Molto impegnato sul fronte sociale, infatti, D’Ascenzo si è fatto apprezzare sin dai suoi esordi con Mattoncini rossi, reportage dal Nepal distrutto dal terremoto del 2015, libro poi tradotto in Canada e nello stesso Nepal, nonché con I numeri dispari sono di troppo, scritto in collaborazione con otto detenuti di alta sicurezza del carcere di Castrogno, romanzo onirico già premiato in diversi concorsi e che ha ricevuto numerose menzioni, in particolar modo, dalla critica universitaria.

L’Uomo vuole andare sulla luna senza calpestare le aiuole è una raccolta contrassegnata, sin dal titolo, dal paradosso. Ad essere ritratti nei brevi racconti che la compongono sono tutti quegli ultimi che la società “bene” lascia volutamente ai margini, coloro che risultano essere incapaci di alzare l’interesse della collettività, che si muove con i suoi riti all’interno delle trappole che crea. Passando dal sorriso, all’amarezza, alla fascinazione dell’incubo, viene così ritratta una società festaiola che emargina chi non si allinea, mentre soffoca se stessa.

Tecnici preparati e strumenti sofisticati, ecco il contributo dell’Arpal dopo il terremoto

Anche Arpal è pronta a scendere in campo e a dare il proprio contributo tecnico-scientifico nelle zone dell’Italia centrale colpite dal terremoto del 24 agosto scorso.

Il Commissario Straordinario Carlo Emanuele Pepe, in accordo con i vertici Ispra e AssoArpa, enti coinvolti direttamente dalla Protezione Civile Nazionale, ha messo a disposizione dell’SNPA, il neonato Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, 7 figure professionali, tutte con laurea in Scienze geologiche, disponibili ad essere impiegate in attività di supporto tecnico-scientifico sul campo.

Le competenze sono molteplici: idrogeochimica e modellistica delle acque sotterranee (pozzi e sorgenti); progettazione dello sfruttamento e gestione delle risorse idrico a scopo idropotabile; progettazione e gestione discariche; rilevamento geologico-strutturale e geomorfologico; rilevamento topografico di precisione (mediante laser scanner terrestre e/o GPS differenziale RTK), monitoraggio dei versanti tramite misurazioni inclinometriche; problematiche ambientali relative a discariche e siti contaminati; amianto (rilevamento, campionamento e – presso la sede genovese – analisi stereomicroscopica).

La strumentazione a disposizione è altamente sofisticata: si va da un laser scanner 3D dotato di fotocamera digitale integrata ad alta risoluzione e di sensore inclinometrico (autolivellazione), per compensazione inclinazioni fino a +/- 10° a una sonda inclinometrica servoassistita biassiale per il monitoraggio di corpi di frana a movimento lento utilizzando tubi inclinometrici preesistenti. E poi ancora un telecamera da pozzo completamente impermeabile e con sistema di registrazione video, una sonda multiparametrica e data logger per acquisizione in continuo di parametri chimico-fisici acque e altro ancora.

Professionalità e mezzi messi a disposizione da Arpal per contribuire all’analisi di quanto accaduto, della sue conseguenze e, soprattutto, per dare una mano a chi lavora sul campo per aiutare le popolazioni terremotate a tornare più presto possibile a una vita normale senza mai dimenticare l’enorme tragedia che le ha colpite.

Un forte segnale di unità in arrivo dalle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, che stanno compiendo a passo spedito il percorso di omogeneizzazione agli standard previsti dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

Sul sito di Ispra (http://www.isprambiente.gov.it/it/evidenza/sisma-italia-centrale/terremoto-nellitalia-centrale-2) tutti gli aggiornamenti delle attività SNPA sul post-terremoto.

Quarant’anni fa il terremoto in Friuli, venerdì arriva Mattarella

Oltre 100 eventi da maggio a settembre per non dimenticare l’Orcolat, il terremoto in Friuli del 1976. Le commemorazioni culmineranno venerdi’ con la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’Auditorium della Regione Fvg – che verra’ intitolato ad Antonio Comelli, presidente regionale della ricostruzione – la lunga serie di eventi, cerimonie e iniziative organizzati per ricordare il 40esimo anniversario del sisma che provoco’ in Friuli oltre mille morti. Con essi la Regione Friuli Venezia Giulia, il Consiglio regionale, l’Associazione Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione del Friuli hanno voluto rileggere la storia delle comunita’ coinvolte e la loro ricostruzione, ma con lo sguardo rivolto alle prospettive future, per raccontare la forza straordinaria di un modello di sviluppo orientato alla rinascita culturale, economica e sociale e basato sulla condivisione delle scelte e sulla collaborazione di tutte le istituzioni. Complessivamente oltre cento eventi, da maggio a settembre, per declinare – come ha avuto modo di sottolineare la presidente del Fvg, Debora Serracchiani – “il Modello Friuli di ricostruzione e rinascita dalle macerie del sisma nell’attualita’ e interpretarlo nel futuro, investendo sulla formazione e sulla prevenzione” all’insegna del ricordo, identita’ e rinascita.

Grazie al contributo e al lavoro dei sindaci della Ricostruzione e degli Enti locali che subirono i maggiori danni dalle onde sismiche del 1976 il programma di 103 eventi e’ stato messo a punto della Regione, con in primo piano il Consiglio regionale, la Protezione civile, le direzioni regionali della Cultura e delle Infrastrutture, ma anche con la collaborazione (tra i tanti) dei Vigili del Fuoco, della Diocesi di Udine, dell’Ateneo friulano. Il tutto grazie all’intervento finanziario della Regione per complessivi 600.000,00 euro. Tutte le altre iniziative animeranno l’intera area terremotata, in un arco di circa nove mesi nel corso dei quali si legheranno il ricordo e la memoria, la prevenzione, l’organizzazione dell’emergenza, la preparazione e la prevenzione, l’accoglimento e la solidarieta’. Ma non solo, ove si pensi che il Consiglio regionale ha deciso di centrare le sue attivita’ soprattutto sul recupero della ponderosa attivita’ legislativa, che ebbe inizio con le prime norme urgenti prodotte dall’Aula gia’ l’8 maggio 1976.

Tra i tanti eventi da sottolineare (in chiave di prevenzione e formazione) l’avvio a Portis Vecchio di Venzone della Scuola internazionale di formazione in materia di gestione della risposta in emergenza, con il coinvolgimento dell’Universita’ di Udine e del Corpo dei Vigili del Fuoco, nonche’ (tra il 12 e il 18 settembre) una settimana di esercitazioni testando il sistema integrato di risposta in emergenza sismica, con la partecipazione di Veneto, Trento, Bolzano, Austria, Slovenia e Croazia. Numerosi poi gli appuntamenti espositivi storico-culturali (tra gli altri, il concerto dell’Orchestra accademica di Berlino a Gemona il 7 maggio e la mostra Memorie. Arte, immagini e parole del terremoto in Friuli), accanto alla realizzazione di una nuova Sala multimediale al Museo Tiere Motus di Venzone, un percorso di rivisitazione dinamica del terremoto all’ex Cinema Odeon di Udine e il completamento/valorizzazione del Castello di Colloredo di Monte Albano, che sara’ ultimato definitivamente nel 2018.

Il prossimo 6 maggio inoltre alla messa delle 20 che si rinnova ogni anno a ricordo del sisma del 1976, oltre ai gemonesi che vi partecipano per ricordare le persone che hanno perso, ci saranno anche i podisti della “staffetta del ricordo” organizzata dall’associazione Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione del Friuli con il Dopolavoro ferroviario di Udine. Sara’ un percorso da 454 chilometri, affrontati per due giorni ininterrottamente a staffetta. I podisti si scambieranno una mattonella con la scritta “Oggi come ieri il Friuli non dimentica”. Sempre il 6 maggio il Teatro Verdi di Pordenone portera’ sul palco colui che anche “The Guardian” definisce “uno dei massimi violoncellisti al mondo”, il tedesco Alban Gerhardt.

Ed infine per il 40esimo gli alpini dell’8 Reggimento della Brigata Julia diventano cittadini onorari di Venzone. E’ una scelta fatta dall’amministrazione comunale – spiega il sindaco Fabio Di Bernardo. La consegna ufficiale ai rappresentanti del Reggimento avverra’ il prossimo 29 maggio, la giornata scelto da Venzone per ringraziare tutti quelli che si sono impegnati all’indomani del sisma. Le prime tende montate a Venzone furono proprio quelle degli alpini. Il 29 maggio sara’ anche la data di un altro evento significativo: all’interno della caserma Feruglio, sara’ predisposta una tendopoli per ricordare quei momenti difficili.