Matteo «MacGiver» Peri, quella passione per le antenne e la battaglia contro la fibromialgia

Radio, antenne e fibromialgia. Giornate scandite da una malattia che ha oltre 100 sintomi per la quale non esiste cura. Matteo «MacGiver» Peri, 47 anni, di di San Giovanni Valdarno, non si scoraggia. Anzi non perde tempo e costruisce antenne per i radioamatori, praticamente per i nipoti di Guglielmo Marconi. Sono quelli che si mettono le cuffie in testa giorno e notte, collegano il mondo via etere.

Il laboratorio di Matteo

Cavi, bobine, cacciaviti, viti, stagno, saldatore. L’officina di Matteo è ricchissima di contenuti. Quello è il suo mondo, quella è la sua vita. La produzione di antenne, di tutte le dimensioni, è curatissima. Ogni dettaglio deve funzionare come un orologio per accontentare il mercato, ma anche per regalare a lui una soddisfazione ogni volta che riesce l’impresa. Una passione quella di Matteo che è diventata anche un lavoro. Le sue invenzioni vengono proposte su Ebay per essere vendute sul mercato globale del web, ma la bellezza del suo lavoro la si può vivere, come la sua stessa passione e impegno, sul suo profilo Facebook. Video e descrizioni sono perfette, non una sbavatura.

Matteo Peri

Ma c’è un post che attira l’attenzione più di ogni altra cosa sul profilo di Matteo. Lo ha fissato in alto ed è ben chiaro. Le giornate trascorse in officina sono scandite appunto da quella malattia che Laura, una donna di 31 anni, ha ben descritto. Come Matteo anche lei deve convivere con una patologia caratterizzata da dolori muscolari diffusi associati ad affaticamento, rigidità, problemi di insonnia, di memoria e alterazioni dell’umore. Non esiste una vera cura per questo problema. Ed ecco allora che Matteo «MacGiver» ha trovato la sua dimensione, il suo mondo: l’autocostruzione di antenne nel suo laboratorio fatto in casa. Non è un passatempo, ma un modo per convivere la malattia. Ogni antenna che viene realizzata è un successo, una medaglia che lo rende felice e che lo fa emozionare. Ma si congratulano con lui anche chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino, soprattutto il suo impegno, la sua fantasia e quella battaglia che è diventata un calvario. Matteo non si arrenderà mai. Questo è chiaro. Il suo laboratorio continuerà a produrre antenne spettacolari proprio come quando Matteo ha deciso di aprirlo per non alzare bandiera bianca.

Giò Barbera

Record mondiale di altezza del programma Summits On The Air con il primo alpinista-radioamatore a trasmettere in HF, VHF e UHF dalla cima del Cerro Aconcagua, la montagna più alta d’America

Di Martin Butera, PT2ZDX – LU9EFO martin_butera@yahoo.com.ar 

Traduzione di Valerio Cavallo, Associazione Italiana Radioascolto www.air-radio.it

Oggi vi racconterò la storia di Diego Lizarraga (LU9MZO), dopo il suo record mondiale di altezza nel programma SOTA sull’Aconcagua, il colosso di 6.961 metri sul livello del mare.

È molto importante per me scrivere questo articolo come argentino che ora vive in Brasile, dopo aver preso contatto con un collega del mio paese, che ha realizzato un’impresa incredibile.

Diego Lizarraga (LU9MZO), è un insegnante di educazione fisica di 38 anni, alpinista e radioamatore, che ha stabilito il record mondiale SOTA per la trasmissione ad alta quota.

La data chiave è stata il 10 gennaio 2022, quando Diego Lizarraga (LU9MZO) è riuscito a trasmettere dalla vetta più alta d’America.

Foto 02: Diego Lizarraga (LU9MZO) inizia il suo sogno di stabilire il record mondiale di altezza SOTA

L’Aconcagua è una montagna situata nel dipartimento di Las Heras, nella provincia di Mendoza, nella parte occidentale della Repubblica Argentina. Integra la Cordillera Principal, che è una componente della catena montuosa delle Ande. Con un’altitudine di 6961 s.l.m. è la vetta più importante degli emisferi meridionale e occidentale, la più alta sulla Terra dopo il sistema himalayano e la vetta più alta d’America.

Diego Lizarraga (LU9MZO) ha realizzato un totale di 64 QSO, 33 in VHF, 16 in UHF e 15 in HF con il suo indicativo LU9MZO/M. Le frequenze utilizzate sono state le seguenti: in HF in SSB nella banda dei 40 metri su 7200 kHz, su 146.520 MHz in VHF e su 432.500 in UHF.

Diego Lizarraga (LU9MZO) era già salito una volta in cima all’Aconcagua, 4 anni fa, ma solo come alpinista e in quell’occasione potè restarvi solo per 5 minuti, poiché soffrì di congelamento alle mani e dovette scendere rapidamente.


 Fotografia 03: Diego Lizarraga (LU9MZO) arriva al campo base “Confluencia”  a 3.400 metri s.l.m.

Appassionato di alpinismo, è stato proprio grazie al programma SOTA (Summits On The Air), che ha trovato l’unione di due attività: alpinismo e Ham Radio.

L’Europa è dove questa attività è praticata di più, ma per coloro che ancora non conoscono il programma SOTA, posso dire brevemente che lo scopo principale è quello di promuovere l’attività di radioamatori da colline e montagne in tutti i paesi DXCC.

Si può partecipare in tre modalità: Activator, che scala la montagna ed esegue l’attivazione, poi come Chaser (cacciatore), che cerca di contattare una vetta dal suo QTH e infine può partecipare anche un SWL (ascoltatore), che prende nota dei contatti tra i due.

Le regole sono molto semplici: l’operazione deve essere effettuata senza l’ausilio di veicoli motorizzati, solo in bicicletta o a piedi.

Ad ogni vetta vengono assegnati da 1 a 10 punti, a seconda dell’altitudine o del grado di difficoltà.

Tutte le apparecchiature devono essere trasportate dagli operatori, si accetta solo il funzionamento a batteria e i contatti con ripetitori terrestri non sono validi.

Per convalidare un’attività in montagna, è richiesto un minimo di 4 QSO (quelli con altri compagni in cima non sono validi). Esistono diversi diplomi e trofei, sia per attivatori, cacciatori e ascoltatori.

Informazioni più complete sono disponibili sul sito https://www.sota.org.uk/

Fotografia 04: Diego Lizarraga (LU9MZO) arriva al campo base “Plaza de Mulas”  a 4.300 metri sul livello del mare

Figura 05: l’antenna utilizzata da Diego Lizarraga (LU9MZO)installata nei campi base per i test

 La preparazione e il sistema di trasmissione utilizzato

Diego Lizarraga (LU9MZO), con più di 50 attività prima della grande impresa, aveva già 2 record importanti.

Domenica 7 novembre 2021 ha effettuato 11 contatti SSB sui 40 metri con OM di sei province argentine, dalla cima del Cerro Lomas Amarillas a 5.116 metri sul livello del mare.

Quel traguardo è stato superato 14 giorni dopo, più precisamente domenica 21 novembre, quando ha completato la sua terza salita alla vetta del Cerro Plata a 5.949 metri sul livello del mare, questo significa che è riuscito a scalare 833 metri in più rispetto al suo precedente record.

Potete vedere un bel video sul canale di Diego, con foto e video di questa attivazione, al seguente link: https://youtu.be/ilNz3lUN2ek

Dopo questi due record, la nuova sfida era trasmettere da 1012 metri più in alto, sulla cima dell’Aconcagua, il colosso di 6961 metri sul livello del mare.

Per questo, il contenuto dello zaino era molto importante, come ho detto Diego ha già fatto una scalata dell’Aconcagua nel 2018 come alpinista, quando ha potuto trascorrervi solo 5 minuti a causa del congelamento delle mani.

Quindi in tutta la fase di preparazione ha prestato molta attenzione a mettere insieme un sistema che gli permettesse di essere in onda in meno di 2 minuti. È così che ha sviluppato quello che chiama “Mochi-Sota”, attualmente composto da un trasmettitore Xiegu G1M G-Core SDR QRP e un’antenna delta loop; per i contatti VHF e UHF ha utilizzato un classico portatile Baofeng.

In un video in spagnolo sul suo canale YouTube, potete vedere una spiegazione del suo sistema.  In precedenza utilizzava un altro trasmettitore poi sostituito proprio dallo Xiegu G1M G-Core SDR QRP, grazie alle sue dimensioni e al suo peso minimi. https://www.youtube.com/watch?v=IOOuO0UEElg

Ecco alcuni stralci dell’intervista

Diego, quando hai iniziato a sognare di scalare la montagna più alta d’America e quando si è concretizzata davvero questa idea?

Fin da giovanissimo ho sempre sognato di scalare, come lo definisco, il “tetto d’America”, e quell’idea ha iniziato a materializzarsi nel 2016, due anni prima della mia prima scalata.

Che ricordi hai di quella prima salita da alpinista?

È stata una felicità enorme, come per ogni ineguagliabile prima volta. Anche se ho potuto restarvi solo per 5 minuti, perché ho iniziato ad avere sintomi di congelamento alle mani e ho dovuto scendere rapidamente.

Quanto tempo ti ci è voluto per fare questa seconda salita?

Sono entrato nel Parco Provinciale dell’Aconcagua il 2 gennaio e ho raggiunto la vetta il 10 gennaio.

Qual è stata la cosa più difficile che hai dovuto affrontare in quei giorni di arrampicata?

Beh, dico sempre che la cosa più difficile non è salire, ma scendere, perché è lì che si verificano più incidenti. Dopo aver raggiunto la vetta hai dato tutto, hai usato al massimo le tue energie e poi quando scendi sei già esausto e ogni passo falso può significare la morte.

Come ci si sente ad essere a una tale altitudine?

Essendo così in alto, il tuo sangue è molto denso e circola con difficoltà, a questo si aggiunge la disidratazione, perché lì è molto difficile consumare liquidi. Nonostante sali nella stagione estiva devi cercare di muoverti tutto il tempo, praticamente non puoi fermarti perché se lo fai congeli. Per questo motivo, ci sono diversi campi base sul percorso di salita, dove è possibile riposare e acclimatarsi.

So anche che hai dovuto vivere un’emozione fortissima, vuoi parlarne o è ancora un fatto traumatico?

Posso dirtelo, nessun problema, sicuramente ti riferisci al fatto che ho visto il corpo di un alpinista morto a soli 80 metri dalla cima, senza dubbio è stata un’emozione molto forte e mi dispiace molto per la sua famiglia. In queste circostanze non c’è molto da fare, ho immediatamente avvisato la Pattuglia di Soccorso e Assistenza Alpina (UPRAM) della Polizia di Mendoza tramite radio VHF.

Più tardi ho scoperto che era un ex soldato che aveva deciso di arrampicarsi da solo, quindi consiglio sempre di praticare questo sport in gruppo. È stata la prima vittima dell’anno 2022 sull’Aconcagua, che ha il più alto tasso di mortalità in Sud America, circa tre morti all’anno.

Ciò è dovuto al fatto che è possibile raggiungere l’inizio della salita con relativa facilità, e persone senza la giusta preparazione fisica si presentano per fare un tentativo. Scalatori e alpinisti spesso svengono per il mal di montagna e i cambiamenti meteo estremi, con forti venti a causa della vicinanza della montagna all’Oceano Pacifico, e spesso muoiono per congelamento. Da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1926, più di cento persone sono morte sull’Aconcagua.

Non vedi l’ora di raggiungere una nuova vetta, ad esempio l’Everest?

Penso di essere più propenso ad una terza scalata dell’Aconcagua piuttosto che cercare di scalare l’Everest, comunque non perdo mai la capacità di sognare, ecco perché non escludo nemmeno questa possibilità, anche se gli aspetti economici in quel caso sono cruciali per una spedizione. Il costo può essere tra i 40 mila e i 50 mila dollari, molto lontano dal mio budget.

Forse ora qualcosa che potrebbe essere interessante per me è essere in grado di aiutare altri compagni alpinisti degli Stati Uniti o dell’Europa, o anche dal Giappone, ad esempio, in modo che possano venire nella stagione estiva in Argentina e cercare di aiutarli a svolgere un’attività SOTA sull’Aconcagua. I miei dati sono su QRZ.com, chi fosse interessato può contattarmi.

Condivido qui alcuni video molto emozionanti di questa impresa, il primo è un video di un gruppo di radioamatori cileni che stavano aspettando che Diego raggiungesse la vetta, con il suo grido “Sono in vetta!! ”

https://youtu.be/gDZPUUbqidY

Infine, un video curato dallo stesso Diego sul suo canale YouTube, della durata di circa 15 minuti, con foto e video che documentano questa impresa, nientemeno che stabilire il record mondiale di altezza nel programma SOTA. Al minuto 08:50 potete vedere Diego fare il suo primo contatto in HF, tremendamente eccitato ed emozionato.

https://youtu.be/uiixXFm5i7k

Le Sette Vette

Le montagne più alte di ciascuno dei continenti sono conosciute come le Sette Vette. Il primo scalatore a raggiungere tutte le cime di queste montagne fu l’americano Richard Bass, dal 1983 al 1985. Raggiungere la cima di tutte è considerata una delle più grandi sfide nell’alpinismo.

Everest (Asia): 8.848 metri.

Aconcagua (Sud America): 6.962 metri.

Mount Denali (Nord America): 6.190 metri.

Kilimanjaro (Africa): 5.895 metri.

Elbrus (Europa): 5.642 metri.

Mount Vinson (Antartide): 4.897 metri.

Mount Jaya (Oceania): 4.884 metri.

Considerazioni finali di Martin Butera (PT2ZDX – LU9EFO)

Gli atleti eccezionali sono sempre stati considerati eroi nelle società in cui si sono affermati. Da questa parte del mondo, in Sud America, gli eroi sono di solito solo i calciatori, quelli che monopolizzano la qualifica di “atleta d’élite” e gli spazi principali dei mass media.

Gli alpinisti di solito non sono riconosciuti e ancor meno quelli che praticano l’attività di radioamatori.

La montagna richiede prestazioni eccezionali, semplicemente a causa del dislivello e della mancanza di ossigeno mentre si avanza verso la vetta. Richiede strategia, disciplina, un corpo e una mente accuratamente allenati, una dieta specifica e un valore quasi estremo, perché, in sostanza, la morte si nasconde ad ogni passo.

Questo insegnante di educazione fisica, istruttore di nuoto, alpinista e radioamatore, ha anche una famiglia di cui prendersi cura. Ciò implica essere una sorta di funambolo che si destreggia tra l’amore per la montagna, la famiglia e il sostentamento quotidiano. Perché, lo sappiamo, gli alpinisti in Argentina ricevono poco o nessun sostegno statale o privato.

Speriamo che Diego e altri colleghi che condividono questo hobby continuino a realizzare i loro sogni, per questo abbiamo bisogno del supporto di tutta la nostra comunità Ham Radio e delle aziende produttrici di apparecchiature di radiocomunicazione.

La stazione radio di Guglielmo Marconi sarà recuperata e restaurata

Un milione di euro per la Stazione Marconi a Coltano: ora il Comune di Pisa spera nell’arrivo di privati. Per i radioamatori di tutto il mondo e non solo italiani l’edificio rappresenta un monumento storico che va tutelato.  Qualcosa finalmente si sta muovendo nella giusta direzione.

E’ l’ente pubblico pisano ad aver programmato gli interventi del prossimo triennio 2021-2023 e la Stazione Marconi è inserita in un piano di recupero che prevede una spesa totale di almeno 2,6 milioni di euro. Un milione è previsto nel piano varato dal Comune. La volontà è quella di  allestire  uno spazio espositivo, un museo sull’esperienza di Marconi a Coltano. Ma l’altra idea è quella di far diventare questo luogo un centro per le imprese e di ricerca nel settore delle telecomunicazioni, favorendo appunto l’intervento di privati. La Stazione Marconi da sempre è un simbolo per gli appassionati di radio. Inaugurata nel 1911, la stazione di Coltano ebbe un ruolo centrale fino al 1940, ma durante la seconda guerra mondiale le sue antenne furono distrutte e mai più ripristinate.

Di proprietà demaniale, l’edificio è scivolato in stato di abbandono e ha subito anche diversi crolli. I primi segnali radio che vennero trasmessi dall’edificio hanno cambiato il mondo delle comunicazioni ed hanno fatto parlare di sé l’intero pianeta. Il Centro fino al 1940 fu regolarmente attivo e utilizzato per comunicazioni in tutto il mondo. I primi segnali inviati dalla stazione Marconi raggiunsero il Canada e l’Eritrea; sempre qui fu ricevuto l’Sos del Titanic e, nel 1931, partì proprio da Coltano il segnale che accendeva le luci del Cristo Redentore a Rio de Janeiro. Sfortunatamente, durante la Seconda Guerra Mondiale, le antenne furono completamente distrutte e mai più ripristinate.

Una stazione dunque amatissima dagli italiani e soprattutto dai pisani che con oltre 18 mila voti lo hanno confermata al secondo posto in Toscana dopo il Castello di Sammezzano, il quattordicesimo in Italia tra quelli che necessitano di interventi per tutelarne e valorizzarne il patrimonio storico, culturale ed architettonico. (censimento “I luoghi del cuore” FAI). Ora finalmente il Comune di Pisa ha avviato l’iter per il recupero dell’edificio ormai in stato assoluto di degrado. Un intervento annunciato e caldeggiato dal sindaco di Pisa, Michele Conti che è stato finalmente inserito nel programma di mandato dell’Amministrazione comunale.

Tra l’altro anche l’archeologo Salvatore Settis si è attivato per sollecitarne il restauro: «E’ un luogo bellissimo, ma purtroppo trascurato nel quale stanno insieme natura, cultura e, grazie a Marconi, tecnologia. Andrebbe recuperato e reso visitabile per restituirlo alla collettività».

Mauro Allamano il pioniere dei radioamatori savonesi

“I1ALL”, E’ la sua sigla. Mauro Allamano da 60 anni è uno dei massimi esperti di radiantismo del Nord Italia. Sicuramente rappresenta un capitolo importante della storia dei radioamatori del nostro Paese.

La radio e le onde elettromagnetiche lo hanno appassionato a tal punto che ora si diverte anche a costruire antenne e a riparare trasmettitori e ricevitori perchè in cuor suo quegli apparecchi realizzati con tasti e manopole sono sempre meglio che una fredda tastiera di un computer per impostare le frequenze.

D’altronde lui si sente un radioamatore a tutti gli effetti: Mauro è uno sperimentatore, abilitato all’uso di apparecchiature per trasmettere e ricevere, ma è bravo anche a progettare, modificare o costruire ex novo i propri apparecchi.  Come altri colleghi anche per Mauro quello della radio è un hobby antico, mai superato.  Hobby che è nato con Guglielmo Marconi e che viene praticato oggi da più di un milione di appassionati in tutto il mondo.

Per scoprire le diverse sfumature di questa passione: dall’autocostruzione, all’uso del codice morse, fino alla collaborazione con la Protezione civile, che li ha visti attivi in molte emergenze nel nostro Paese bisogna incontrare Mauro Allamano nel suo laboratorio tra valvole, circuiti stampati e quell’odore di saldature che ti fanno vivere appieno quella sua stessa passione.

In questi mesi di spostamenti limitati a causa dell’emergenza nazionale e mondiale, i radioamatori hanno intensificato le loro attività. Un mezzo, la radio, per parlare a distanza e confrontarsi con più persone. Un modo di fare rete che, nonostante l’ampio utilizzo di internet e smartphone, non muore mai. Non dimentichiamo l’importanza e l’aiuto giunto dai radioamatori in passato in momento di gravi calamità, ma anche in gare e sportivi nazionali e anche di importanti esperimenti come la trasmissione di elettrocardiogrammi da una parte all’altra del mondo quando la rete web non esisteva e non esistevano neanche i fax.

G.B.

 

 

I radioamatori resistono al ciclone internet

Internet sta distruggendo la radio amatoriale? Webhamradio, il blog dei radioamatori dell’Alta Murgia rilanciano un interessante analisi di Bob Witte, un radioamatore dell’Iowa.
 
Quante volte avete sentito la frase “cosa?… i radioamatori? …esistono ancora?” seguito dall’affermazione che “…sicuramente internet ha reso obsoleta la radioamatoriale”. Questo articolo è dedicato alla maggior parte di quelli che non colgono il significato dell’uso e della bellezza della radio amatoriale.

Bob Witte, KØNR, radioamatore dell’Iowa, USA, nel suo blog ha scritto questo bellissimo articolo che analizza l’impatto che Internet ha generato nel mondo dei radioamatori. Bob sostiene che il radiantismo non è fatto solo per parlare in radio e che il suo scopo universale è quello di creare divertimento a smanettarci su.

Una statistica significativa che lui ha rilevato è che il numero di radioamatori della FCC rimane sempre alto. Alla fine, il fattore demografico probabilmente prenderà il sopravvento e questo numero inizierà a diminuire, ma ad oggi non è ancora successo; perché oggi, forse, c’è qualcosa che qualcosa che rende ancora più attraente la radio amatoriale: internet.

Internet è diventato, oggi, uno strumento che viene usato per supportare la radio amatoriale, spesso in modi che forse non erano previsti. Anche se ci sono un sacco di “…tenere internet fuori dalla radio amatoriale”, ci sono molti altri che hanno trovato modi intelligenti per fare uso di internet. Bob considera le tecnologie emergenti e l’innovazione tecnologica come forze inarrestabili che avranno un impatto su di noi, indipendentemente dal fatto che cerchiamo di ignorarle o meno. Usando questa lente, esaminiamo l’impatto di internet sulla radio amatoriale.

Ecco alcune ampie categorie di impatto:
Internet è spesso utilizzato per fornire un meccanismo aggiuntivo per il trasporto delle comunicazioni radioamatoriali. Esempi evidenti sono i sistemi VoIP come EchoLink e IRLP. In questa categoria sono inclusi anche i sistemi vocali digitali che usano internet per collegare le radio tra loro: D-STAR, Yaesu System Fusion, Brandmeister Network, DMR-MARC Network. WinLink è un sistema di posta elettronica globale che utilizza radioamatori. Il cuore della tecnologia di trasmissione è l’Internet Protocol Suite (TCP/IP) che non si limita all’Internet pubblica. Alcune organizzazioni di radioamatori stanno implementando collegamenti IP utilizzando apparecchiature a microonde sulle bande radio amatoriali in modo che siano indipendenti da Internet.

Un’altra implementazione in questa categoria è la gestione remota delle stazioni radioamatoriali. Cioè, utilizzare una connessione internet per controllare una stazione radioamatoriale in un altro luogo. A volte le persone definiscono questo sistema come “Long Microphone Cord Model” (o forse l’ho appena inventato). I radioamatori lo fanno con le loro stazioni private, ma ci sono anche stazioni condivise stabilite da radio club e venditori commerciali. Con le restrizioni comunitarie sulle antenne esterne che sono molto comuni, avere una stazione remota a disposizione è molto interessante.

Questo sistema si è rivelato essere abbastanza destabilizzante perché la gran parte dell’essenza del funzionamento delle radio amatoriali dipende dalla vostra posizione, che è generalmente determinata dalla posizione del trasmettitore. Ma ora è possibile avere una persona seduta nel centro di Denver che gestisce un trasmettitore che si trova nelle Fiji. Una specie di leggero disorientamento delle cose. Entrano in gioco anche questioni normative: quel trasmettitore nelle Fiji rientrerà nel campo di applicazione del regolamento Fiji, il che di solito significa avere bisogno di una licenza di radioamatore rilasciata dal governo locale. Sta arrivando il giorno in cui una spedizione DXpedition verso un’isola remota consisterà nella consegna in elicottero di un radiobox remoto (con collegamento satellitare e antenna HF autodispiegante) che è gestito da qualcuno seduto a casa usando il proprio smartphone.

Gli operatori radioamatori utilizzano Internet anche a scopo di spotting e reporting. Lo spotting è stato utilizzato per molto tempo, il che significa fondamentalmente far sapere ad altri radioamatori che una particolare stazione è in onda e può essere collegata da una particolare località. I radioamatori lo hanno per tanto tempo fatto senza internet, ma internet consente certamente una maggiore efficienza. O almeno molti più spot. DX Maps è un buon esempio di un sito web di spotting che supporta le liste e la localizzazione degli spot.

I radioamatori utilizzano anche internet per coordinare i collegamenti radio. Uno degli esempi più estremi è l’uso del pingjockey per organizzare le comunicazioni di passaggi di meteore. Di solito due radioamatori si connettono su pingjockey e accettano di sperimentare un contatto meteorico su una frequenza specifica, con un timing specifico, ecc. Questa tecnica è facile da sfruttare, sia intenzionalmente che attraverso pratiche operative approssimative, perché è possibile condividere facilmente le informazioni di contatto radio via internet. Tuttavia, usato correttamente, il pingjockey è uno strumento meraviglioso che promuove il sistema di scattering meteorico.

Il Reverse Beacon Network (RBN) è una rete di ricevitori radio che ascoltano le bande amatoriali e segnalano quali stazioni sentono. Queste stazioni sono spesso denominate CW Skimmers, in quanto rilevano le informazioni CW dai segnali ricevuti. RBN ha iniziato con la decodifica CW ma ora supporta anche RTTY. Non c’è ragione fondamentale per cui non potrebbe essere esteso ad altri modi, anche a quelli vocali, con sufficiente potenza di calcolo.

PSK Reporter è un sistema di reporting simile che accumula i report di segnale dalle stazioni digitali HF. Come suggerisce il nome, è stato inizialmente focalizzato sul PSK31 ma si è esteso ad altre modalità digitali.

Il Weak Signal Propagation Reporter (WSPR) è un sistema di reporting di propagazione più avanzato che utilizza ricetrasmettitori e tecniche DSP avanzate. Il protocollo compresso invia il nominativo della stazione trasmittente, il localizzatore di rete Maidenhead e la potenza del trasmettitore in dBm. Il WSPR è un sistema che funziona con trasmettitori a bassa potenza e che misura la propagazione HF su tutte le bande in tempo reale. Sistema molto intelligente.

Queste reti mondiali producono un quadro molto completo della propagazione disponibile e delle stazioni che trasmettono. Alcuni radioamatori si lamentano che “…nessuno regola più il selettore” perché si affidano semplicemente alla stazione di interesse per essere individuati. Le stazioni DX hanno spesso l’esperienza di un enorme pile-up non appena vengono individuate su una delle reti.

Per decenni, i radioamatori hanno tenuto i loro registri radio utilizzando un’ampia gamma di software a loro disposizione.  Questo è un modo pratico per tenere traccia dei contatti radio e seguire i progressi in vista dell’ottenimento di premi o diplomi. Più recentemente, sono stati sviluppati sistemi online per consentire la conferma elettronica dei collegamenti radio. In altre parole, invece di scambiare cartoline QSL come conferma di un collegamento radio, entrambi i radioamatori inviano le informazioni di log a un server centrale che registra il collegamento radio. L’ARRL offre il Logbook of The World (LoTW) che supporta questi contest: DXCC, WAS, VUCC e CQ WPX.

Il sito web eQSL è stato il primo sito QSL online, che offre la consegna elettronica delle QSL card e il proprio record di premi nei contest.
Club Log è un altro sistema di registrazione elettronica online. Il popolare sito web qrz.com ha aggiunto una funzione di logbook alla sua serie di funzioni.
La conferma elettronica dei collegamenti radio è un enorme miglioramento per la radio amatoriale. Anche se molti di noi apprezzano ancora la possibilità di ottenere una cartolina QSL, bisogna riflettere sul fatto che la spedizione di cartoline QSL è costosa, richiede tempo e spesso comporta lunghi ritardi.

Ecco l’analisi finale di Bob Witte su questa intera situazione: le categorie 2 e 3 rappresentano per lo più una netta influenza positiva sulla radio amatoriale. Si tratta di semplici applicazioni dell’era dell’informazione che forniscono aggiornamenti utili e veloci sulla propagazione radio e sui collegamenti radio. Sì, c’è qualche aspetto negativo nel fatto che molti radioamatori diventano dipendenti da loro invece di farlo alla vecchia maniera, girando la grande manopola della radio e ascoltando. Non è un grosso problema, dati i benefici che si ottengono.

La categoria 1 costituisce un problema per Bob, perché il suo effetto principale è quello di permettere di comunicare in tutto il mondo molto più facilmente, usando la radio amatoriale. Questo è ciò che fa dire a molti radioamatori che “non è vera radio amatoriale…” quando si usa internet per fare la maggior parte del lavoro da fare. Concentrandosi sull’effettiva propagazione delle onde radio, non c’è paragone tra il lavorare in DX sulla banda dei 15 m e fare lo stesso QSO con un palmare DMR UHF collegato ad internet. A questo punto Bob cerca di non pensare troppo al problema, tornando a pensare a quello che è lo scopo universale della radio amatoriale: divertirsi a smanettarci sopra. Quindi, sia che rincorrere un DX su 15 m o usare un palmare DMR, fornisca un puro divertimento per un radioamatore, beh… che continuino a farlo!

Forse è ancora più importante affermare che non possiamo davvero fermare l’impatto delle nuove tecnologie. Bob suppone anche che la comunità dei radioamatori potrebbe chiedere alla FCC di limitare l’uso dei sistemi di categoria 1. Si potrebbe fare anche riferimento a norme che limitano l’uso di internet interconnesso con il funzionamento della radio, specificato nell’articolo 97 del regolamento Radio Amatoriale (Fcc Norme e regolamenti per il servizio radio amatoriale). Tuttavia, questo avrebbe un impatto negativo ancora più grande sull’hobby, limitando arbitrariamente l’innovazione.
Immaginiamo se dovessimo dire ai neofiti con una mentalità già tecnicamente predisposta a questo hobby “…allora, ragazzi, abbiamo questa regola che dice che non si può usare il più grande cambiamento tecnologico del XXI secolo mentre si usa la radio amatoriale”, cosa succederebbe. Certo ci sono alcune regole riguardanti i premi e i contest, come ad esempio il fatto che non è possibile utilizzare una rete VoIP per qualificarsi per il DXCC. Probabilmente ci saranno altre restrizioni di questo tipo man mano che la tecnologia avanza, cosa che potrebbe anche andare bene per non alterare l’essenza della radio amatoriale.

Quando si tratta di cambiamenti tecnologici è spesso difficile prevedere il futuro. Alcuni di essi sono ovvi: vedremo larghezze di banda più elevate e una maggiore copertura wireless sul pianeta man mano che la 5G e altre tecnologie future si diffondono. È un po’ più difficile capire come questo influenzi la radio amatoriale. Al momento ci sono ancora località remote che non sono sulla rete ma che prima o poi subiranno il cambiamento. Bob si aspetta che anche le DXpeditions più lontane avranno un’eccellente connettività che potrebbe portare al controllo istantaneo delle QSL. (Questo sta già accadendo, ma potrebbe diventare ancor di più un evento in tempo reale.)

Man mano che le applicazioni diventano più intelligenti (ad esempio, apprendimento automatico, intelligenza artificiale…), i sistemi di comunicazione diventeranno più automatizzati. Possiamo aspettarci una maggiore automazione dell’attività radioamatoriale che sarà certamente controversa. Un radioamatore potrà dire di aver davvero collegato un’altra stazione se il software della sua stazione radio domestica avrà effettuato un collegamento mentre lui era sul posto di lavoro?

Per concludere, Bob Witte non crede che internet stia distruggendo realmente la radio amatoriale, ma certamente la sta cambiando.

La chiave è continuare a divertirsi e godersi questo hobby: se qualche radioamatore non si sta divertendo, probabilmente non lo sta praticando bene.

I nipoti di Guglielmo Marconi s’incontrano a Cisano sul Neva

L’Ondina 33″ (Biagi, Tenda Rossa del dirigibile Italia), una radio costruita dagli internati in Germania nella Seconda Guerra Mondiale, un telegrafo originale del 1870, funzionante, che sarà fatto funzionare da un telegrafista con divisa dell’epoca. I lontani nipoti di Guglielmo Marconi si sono dati appuntamento alla sala Gollo del Comune per la prima edizione del mercatino scambio radioamatoriale. Le “mostre scambio” (dette anche “mercatini”) dedicate al settore radioamatoriale/elettronico, nascono in Italia una ventina di anni fa, e si affiancano alle ben più note fiere dell’elettronica, tipo lo storico Marc di Genova o il conosciutissimo Radiant di Novegro. Anche a Cisano sarà possibile reperire parti elettroniche ormai quasi introvabili come valvole, componenti elettronici, strumenti di misura, apparati radio moderni o d’epoca, nuovi o usati. Ma è la voglia di incontrare appassionati del mondo della radio che caratterizza l’evento. Un’occasione unica per scambiarsi idee e esperienze. Per un giorno intero si potrà entrare in contatto con esperti, che possono essere radioamatori, ma anche Cb, professionisti del settore, o marconisti. Per chi vuole conoscere da vicino il mondo delle comunicazioni il mercatino di Cisano è una buona occasione. Confermata la partecipazione della Narda (ex PMM), multinazionale nel campo degli strumenti di misura della radiofrequenza. Al mercatino di Cisano presenterà qualche prodotto professionale, ma anche apparati legati al mondo dei radioamatori realizzati negli anni 70. La sede operativa, tra l’altro, è a Cisano e anche il suo fondatore è un radioamatore con la sigla I1PMM. Sabato sarà presente anche l’AIRE, ovvero l’Associazione radio d’epoca. In esposizione un’esclusiva selezione di pregevoli repliche di radio storiche militari e civili.