Rai Isoradio: Pingitore, Capitanio, Della Vedova, Zappi, Paoli, Gabrielli, Perrino e Castelluccio a “L’autostoppista”

roseguono senza sosta, dal lunedì al giovedì dalle 17 alle 18 su Rai Isoradio, gli interessanti e divertenti viaggi de “L’autostoppista”, il primo programma radiofonico pet friendly dove il co-conducente è il bassotto Byron, seguitissimo format nato dalla creatività del giornalista e conduttore radiotelevisivo Igor Righetti. A tutt’oggi “L’autostoppista” ha dato un passaggio a 275 personaggi celebri rimasti in panne tra i quali Renzo Arbore, Al Bano Carrisi, Piero Chiambretti, Vittorio Sgarbi, Piero Angela, Renato Pozzetto, Vittorio Feltri, Pupi Avati, Barbara Palombelli, Iva Zanicchi, Katia Ricciarelli, Donatella Rettore, Beppe Severgnini, Simona Ventura, Vittorio Brumotti, Adriano Panatta, Edoardo Vianello, Mara Maionchi, Giovanni Allevi, Gianfranco Vissani, Renato Balestra e Massimo Giletti.

Per questo suo format crossmediale innovativo che ha subito riscosso grande successo su Rai Isoradio diretta da Angela Mariella, Igor Righetti si è ispirato all’esilarante commedia “Il tassinaro” diretta e interpretata nel 1983 da suo cugino Alberto Sordi. In ogni puntata, il conduttore-conducente Righetti offre un passaggio sulla sua auto a personaggi celebri rimasti in panne, ignari, però, di salire a bordo di un prototipo di vettura mai entrato in produzione in quanto anarchico e sovversivo. Ironia graffiante, radio dediche musicali e cinematografiche, esperti del mondo pet, influencer, inventori, imprenditori, personaggi celebri del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della politica per raccontare i cambiamenti dell’Italia e dei suoi abitanti tra ricordi, aneddoti, curiosità, emozioni e ilarità. “L’autostoppista” può essere ascoltato sulle frequenze di Rai Isoradio (103.3 e 103.5), su RaiPlay Sound (www.raiplaysound.it/isoradio), tramite la app di Radio Rai e in podcast sul sito di Rai Isoradio.

Gli “autostoppisti” di questa settimana.

Lunedì 14 marzo: il giornalista, deputato della Lega e segretario della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi Massimiliano Capitanio e il direttore della Polizia postale e delle Comunicazioni Ivano Gabrielli

Martedì 15 marzo: il segretario nazionale di +Europa e sottosegretario per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale Benedetto Della Vedova; il medico chirurgo odontoiatra Giuseppe Grech

Mercoledì 16 marzo: il medico veterinario e scrittore Massimo Vacchetta, il giornalista Enrico Paoli, il chirurgo estetico Marco Gasparotti e l’influencer Lorenzo Castelluccio

Giovedì 17 marzo: il regista e autore televisivo Pier Francesco Pingitore, il direttore della struttura Documentari della Rai Fabrizio Zappi, il direttore responsabile del quotidiano digitale Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino

Rai Isoradio, Edoardo Vianello a “L’autostoppista” di Igor Righetti

Domani, giovedì 10 febbraio, a “L’autostoppista” di Igor Righetti, in onda su Rai Isoradio dalle 17 alle 18, salirà a bordo il cantautore Edoardo Vianello. Alla domanda di Righetti sul politicamente corretto che ha infettato l’Italia e sulla canzone “I watussi” del 1963 che oggi sarebbe considerata politicamente scorretta, Vianello ha risposto: “Penso che il politicamente corretto sia una sciocchezza abbinarlo a qualcosa che già esiste. Va benissimo che da oggi decidiamo che sia politicamente corretto parlare di certe persone in una maniera anziché in un’altra, mi adeguo, ma che si vada a rimuovere un qualcosa che fa parte della storia, anche se è una piccola storia della musica, credo sia peggio che lasciare le cose come stanno in quanto sarebbe come mettere il dito nella piaga. Non ritoccherei mai una mia canzone, qualsiasi cosa avessi detto”. Durante lo spazio delle dediche musicali, al cantautore è stato fatto ascoltare il brano “Andiamo a mietere il grano” di Louiselle. Vianello, ha domandato Igor Righetti, chi manderebbe a mietere il grano? La risposta è stata immediata: “Quei giovani cantanti che non hanno capito che senza la melodia la canzone muore”. Nella puntata di oggi saliranno a bordo il regista, sceneggiatore e compositore Stefano Reali; il medico veterinario Federico Coccia; l’influencer Lorenzo Castelluccio e l’esperto di gossip reduce dal GfVip 6 Biagio D’Anelli. Domani, oltre a Edoardo Vianello, parteciperà l’esperto di comunicazione Giampaolo Rossi.
“L’autostoppista” è il primo programma radiofonico pet friendly dove il co-conducente e co-conduttore è il bassotto Byron, seguitissimo format nato dalla creatività del giornalista e conduttore radiotelevisivo Igor Righetti. A tutt’oggi “L’autostoppista” ha dato un passaggio a 231 personaggi celebri rimasti in panne, da Renzo Arbore a Vittorio Sgarbi, da Piero Angela a Renato Pozzetto fino a Pupi Avati, Barbara Palombelli, Iva Zanicchi, Piero Chiambretti, Katia Ricciarelli, Beppe Severgnini, Mara Maionchi, Giovanni Allevi e Massimo Giletti. Ironia graffiante, radio dediche musicali e cinematografiche, esperti del mondo pet, influencer, inventori, imprenditori, personaggi celebri del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della politica per raccontare i cambiamenti dell’Italia e dei suoi abitanti tra ricordi, aneddoti, curiosità, emozioni e ilarità. “L’autostoppista” può essere ascoltato sulle frequenze di Rai Isoradio (103.3 e 103.5), su RaiPlay Sound (www.raiplaysound.it/isoradio), tramite la app di Radio Rai e in podcast sul sito di Rai Isoradio.

“Voice Anatomy”, il ritorno di Pino Insegno su Rai 2

Un format originale tutto incentrato sulla voce e le sue declinazioni: è “Voice Anatomy”, in onda da martedì 17 novembre alle 23.55 su Rai2. A condurlo è Pino Insegno, attore, comico, doppiatore, una delle più belle voci del cinema italiano ed internazionale.

Tra ironia e serietà, “Voice Anatomy” sarà un grande viaggio alla scoperta del mondo della voce, delle sue potenzialità e delle sue infinite sfaccettature.
Insieme a Pino Insegno molti personaggi famosi, italiani e internazionali, grandi testimonial “vocali” ed esperti del settore che spiegheranno come superare un problema legato alla voce e come rieducarla con consigli e suggerimenti.

Divulgazione, intrattenimento e comicità saranno le tre direttrici di “Voice Anatomy” grazie alla complicità di un nutrito gruppo persone che giocano e lavorano con la voce, come il soundteller Albert Hera, uno dei più grandi vocologi al mondo, l’imitatore Claudio Lauretta, il campione di Human Beatbox Azel Cuna, il medico Franco Fussi, la performer Roberta Siciliano e il suo coreografo Claudio Ferraro, l’influencer e doppiatore The Merluzz, il professore di dizione Andrea Papalotti, il duo comico de Le Coliche e il noto cabarettista Max Paiella.
Ospiti della prima puntata: Andrea Bocelli, Luca Ward e Francesco Pannofino. La musica del programma sarà interamente live, affidata al gruppo Cluster, una formazione di 6 elementi esclusivamente vocale. Nella prima puntata si esibirà con loro il giovane rapper Shade.

“Voice Anatomy” è un format originale ideato da Dario Di Gennaro e Gian Marco Di Gennaro con Alessia Navarro, David Abatecola e Fabio Appetito. La regia è di Francesco Ebner, capo autore Dario di Gennaro, capoprogetto Vittorio Gaudiani.

“Si faccia una domanda”, il nuovo libro di Gigi Marzullo

S’intitola “Si faccia una domanda”. E’ il nuovo libro di Gigi Marzullo, edito da Rai Libri. Il volume è in vendita nelle librerie e negli store digitali dal 5 novembre (Euro 16,00).

Gigi Marzullo, nato ad Avellino il 25 luglio del 1953, medico chirurgo e giornalista professionista. Autore e conduttore di rubriche culturali (“Sottovoce”, “Cinematografo”, “Applausi”, “Settenote”, “Milleeunlibro”, “Testimoni e Protagonisti”), è nel cast di “Che tempo che fa”. È autore dei libri Il Marzulliere, Belli di notte, Stelle di Notte, Le Notti Blu di “Sottovoce”, I sogni di “Mezzanotte e Dintorni” e Non ho capito la domanda.

«Centinaia di migliaia le mie domande e centinaia di migliaia le domande che avrei voluto fare a tutti quegli uomini e quelle donne che hanno fatto la storia, della politica così come dello spettacolo, della filosofia così come dello sport. Ho immaginato di chiedere lumi sull’origine del mondo ad Albert Einstein e di domandare a Cristoforo Colombo se il vero viaggio non è forse quello che si fa prima di tutto con la propria mente. In questo volume ho raccolto 365 domande immaginifiche, rivolte a personaggi eccezionali, testimoni e protagonisti del loro tempo e vissuti, in epoche diverse, tra cui quella attuale. Perché non è forse il presente il punto di partenza migliore per indagare il passato e dare inizio al futuro?», scrive Gigi Marzullo.

“Zeffirino” dal 1939 a Genova protagonista in tv a “C’è tempo per…” con Anna Falchi

Zeffirino dal 1939 a Genova resta il simbolo della storia del marchio, una fortissima unione familiare che ha portato ad un successo mondiale. Una storia che è stata anche esaltata nel corso della prima puntata della trasmissione C’è tempo per… “con al timone Anna Falchi e Beppe Convertini andata in onda lunedì su Rai 1.

Luciano, Marco e Sabrina hanno raccontato la storia dello storico ristorante della Lanterna, l’amore per la cucina tradizionale ligure, ma soprattutto i personaggi che la famiglia ha incontrato in questi 80 anni di vita. In America il pesto di Zeffirino, ad esempio, è così amato che anche Mr. Donald Trump e Celine Dion hanno richiesto consegne speciali.

Luciano ha avuto l’onore di servire tre papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Ma nel ristorante d’eccellenza era un cliente assiduo anche Frank Sinatra. Spesso i clienti del ristorante ordinano il piatto preferito di Frank Sinatra, “I Paffutelli alla Frank”, un raviolo fatto in casa alle erbe liguri, ricetta creata nel 1970. Nell’anima storica, artistica e poetica di Genova, in Via XX Settembre, Zeffirino è da sempre punto di incontro del Jet-Set internazionale: da Pavarotti ai Ranieri di Monaco. Il mondo è passato da Zeffirino e tutti sono stati coinvolti dal turbine di note di sapori, di profumi e colori della cucina italiana e ligure oltre che dalla sua genuinità e creatività infinita.

Per la famiglia Zeffirino sono tantissimi gli incontri e i ricordi, tutti indelebili, custoditi in tantissime fotografie che costituiscono dei veri e propri tesori della cultura e della storia della Liguria.  Alla famiglia Zeffirino l’anno scorso è stata conferita la fascia tricolore italiana con il titolo di Ambasciatore della Cucina Italiana e la targa in argento da esporre nel ristorante.

Raiplay da record grazie a Fiorello

La svolta per Raiplay,la piattaforma di mamma Rai é arrivata, come scrive Leggo.it, il 30 ottobre 2019, quando il portale è stato rinnovato in occasione del debutto della prima produzione originale della piattaforma, Viva RaiPlay! di Fiorello. Nuova interfaccia per l’app e il sito con un catalogo ampliato e produzioni in esclusiva. Il 13 novembre 2019 la diretta della prima puntata di Viva RaiPlay! ha totalizzato 850.000 visualizzazioni, record per la piattaforma.

Nel periodo novembre-maggio le ore di visione totali sono state 142 milioni, pari a una media mensile di 20 milioni. Il mese con il più alto numero di ore viste su RaiPlay è stato aprile con oltre 29,5 milioni di ore totali, anche grazie al grande sforzo compiuto dalla Rai durante il lockdown con la gente bloccata in casa.

La media di ore viste in questo periodo è stata di quasi 26 milioni e nei tre mesi la quota di mercato di RaiPlay ha sfiorato il 40%. Nel periodo novembre-maggio è stata la piattaforma più vista tra tutti i broadcaster italiani con uno share del 35%, davanti a Mediaset con il 33,8% e Sky con il 22,9%.

La classifica dei titoli più visti su RaiPlay – tra i prodotti dedicati alla piattaforma – nel periodo novembre-maggio vede in testa VivaRaiPlay!, seguito nell’ordine da Non Voglio Cambiare Pianeta, Braccialetti Rossi (che è stato pubblicato in esclusiva su RaiPlay durante il lockdown), Tanto non uscivo lo stesso (the Jackal).

La classifica dei più visti tra tutti i titoli Rai vede in testa Il paradiso delle Signore che sul podio precede il Festival di Sanremo e Il Collegio. Durante Sanremo 2020 RaiPlay ha trasmesso in esclusiva L’altro Festival, condotto da Nicola Savino. Dal 24 aprile 2020 è disponibile il docu-trip di Jovanotti Non voglio cambiare pianeta, viaggio in bicicletta tra il Cile e l’Argentina, girato nei mesi di gennaio e febbraio 2020. La piattaforma multimediale recentemente ha ospitato e trasmesso anche pellicole di prima visione che non sono andate nelle sale per la chiusura dei cinema. Tra gli altri Lontano Lontano, Abbi Fede, Bar Giuseppe, Magari. E proprio in questi giorni approdano sulla piattaforma anche i Tre Grandi Papi, con i profili di Francesco, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

“Maturadio”, i podcast che aiutano gli studenti alla maturità

Parte “Maturadio”, il programma di podcast didattici promosso dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con Treccani e Rai Radio3. Un contenitore con lezioni facilmente accessibili per le studentesse e gli studenti che devono sostenere gli Esami finali del secondo ciclo.

Si tratta di 250 puntate, divise in 10 discipline (Storia, Scienze, Storia dell’Arte, Italiano, Filosofia, Greco, Latino, Matematica, Fisica e Inglese), che saranno caricate da oggi e nei prossimi giorni sul sito del Ministero (https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html), nella sezione dedicata di Treccani Scuola (https://www.treccaniscuola.it/) e su quella di Rai Radio 3 (https://www.raiplayradio.it/programmi/maturadio).

Sui siti dei partner dell’iniziativa ci saranno anche materiali aggiuntivi. Il Ministero caricherà tutti i podcast anche sul proprio canale Spotify che nasce oggi, in occasione del lancio di Maturadio, e che diventerà un nuovo strumento di condivisione di contenuti utili per studenti, insegnanti, docenti.

Il 40^ Concerto di Ferragosto nelle Grotte di Bossea

Si avvicina l’estate e si torna a parlare di Concerto di Ferragosto che quest’anno raggiunge la 40° edizione. Tenuto conto delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria in corso e dei tempi limitati per l’organizzazione dell’evento, il presidente della Provincia Federico Borgna ha lanciato la sua proposta, anche per evitare che l’evento, nato nella Granda e cresciuto tanto da conquistarsi la diretta Rai all’ora di pranzo del 15 agosto, possa venire sostituito da altre iniziative.

Borgna: “Personalmente ritengo che le Grotte di Bossea possano rappresentare il luogo adatto, in quanto sito suggestivo e caratteristico del nostro territorio, adeguato ad ospitare l’edizione di quest’anno che, forzatamente, sarà priva di spettatori in loco e per la quale occorrerà definire con i responsabili della performance musicale eventuali ulteriori precauzioni operative, qualora ritenute opportune”.

La proposta è stata inviata alla Cabina di Regia così da procedere ad una scelta definitiva. Ne fanno parte l’orchestra “Bruni” di Cuneo dal cui direttore di allora Giovanni Mosca partì l’iniziativa, subito appoggiata dalla Provincia di Cuneo, la Regione Piemonte, la redazione Rai di Torino, le Fondazioni bancarie Crc e Crt, la Camera di commercio di Cuneo e l’Atl Cuneo.

Il concerto potrebbe svolgersi con un organico ridotto e con un distanziamento sociale, senza pubblico o con presenze limitate. Lo scopo è quello di mantenerlo comunque nella Granda per ribadire il significato artistico e culturale di una manifestazione molto amata.

Appuntamento fisso da quattro decenni, oltre a richiamare in montagna migliaia di appassionati di musica e natura, rappresenta un veicolo importante di promozione turistica per il territorio e le valli del Cuneese grazie alla diretta Rai. L’edizione del 2019 ha radunato nel Vallone di San Lorenzo, a Limonetto, ventimila spettatori, oltre due milioni di persone hanno seguito la diretta Rai e non si contano le visualizzazioni sui social.

Festival di Sanremo, Alessandro Cattelan mette la prua sul palco dell’Ariston

E se al posto di Amadeus il prossimo anno a condurre il Festival della Canzone Italiana di Sanremo fosse Alessandro Cattelan? Il conduttore milanese potrebbe essere la figura giusta per trgghettare verso un altro successo la kermesse canora in programma a febbraio del prossimo anno.

Lo stesso Cattelan, d’altronde, non ha nascosto, ma anzi ha ammesso gli interessamenti reciproci tra lui e la Rai nel corso dell’ultimo anno: “Ne abbiamo parlato e ci siamo scambiati pensieri e opinioni”.

Ma non è da escludere che sul palco dell’Ariston si possa vedere una coppia tutta al femminile. Quella più indicata? Vede Maria De Filippi e Sabrina Ferilli. Ma potrebbe esserci anche un outsider: Gerry Scotti.

Il film su Alberto Sordi criticato duramente dalla famiglia

Arrivano le dure critiche dei familiari di Alberto Sordi sul film: “Permette? Alberto Sordi” interpretato da Edoardo Pesce andato in onda ieri sera su Rai 1, ecco le dichiarazioni del cugino di Alberto Sordi, Igor Righetti:

«Quella di Edoardo Pesce è un’interpretazione mal riuscita: non basta una protesi al naso e scimmiottare la parlata romanesca per diventare Alberto Sordi. Pesce non buca il video, al massimo lo graffia», ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. «Noi familiari siamo tutti delusi, peccato: è stata un’occasione sprecata. Intanto il film è stato presentato con l’idea di mostrare un Sordi inedito e sconosciuto, ma non c’è niente di nuovo, niente che non si trovi su Wikipedia», ha dichiarato oltre Righetti, spiegando come Permette? Alberto Sordi contenga «Un sacco di inesattezze, maldicenze e cattiverie. Io che l’ho conosciuto, Sordi non l’ho rivisto: per tutto il film viene ritratto come un cane bastonato».

 

Alex Sicorello

Vincenzo Mollica: “Vi racconto il mio ultimo Festival di Sanremo”

«Da Amadeus mi aspetto un bel festival. Lo stimo molto, è un bravo conduttore e un grande appassionato di musica, che è fondamentale. Il suo garbo ne faceva uno dei candidati naturali ad entrare con il festival nelle case di tutti gli italiani. E poi per me questo festival sarà soprattutto una festa di congedo e mi fa un piacere immenso che proprio quest’anno ci siano Fiorello, Roberto Benigni e Tiziano Ferro a cui sono molto legato». Alla viglia del suo ultimo Sanremo da inviato del Tg1, Vicenzo Mollica si è raccontato così all’Adnkronos. Sulle polemiche che hanno preceduto il festival, il giornalista ha detto: «Sanremo è diviso in tre fasi. C’è il prefestival che è fatto di polemiche, il festival che è fatto di canzoni e il postfestival che è fatto di oblio. Perché tutte le polemiche non se le ricorda nessuno e quello che restano sono le canzoni», ha aggiunto sorridendo.

Per Mollica, Sanremo 70 è un’edizione ‘ad honorem’: «Dovevo andare in pensione lunedì scorso, il 27 gennaio, quando ho compiuto 67 anni. Ma la Rai mi ha prorogato il contratto di un mese per permettermi di fare questo Sanremo. Un regalo dell’ad Fabrizio Salini e del direttore del Tg1 Giuseppe Carboni, che hanno subito accolto una scherzosa ma determinata campagna di Fiorello per farmi seguire per il tg questo ultimo festival, che per me è il 39mo. Non solo – ha svelato – questo mi permetterà di compiere il 25 febbraio i miei 40 anni di Tg1, prima di lasciare la redazione il 29 febbraio». Un addio al ruolo di giornalista del Tg1 ma magari un ‘arriverdercI’ all’azienda, alla quale la sue esperienza potrebbe ancora tornare utile: «Non corriamo. Questo poi si vedrà. Intanto mi godo questo Sanremo», ha assicurato. «Dopo 40 anni si chiude una stagione molto bella, direi fantastica, per me. Ma non vivo questa cosa con tristezza. Avere la possibilità di raccontare tante storie, avvenimenti, notizie importanti per la testata ammiraglia e nello spirito del servizio pubblico, è un’esperienza impagabile. Fui assunto dal primo direttore del Tg1, Emilio Rossi, che fu per me un grande maestro, mi insegnò molto bene come doveva comportarsi un giornalista del Tg1 e le relative responsabilità».

Ma a mandarlo per la prima volta a Sanremo fu il successore di Rossi al Tg1, Franco Colombo: «Era il 1981 e vinse Alice con ‘Per Elisa’». Com’è cambiato il festival da allora? «Il festival non è mai cambiato, almeno nel suo spirito principale di grande festa nazional-popolare che unisce il Paese. Ogni anno c’è qualcuno che si lamenta che il Sanremo corrente non rappresenta il Paese. Invece l’Italia si è sempre rispecchiata un pò nei Sanremo, dalla musica al costume». Sul momento che ricorda con più tenerezza di questi 39 festival a cui assistito, Mollica non ha dubbi: «L’ultimo festival di Lucio Dalla nel 2012, quando dirigeva l’orchestra per Pierdavide Carone. Fu una settimana di incontri e chiacchiere con lui e Michele Mondella, il suo press agent storico e grande amico. Poco dopo il festival Lucio, come sappiamo, ci lasciò all’improvviso. Ma io conservo quei ricordi preziosi». Un’altra edizione, quella «emozionante e particolare fu il festival di Vasco con ‘Vita Spericolatà nel 1996. E poi direi – aggiunge il giornalista – tutte le volte che Roberto Benigni, Fiorello e Adriano Celentano sono passati dal festival di Sanremo». Quanto al momento di più grande tensione vissuto a Sanremo, «senz’altro – ha ricordato Mollica – quando Baudo interruppe lo spettacolo per dissuadere un uomo che voleva buttarsi dalla galleria dell’Ariston».

Per Fiorello è boom di ascolti: oltre 6 milioni di telespettatori per “Viva RaiPlay”

Sono stati 6.532.000 telespettatori pari al 25,1% di share a seguire Fiorello nel suo primo appuntamento di «Viva RaiPlay!», collegandosi con il Tg1.

Tanta musica e qualche sprazzo di satira per lo showman che arriva agli studi di via Asiago, storica sede di Radio Rai, accompagnato in auto da Raffaella Carrà, che dopo averlo fatto scendere si allontana sgommando, e Achille Lauro.

La striscia quotidiana di 15 minuti andrà in onda su Rai1 e RaiPlay per cinque giorni, fino all’8 novembre, in un’anteprima dello show di 50 minuti che dal 13 novembre si vedrà in esclusiva sulla rinnovata piattaforma Rai Play ogni mercoledì, giovedì e venerdì, sempre alle 20.30.