Cordate vocali. I Cori Cai si raccontano

Il mondo della montagna autentica messa in scena attraverso il canto, con le sue vicende allegre e dolorose, raccolte da chi l’ha imparata dalla bocca dei nonni. Ma anche l’incontro fecondo e straordinario della musica popolare con la musica colta, rielaborata e riproposta da musicisti illustri. Sono questi i contenuti del nuovo libro, edito dal Club alpino italiano e curato dal suo Centro Nazionale Coralità, Cordate vocali. I Cori Cai si raccontano, acquistabile online su store.cai.it

Un volume dedicato alla coralità intesa come «un “patrimonio” da conservare, la raccolta di armonie nate dal popolo e dal popolo stesso fatte proprie e tramandate per le nuove generazioni a testimonianza dei valori ancora oggi attuali delle tradizioni, un elemento culturale da coltivare e far emergere». Sono parole di Gabriele Bianchi, past president del Cai e presidente del CNC sino al gennaio scorso, quando ha lasciato orfana quella rete nazionale dei Cori Cai per la quale tanto si era speso.

Nel volume, dedicato proprio a Gabriele Bianchi, 41 dei 76 Cori Cai raccontano il proprio passato e il proprio presente, gli esordi, le difficoltà, i successi, ma anche le disillusioni, le sconfitte e le ripartenze. Provenienti da ogni angolo d’Italia narrano vicende che per alcuni risalgono a quasi cent’anni fa, per molti altri al primo periodo postbellico, per altri ancora ad anni più recenti.

«Ascoltando i nostri cori e lasciandoci accompagnare dalle diverse ottave che si sovrappongono per toccare, ad un tempo, le diverse corde del cuore, scopriremo insieme, una volta di più, la gioia intensa della nostra umanità presa da amore per la bellezza, con lo sguardo rivolto alle montagne che quella bellezza esprimono naturalmente», scrive il presidente generale del Cai Vincenzo Torti nella prefazione.

Alla storia dei gruppi corali si aggiungono autorevoli contributi sul canto popolare di montagna e i significati che ha ricoperto e ricopre tutt’oggi.

Il vicepresidente generale Erminio Quartiani, in uno dei passaggi del suo contributo intitolato Coralità, Cai e montagna: Excelsior!, annota come montagna e canto corale si accompagnino vicendevolmente: «Quante volte in rifugio o durante un bivacco notturno mi è capitato di cantare con i miei compagni di cordata con gioia e soddisfazione (anche degli stonati!). Non so se capita ancora oggi a tanti alpinisti. Spero di sì. Perché il canto accompagna l’animo umano a predisporsi alla vita con rinnovato spirito positivo» e nel coro «tante individualità si incontrano e si fondono come in una cordata».

Uno spazio particolare è dedicato a quanto realizzato in soli sei anni dal Centro Nazionale Coralità, con Gianluigi Montresor (redattore del libro con Andrea Zanotti e Lorena Broggini), che approfondisce l’organizzazione di concerti (oltre 800 l’anno) e manifestazioni, la formazione di coristi e direttori, gli eventi di solidarietà come quelli per le popolazioni d’Appennino colpite dal sisma, le pubblicazioni stampa e la valorizzazione del patrimonio della coralità custodito presso la Biblioteca Nazionale Cai.

Altri contributi, firmati dai componenti della Commissione artistica del CNC (Willem Tousjin, Michele Franzina e Giuseppina Antonucci) si soffermano sui rapporti tra musica popolare e colta e sul rapporto tra tradizione e innovazione corale. Andrea Zanotti, presidente del Coro della Sosat, definisce il significato del canto di montagna del Novecento come una importante manifestazione identitaria che denota oggi il bisogno di «custodire il passato e specchiarci in una storia della quale – per quanto globali e cybernavigatori – probabilmente abbiamo bisogno per sentirci radicati alla terra». Mauro Pedrotti, direttore del Coro della Sat, si sofferma sulla decisiva figura di equilibrio che per le compagini corali amatoriali è rappresentata dal direttore.

Il libro, acquistabile a un prezzo di 16,50 euro, è un interessante mix di approfondimenti culturali e di racconti di vita dei Cori Cai, tra repertori storici e nuove proposte, tradizione e innovazione, maestri mitici e giovani compositori.

Clicca qui per vedere la presentazione del libro durante la serata “Alpinismo, cultura, ambiente, scienza per le montagne. Con il Club alpino italiano per difendere la biodiversità delle Terre alte” dell’11 dicembre scorso.

Cai e Tramundi per il Sentiero Italia Cai

Il Club alpino italiano – la più importante associazione di alpinisti e appassionati di montagna – ha stretto un accordo con il tour operator digitale Tramundi (https://www.tramundi.it) per proporre dei pacchetti online dedicati alle aree attraversate dal Sentiero Italia Cai.

Il progetto punta alla valorizzazione del sentiero escursionistico di lunga percorrenza del Club alpino italiano, ed in particolare di quei luoghi solitamente meno frequentati dai turisti: dal Sud Italia al Centro-Nord, passando per alcune aree montane meno conosciute, come quelle in Liguria. L’accordo ha portato alla creazione di un catalogo di proposte turistiche disponibile al link https://www.tramundi.it/partner/tour-del-sentiero-italia-cai. Sui settemila chilometri che attraversano le due grandi dorsali montuose italiane sono tante le bellezze ambientali, culturali e paesaggistiche che un camminatore può incontrare, in cui è possibile un turismo lento, sostenibile e che guarda al futuro di territori non ancora molto noti. L’intesa prevede, inoltre, la possibilità di applicare una serie di sconti: – 10% per ogni Socio Cai e -15% alle Sezioni Cai.

Tramundi è un tour operator digitale che organizza e vende soggiorni di gruppo in Italia e nel mondo ad un pubblico che ha familiarità con la tecnologia e desideroso di un’immersione nei territori da vero local. Il camminatore che affronterà un tratto del Sentiero Italia con Tramundi sarà supportato in tutti gli aspetti dell’esperienza – dal pernottamento alla ristorazione, dalle visite guidate a esperienze ad hoc – per una vera conoscenza del tessuto culturale e sociale del territorio visitato. Punto di forza di Tramundi è la collaborazione diretta con le realtà turistiche locali, che garantisce l’assistenza di fidati professionisti una volta giunti a destinazione, la qualità degli itinerari e un tuffo reale nella cultura del posto.

Abbiamo scelto Tramundi perché il loro approccio focalizzato sulle realtà locali li accomuna alla visione del Club alpino italiano. L’accordo vuole promuovere uno sviluppo sostenibile, attento alle economie montane e rispettoso delle peculiarità ambientali e culturali“, spiega il vicepresidente del Cai e responsabile del progetto Sentiero Italia Antonio Montani. “Il potenziale turistico delle aree interne del Sentiero Italia Cai è notevole, ma deve essere costruito con attenzione e rispetto, valorizzando il turismo sostenibile. Il digitale, in questo senso, è uno strumento a cui vogliamo ricorrere sempre di più”.

“Il nostro obiettivo è quello di dare a chiunque la possibilità di acquistare un’offerta turistica attraverso la nostra piattaforma e il sito internet”, spiega Alessandro Quintarelli, CEO e co-founder di Tramundi. “Puntiamo ad esperienze personalizzate, possibili grazie alle nostre guide locali: persone in grado di raccontare quelle particolarità che solo un autoctono può conoscere e condividere”.

Turismo montano, firmata intesa tra Cai e Mibact

E’ stato firmato, questa mattina, dal Ministro beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, e dal Presidente generale Club alpino italiano, Vincenzo Torti, il protocollo d’intesa per la valorizzazione del turismo montano sostenibile. Il protocollo rinnova l’accordo firmato il 30 ottobre 2015, centrato sulla potenziamento della rete sentieristica e dei rifugi montani. Il protocollo prevede una serie di azioni condivise tra il MIBACT e il CAI per la promozione, in ambito nazionale e internazionale, dell’offerta turistica, nello specifico di quella montana, attraverso la valorizzazione dei percorsi escursionistici, con speciale riferimento al Sentiero Italia CAI.

“Questo protocollo è importante perché dimostra che non stiamo soltanto affrontando l’emergenza e aiutando le imprese a superare il deserto, come è doveroso, ma stiamo preparandoci anche al dopo, quando in Italia il turismo internazionale tornerà con i numeri imponenti e che negli anni passati ci aveva spinto a immaginare una strategia di diffusione in tutto il territorio nazionale per evitare il congestionamento di tanti luoghi italiani. Fino a gennaio, sembra assai lontano ma non lo è, avevamo il problema dell’overbooking, dibattevamo sul ticket d’ingresso ma tutto questo tornerà con tutte le sue potenzialità e le sue problematiche quando sarà finita la pandemia. Quindi è importantissimo prepararsi anche al dopo. La nuova intesa con il Club Alpino Italiano metterà a disposizione molti strumenti innovativi agli escursionisti italiani e stranieri che scelgono le nostre montagne, favorendo un turismo pienamente consapevole, sostenibile e intelligente. Da antico iscritto al CAI, sono orgoglioso di aver firmato questo accordo, che continua a perseguire uno degli obiettivi principali del MiBACT: la promozione del patrimonio diffuso del nostro Paese“. Lo ha detto il ministro Dario Franceschini.

Nello specifico il protocollo prevede: il completamento entro il 2021 del Catasto nazionale dei Sentieri (INFOMONT), grazie all’aggiornamento costante dei tracciati rilevati con il metodo di geolocalizzazione Gps; l’impegno da parte del MIBACT per uno stretto confronto con Regioni ed enti locali per uniformare interamente la segnaletica orizzontale e verticale in tutta Italia, in modo coerente con quella ufficialmente predisposta e adottata dal CAI; una particolare attenzione al Sentiero Italia CAI, spina dorsale del Sentiero dei Parchi che attraverso i suoi oltre 7000 km, unisce tutte le regioni italiane, con il fascino, la bellezza e le tradizioni dei loro territori interni; un impegno comune per facilitare la realizzazione di una rete di strutture per l’accoglienza su tutto il territorio nazionale per camminatori ed escursionisti, costruendo un circuito virtuoso di forte sostegno per le economie locali e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari. In particolare di quei territori solitamente poco conosciuti, piccoli borghi o alcune zone dell’Appennino centro-meridionale, che già durante quest’estate hanno vissuto un nuovo slancio grazie al turismo di prossimità. Infine per assicurare ancora maggiore sicurezza nella frequentazione dei percorsi escursionistici e dei cammini, l’accordo definisce un percorso che ha come obiettivo l’attivazione gratuita per tutti dell’applicazione GeoResQ – da installare sul proprio smartphone e gestita dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) – che consente l’immediata geolocalizzazione in caso di incidente e la conseguente attivazione del soccorso.

“Il protocollo firmato oggi apre nuove prospettive di collaborazione tra MIBACT e CAI. Basti pensare al Sentiero Italia CAI che, attraversando tutte le regioni del nostro Paese, avvicinerà un turismo lento e rispettoso alle bellezze e alle culture che i nostri territori offrono, intercettando borghi e paesaggi e promuovendo la possibilità per molti giovani di avviare attività turistiche di accoglienza che si sostituiranno ad una pregressa tendenza all’abbandono della montagna. La valorizzazione dell’app GeoResQ, realizzata dalla nostra Sezione nazionale, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sarà una delle principali attività da concertare con il Ministero, in vista di una generale fruizione di quel che oggi è prevalentemente utilizzato da soci Cai e che rappresenta uno strumento prezioso per garantire soccorsi mirati e tempestivi”. Così ha dichiarato il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti.

Il Database completo del Catasto nazionale dei Sentieri sarà disponibile sul portale della Direzione Generale del Turismo del Mibact.

“Climbing for climate”, escursione per l’ambiente

Torna per il secondo anno consecutivo Climbing for Climate, l’iniziativa organizzata per sabato 19 settembre dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile – RUS, in collaborazione con il Club alpino italiano – Cai, che coinvolge gli Atenei italiani in una giornata dedicata al trekking e alle escursioni in montagna, per sensibilizzare sui temi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

L’evento è patrocinato anche dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – MATTM, dal Comitato Glaciologico Italiano – CGI, da Sustainable Development Solutions Network – SDSN e inserito nel calendario del Festival dello sviluppo sostenibile promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS

Questa seconda edizione di Climbing for Climate sarà diffusa in tutta Italia – hanno già aderito 28 università di 10 regioni, da nord a sud – e intende promuovere i temi dell’Agenda 2030 attraverso la mobilità attiva. I Delegati della RUS che aderiscono all’iniziativa organizzeranno un’escursione aperta ai referenti sui temi dello sviluppo sostenibile della propria università, in collaborazione con le sezioni del Cai locali ed eventualmente con altre università e attori locali. Le escursioni si svolgeranno lungo i sentieri del Cai con preferenza per il “Sentiero Italia Cai”.

L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica locale e nazionale sui temi dell’Agenda 2030 attraverso la conoscenza dei territori alla luce degli obiettivi ONU, tra cui quelli per la promozione del turismo sostenibile (SDG 8), dell’inclusione sociale ed economica di chi vive in aree periferiche (SDG 10), del supporto alle comunità sostenibili (SDG 11), della lotta al cambiamento climatico (SDG 13) e della promozione della vita sulla terra (SDG 15). Durante la giornata gli enti partecipanti sottoscriveranno un appello per la protezione e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale locale. La prima edizione nel 2019 aveva visto l’Università degli Studi di Brescia in prima linea nell’organizzazione, grazie al supporto della sezione locale del Cai, con Rettori e delegati dei Rettori, oltre alla Presidente stessa della RUS Patrizia Lombardi, impegnati nell’ascesa sul ghiacciaio del Monte Adamello.

“Il Club alpino italiano è consapevole dell’importanza di mantenere relazioni e rapporti con il mondo universitario, con la cognizione che il continuo relazionarsi tra il sodalizio e la Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile sia di vitale importanza per la messa in opera concreta delle azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030” spiega il vicepresidente del Club alpino italiano e responsabile del progetto “Sentiero Italia Cai” Antonio Montani.

“Abbiamo voluto dare continuità all’iniziativa Climbing for Climate lanciata lo scorso anno dall’Università degli Studi di Brescia con convinzione ed entusiasmo, nonostante le difficoltà di gestione determinate dalla recente pandemia, e dunque rinnovata nella sua organizzazione, per diversi motivi – dichiara Patrizia Lombardi, Prorettrice del Politecnico di Torino e Presidente della RUS – In primis, per sottolineare l’importanza di porre tra le priorità del Paese la salvaguardia dei nostri  territori culturali e delle aree interne. Inoltre, il coinvolgimento diretto delle diverse università della RUS, in collaborazione con il Club alpino italiano, consente una valorizzazione diffusa del nostro immenso e meraviglioso patrimonio naturale e culturale”.

Le Università che aderiscono a Climbing for Climate:
Abruzzo: Università degli Studi dell’Aquila; Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara; Università degli Studi di Teramo;

Emilia Romagna: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; Università degli Studi di Parma;

Friuli Venezia Giulia: Università degli Studi di Trieste; Università degli Studi di Udine;

Lazio: Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”;

Lombardia: Politecnico di Milano; Università degli Studi di Brescia; Università degli Studi di Milano; Università degli Studi di Milano-Bicocca; Università degli Studi dell’Insubria;

Marche: Università degli Studi di Camerino; Università degli Studi di Macerata; Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”; Università Politecnica delle Marche;

Piemonte: Politecnico di Torino; Università degli Studi di Torino; Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”; Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo;

Puglia: Università degli Studi di Bari Aldo Moro; Università LUM Jean Monnet;

Toscana: Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna; Università di Pisa;

Veneto: Università Ca’ Foscari Venezia; Università IUAV di Venezia.

A Trento appuntamento con gli autori delle Guide ufficiali del Sentiero Italia CAI

Gli “Autori in cammino” arrivano a Trento. Venerdì 31 luglio alle ore 18.00, presso lo Spazio Alpino Sat di via Manci 57, gli autori delle guide escursionistiche Anna Sustersic, Denis Perilli e Lorenzo Comunian presenteranno in anteprima le tappe friulane, venete, trentine e altoatesine del Sentiero Italia CAI, l’itinerario escursionistico più lungo al mondo con i suoi oltre 7 mila chilometri.
Un racconto che sarà il prologo della grande opera editoriale di 12 volumi: le guide ufficiali del Sentiero Italia CAI, in uscita il prossimo anno, edite dalla casa editrice Idea Montagna in collaborazione con il Club alpino italiano, che faranno scoprire e approfondire tutte le tappe di questo percorso che unisce il Belpaese: dalla Sardegna al Friuli Venezia Giulia, da Sud verso Nord percorrendo le isole, lungo gli Appennini e l’intero arco alpino.

Al primo incontro in programma nel capoluogo trentino, parteciperanno anche Elena Guella, vicepresidente della Società degli Alpinisti Tridentini e Umberto Andretta, componente del Comitato direttivo centrale del Club Alpino Italiano, che presenteranno il progetto escursionistico, mentre Francesco Cappellari, della casa editrice Idea Montagna parlerà del progetto editoriale. Sarà poi la volta di Denis Perilli e Lorenzo Comunian, che hanno percorso le tappe del Sentiero Italia CAI che attraversano il Trentino Alto Adige e il versante veneto.

I due autori sono partiti il 24 giugno scorso da Fondo, in Val di Non, per raggiungere come prima tappa il rifugio Oltradige, Punto accoglienza sul Sentiero Italia CAI, e proseguire sul Passo della Fedaia, ai piedi della Marmolada tra le province di Trento e Belluno. Compagni di cordata e amici di lunga data, Denis e Lorenzo hanno camminato insieme in diversi periodi lungo gli itinerari trentini, percorrendo una media di tre tappe a settimana, fino alla località di Arabba (Belluno), crocevia delle varianti altoatesina e trentina, da dove Perilli poi ha proseguito da solo lungo la tappa veneta. Al contrario della terza autrice, Anna Sustersic, che racconterà la sua esperienza interamente in solitaria lungo le tappe friulane del Sentiero Italia CAI. Anna ha percorso i 400 km in 21 giorni consecutivi, attraversando l’intero Friuli Venezia Giulia, fino ad arrivare a San Bartolomeo di Muggia (Trieste). È proprio qui, al punto di arrivo dell’itinerario escursionistico, che si trova il cippo commemorativo che ricorda la staffetta Cammina Italia del 1995.

La serata di Trento sarà moderata da Elena Baiguera Beltrami, addetta stampa della Sat.

Nei prossimi mesi sono in programma altre iniziative con gli “Autori in Cammino”, una per ogni regione italiana. Gli autori della casa editrice Idea Montagna ci racconteranno le tappe percorse, alla scoperta, unica e suggestiva, della Grande bellezza incontrata lungo il Sentiero Italia CAI. Testimonianze che troveremo insieme a tutte le informazioni e dettagli utili (mappe, Punti accoglienza, fotografie, tipicità eno-gastronomiche e culturali e molto altro) all’interno delle 12 guide ufficiali che saranno pubblicate nel 2021.

Siamo vicini al Fai per la grave perdita di Giulia Maria Crespi

Il Presidente generale, il Comitato direttivo centrale e tutti i soci del Club alpino italiano esprimono la propria vicinanza ai familiari di Giulia Maria Crespi, al presidente Andrea Carandini, al vice presidente Marco Magnifico e a tutti i soci del Fondo Ambientale Italiano per la dolorosa perdita che li ha colpiti.

Giulia Maria Crespi è stata una donna di grande spessore culturale e lungimiranza “la cui visione – afferma il presidente del CAI Vincenzo Torti – ha dato vita al FAI che si colloca a pieno titolo in prima fila tra quanti tutelano e valorizzano concretamente la bellezza e la cultura che rendono unico il nostro Paese.”

L’amore per la bellezza e l’impegno concreto della fondatrice del Fondo Ambientale italiano restano un insegnamento per tutti gli italiani.

Club alpino italiano e Fondo ambientale italiano, ciascuno con la propria specifica identità, continueranno a collaborare là dove servirà agire per la tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle bellezze del nostro Paese.

Olimpiadi e mondiali a Cortina, Cai preoccupato per i danni ambientali

Realizzazione di nuovi impianti di risalita e piste da sci, allargamento di quelle esistenti, costruzione di strade e parcheggi per facilitare l’accesso ai comprensori: il Club alpino italiano tutto, d’intesa con il Gruppo regionale Veneto e la Sezione di Cortina, manifesta la propria forte contrarietà per quanto sta avvenendo nel comprensorio ampezzano sotto l’egida dei Mondiali di sci del 2021 e delle Olimpiadi invernali del 2026.

Una contrarietà che riguarda, in particolare, i collegamenti Passo Falzarego – Arabba e Cortina – Alleghe, progetti già previsti nel Piano Neve Regionale del 2013 e stralciati poiché la Commissione di Valutazione Ambientale Strategica dell’epoca aveva ritenuto che «la loro realizzazione avrebbe costituito una pressione ambientale tale da raggiungere livelli di insostenibilità».

«Siamo costernati nel vedere le immagini che stanno circolando in questi giorni che ci mostrano quanto sta accadendo su quelle Dolomiti che dovrebbero essere patrimonio universale e non solo italiano – afferma il Presidente generale Vincenzo Torti – Il nostro impegno sarà quello di cogliere ogni occasione, grazie all’aiuto dei nostri Soci presenti sul territorio, per presidiare quanto sta avvenendo e il rispetto di norme e autorizzazioni; ma ancor più per rimarcare come il futuro della montanità non passi attraverso la distruzione del bello e l’ultracarico insostenibile di impianti di risalita e moltiplicazione di agevolazioni agli accessi».

Piena condivisione dunque del contenuto della lettera della Presidente della Sezione Cai di Cortina Paola Valle, diffusa i giorni scorsi, con la quale veniva espressa la forte preoccupazione «per come stanno andando avanti i lavori e per l’impatto che oggi è già visibile sul territorio. Basta fare un giro sui luoghi dei cantieri, tra Gilardon, Col Fiere, Rumerlo e Cinque Torri, per realizzare amaramente come l’aspetto ambientale sia lasciato in secondo piano».

Il Club alpino italiano auspica che gli enti preposti, e la parte più sensibile della popolazione più direttamente interessata, si attivino per una verifica puntuale di quanto sta accadendo e invita tutti i soggetti coinvolti al coraggio anche di ripensamenti, laddove i devastanti scenari che si offrono oggi allo sguardo di tutti risultino cosa ben diversa da quella ipotizzabile dalle mere pratiche amministrative.

 

“Ciak, si scala!” Storia del film di alpinismo e di arrampicata

Dal primo film di alpinismo, Cervino 1901, uscito nei primi anni del “secolo breve”, al cinema digitale del nuovo millennio, passando per centinaia di film a soggetto, riprese di documentazione e pellicole di animazione in un arco di tempo di centoventi anni, tanti quanti ne conta la filmografia, che ha avuto tra i protagonisti le montagne e l’arte di scalarle fin dalle origini.

È appena uscito il volume Ciak, si scala! Storia del film di alpinismo e di arrampicata del giornalista Roberto Mantovani, che ripercorre tutta la lunga storia del cinema di alpinismo soffermandosi sui suoi capitoli più significativi e allargando lo sguardo anche oltre le Alpi (dove questi film sono nati), per abbracciare le montagne del mondo intero: dall’Europa orientale alle Americhe, dalla Russia all’Australia e alla Nuova Zelanda.

Edito dal Club alpino italiano (con la collaborazione del Centro operativo editoriale e del Centro di cinematografia e cineteca del Cai, dell’International Alliance for Mountain Film e del Museo Nazionale della Montagna di Torino), il libro di Mantovani è la prima pubblicazione sulla storia di un genere cinematografico mai riconosciuto ufficialmente tale né dalla critica, né dalla produzione, ma amatissimo dagli appassionati del mondo delle altezze.

L’opera è basata su una ricerca condotta su archivi pubblici e privati, primi fra tutti i patrimoni storici d’eccezione della Cineteca centrale del Cai e della Cineteca storica e Videoteca del Museo della Montagna, oltre che sulle rassegne dei titoli presentati nel corso degli anni nei film festival specializzati, e può essere vista non solo come la storia del cinema di alpinismo, ma anche come la storia dell’alpinismo attraverso il cinema. Elementi come la sfida, l’avventura, le cime e i ghiacciai, la ricerca individuale, gli orgogli nazionali, le cordate, la conquista dell’inutile, la fatica condivisa, il gesto atletico e le attrezzature sono stati infatti tutti immortalati, di volta in volta, dalle pellicole o dai moderni strumenti digitali.

Le immagini dei manifesti e le foto di scena che corredano i testi sono stati selezionati tra i circa 8000 beni del Fondo Documentazione Cinema delle Raccolte iconografiche del museo.

«È stata una ricerca interminabile, durata più di due anni, che ha comportato una severa selezione nella moltitudine dei titoli riemersi dagli archivi. La scelta delle pellicole è stata abbastanza facile per i primi cinquant’anni di storia. Poi, con la registrazione elettronica delle immagine, l’avvento delle produzioni televisive, l’ampliamento delle rete dei festival specializzati, il digitale, l’apparizione delle microcamere e l’impiego dei droni, c’è stata un’esplosione di produzioni, e ritrovare il bandolo giusto delle matassa non è stato facile. La selezione delle opere ha dovuto essere necessariamente severa. Spero comunque che questo lavoro permetta ai lettori di farsi un’idea del cammino percorso dal cinema che ha tratto e trae ispirazione dall’alpinismo», ha spiegato l’autore.

«Con i racconti cinematografici che riprende nel loro succedersi nel tempo, Roberto Mantovani, oltre ad aver colmato un vuoto editoriale a favore degli amanti della cinematografia e della montagna, ha saputo confermare la dignità storica dell’alpinismo, oggi riconosciuto Patrimonio culturale immateriale dall’Unesco, e, con esso, quella degli alpinisti di ogni epoca», scrive il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti nelle pagine iniziali del volume.

Presenti, in apertura del volume, anche contributi a firma di Valentino Castellani e Daniela Berta (rispettivamente Presidente e Direttore del Museo Nazionale della Montagna), di Javier Barayazarra e Marco Ribetti (rispettivamente Presidente e Coordinatore dell’International Alliance for Mountain Film) e dell’alpinista Kurt Diemberger, cineoperatore e documentarista d’alta quota.

Ciak, si scala! Storia del film di alpinismo e di arrampicata (formato 205 x 260 mm, 252 pagine) è acquistabile nelle librerie specializzate e on line su store.cai.it a un prezzo di 39,90 euro (34 euro per i Soci Cai, 30 per le Sezioni). Chi acquisterà il libro on line riceverà in omaggio anche la versione e-book. Su store.cai.it è disponibile anche il volume tradotto in inglese.

Scoprire gli itinerari meno noti con il Club Alpino Italiano

Durante la fase tre dell’emergenza Covid-19, occorre frequentare la montagna e i rifugi con gradualità e responsabilità. Per questo motivo, il Cai ha lanciato la campagna “Scopriamo nuovi sentieri”, un’iniziativa nata con l’intento di sensibilizzare il grande pubblico e spingerlo a scoprire gli itinerari meno noti, immergendosi nella bellezza delle valli laterali e dei versanti meno frequentati. In questo modo è possibile godere delle meraviglie della natura e allo stesso tempo evitare gli assembramenti.
A partire dall’8 giugno fino al 31 luglio, il Club alpino italiano sta consigliando un nuovo sentiero al giorno. Il tutto con suggerimenti video realizzati in collaborazione con Sezioni e Gruppi regionali Cai e con schede riepilogative che raccolgono la descrizione dell’itinerario, le informazioni tecniche – come ad esempio durata, punti di accesso, strutture di appoggio presenti sul cammino – e un ricco corredo fotografico. Si tratta sempre di itinerari ad anello, pensati con arrivo e partenza nello stesso punto, consentendo così di attraversare luoghi sempre diversi. I “Nuovi sentieri” sono pubblicati sui canali social ufficiali del Cai e sul sito internet in una sezione dedicata.
Con “Scopriamo nuovi sentieri” gli escursionisti potranno idealmente costruire una piccola guida con proposte provenienti da tutta Italia. Già oggi, con gli itinerari pubblicati, si parte dall’Alto Adige, con l’anello “da Selva in Val Gardena al Rifugio Puez”, si prosegue in Basilicata con l’itinerario “Monte Volturino – Sentiero del Ventennale (Appennino Lucano)”, poi si sale di nuovo in Emilia-Romagna, con “l’anello di Bocconi”, si scende nel Lazio con “l’anello delle cascate dell’Ortanza”, poi di nuovo in Lombardia con “Il monte Guglielmo da nord”. Senza dimenticare le Marche con “l’anello di Valledacqua”, il Piemonte con il “Giro del lago di Antrona”, la Sicilia con “Sull’Etna dal Rifugio Salvatore Citelli” o il Veneto con il “Giro del Gruppo San Sebastiano/Tàmer” e l’Umbria con “Monte d’Ansciano e Monte Ingino”. Insomma, un vero e proprio Giro d’Italia, dedicato a tutti, esperti e non, per frequentare durante questa estate, le montagne con responsabilità e attenzione.

Il futuro della montagna tra tutela dell’ambiente e sviluppo del territorio

Dalle Apuane ad Accumoli, dai Lessini al Monte Acuto fino al Terminillo: sono le riflessioni sul futuro della montagna il tema trainante del numero di luglio di Montagne360, la rivista del Club alpino italiano. Il mensile arriverà nelle edicole e nelle case dei soci i prossimi giorni, ma, come i tre numeri precedenti, è liberamente sfogliabile on line.

Il messaggio che si vuole mandare è molto semplice: “La tutela è sviluppo”. Scrive il direttore della rivista Luca Calzolari: “ogni progetto che può contribuire alla crescita e alla solidità finanziaria e produttiva dei territori deve tenere presente la tutela ambientale, la sostenibilità e l’inclusione. Tutte le iniziative che non rispettano questi tre presupposti rischiano di produrre scempi e ferite. Tutelare l’ambiente e il territorio significa creare uno sviluppo reale capace di unire turismo e produzioni primarie”.

Concetti ribaditi anche nel contributo sulla necessità per l’Italia di allinearsi all’Agenda 2030, firmato dal Presidente della Commissione centrale tutela ambiente montano del Cai Raffaele Marini, che evidenzia i concetti di “limite dello sviluppo” e di “necessari cambiamenti culturali”.
Lo speciale indaga i cinque casi citati in apertura, tra le conseguenze dell’attività di estrazione del marmo sulle Apuane, i progetti di costruzione di ulteriori impianti di risalita, strade e rifugi-alberghi in Appennino (tra Marche e Lazio) e le minacce di riduzione dei confini delle Aree protette (Parco della Lessinia in Veneto). Tutte iniziative invasive per l’ambiente alle quali va contrapposta la promozione di un turismo lento e di scoperta.
Alle Apuane è dedicato anche il portfolio fotografico, con sentieri, vie di arrampicata, rifugi, bivacchi e, naturalmente, il marmo e le cave.

Quella appena iniziata sarà un’estate atipica, anche per gli appassionati di trekking: due contributi si focalizzano sul dormire sotto le stelle, con le sensazioni ed emozioni date dal contatto con la natura e le indicazioni utili sui materiali per bivaccare in tenda (dove è consentito), mentre un terzo presenta la campagna del Cai “Scopriamo nuovi sentieri”, che propone ogni giorno un’escursione, perlopiù ad anello, lungo itinerari meno noti e non toccati dal turismo di massa, con un livello di difficoltà non elevato.

Camminare su altri pianeti” è il titolo dell’articolo sul programma “Panagea” dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che permette agli astronauti di impratichirsi in diversi siti europei (dalle Dolomiti a Lanzarote) con caratteristiche analoghe ai terreni geologici lunari e marziani.
Le proposte escursionistiche e cicloescursionistiche di questo numero accompagnano il lettore in Valle Maira e sulle Dolomiti, con un focus sul Bletterbach, il “Grand Canyon” dell’Alto Adige”, mentre sono due i ritratti che ricordano personaggi che hanno vissuto per la montagna: il primo è del Ragno di Lecco Matteo Bernasconi, travolto da una valanga sul Pizzo del Diavolo il 12 maggio scorso, presentato dal Presidente del gruppo Matteo Della Bordella. Il “Berna”, oltre a essere stato un grande alpinista, viene dipinto come un uomo empatico e sincero, che ha affrontato diverse sfide, dalle Alpi alla Patagonia. Il secondo è di Gaston Guichionnet, uno dei più grandi specialisti di storia e geografia delle Alpi, che il 9 giugno scorso avrebbe compiuto 100 anni.
Il numero si completa con gli aggiornamenti sulla lavorazione delle Guide ufficiali del Sentiero Italia CAI, che usciranno il prossimo anno, e una curiosa storia di montagna, che parla degli orologi di un noto marchio al polso di Edmund Hillary e dello sherpa Norgary Tenzing durante la salita all’Everest del 1953: l’azienda produttrice decise infatti di appoggiare la spedizione per testare la resistenza di un cronografo.
Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di luglio, in tutte le edicole a 3,90 euro.

Monte Pelller, Torti: Valutiamo possibili soluzioni alternative all’abbattimento dell’orso

Il recente fatto accaduto la sera del 23 giugno in Trentino sul Monte Peller con il ferimento di due persone in conseguenza dell’attacco da parte di un orso, ripropone la questione della corretta frequentazione dell’ambito montano.

L’orso, notoriamente elusivo, attua comportamenti aggressivi in conseguenza di situazioni dallo stesso percepite come pericoli.

 In Trentino, dove l’orso è ritornato ad avere consistenze evidenti a seguito anche di un programma di traslocazioni dalla Slovenia sostenuto da vari enti e istituzioni, è stato da tempo messo in campo un articolato programma di gestione della specie (PACOBACE) che prevede una serie di interventi proporzionati e consequenziali allo scopo di gestire individui definiti problematici che manifestino comportamenti confidenti nei confronti dell’uomo.

La progressività di questi interventi si basa su solide motivazioni tecnico-scientifiche e ha come obbiettivo quello di mettere in atto soluzioni direttamente correlate all’evento.

Nel caso di specie, l‘immediata decisione assunta dalla Presidenza della Provincia Autonoma di Trento di autorizzare l’abbattimento dell’orso in questione sottendendo motivazioni di ordine pubblico, appare non in linea con il piano di gestione anche perché di quest’orso non si conosce ne il sesso, ne la localizzazione territoriale e neppure l’identificazione genetica.

 Il Club Alpino Italiano, con il supporto tecnico del proprio “Gruppo Grandi Carnivori”, auspica pertanto un approccio metodologico e di sistema alla gestione delle pur sempre possibili interazioni tra Uomo e Grandi Carnivori, affiancando in parallelo adeguate e diffuse campagne informative e di sensibilizzazione dei cittadini e dei fruitori della montagna.

Pertanto il Club Alpino Italiano chiede al Ministro dell’Ambiente di esprimersi nel merito per quanto di diretta competenza e alla Presidenza della Provincia di Trento di valutare le possibili e praticabili soluzioni alternative all’abbattimento procedendo con gradualità e metodo, nella convinzione che l’obbiettivo della convivenza tra Uomo e Grandi Carnivori sia la soluzione più coerente da perseguire.

Il Presidente generale

Vincenzo Torti

Le truppe alpine accanto al Cai per la sanificazione dei sentieri

Il Club alpino italiano ha accolto con piacere la disponibilità offerta dalle Truppe alpine di collaborare nella sanificazione di alcuni rifugi e nella manutenzione dei sentieri. Una disponibilità particolarmente gradita e opportuna, in un momento nel quale un numero crescente di escursionisti sta tornando a frequentare le montagne dell’intero Paese.

Il Comando delle Forze Operative Terrestri ha autorizzato i giorni scorsi il Comando Truppe Alpine a coordinare le attività di supporto, che vedranno l’importante collaborazione dell’Associazione Nazionale Alpini.

In questi giorni la Sede centrale Cai ha avviato la distribuzione gratuita ai gestori dei propri rifugi di un kit-Covid, che contiene un sanificatore all’ozono per i locali, un termometro per misurare la febbre a collaboratori e avventori, un saturimetro per misurare la concentrazione di ossigeno nel sangue, mascherine e la cartellonistica da esporre con le indicazioni per i frequentatori.
La consegna formale del primo kit è in programma sabato 27 giugno al Rifugio Quintino Sella al Monviso, scelta dal forte valore simbolico, che rievoca le origini stesse del Sodalizio.

La prima sanificazione concordata con le Truppe alpine si è tenuta stamane al Rifugio Migliorero, nei pressi dei Laghi Inferiori dell’Ischiator (Alpi Marittime), ed è stata curata dai militari del1º Reggimento artiglieria terrestre di Fossano (CN). Presenti il Vicepresidente del Cai Piemonte Migliorati e il Tenente Colonnello Gargaro.

Per la manutenzione dei sentieri, le Truppe alpine affiancheranno i volontari Cai già da tempo impegnati, coordinandosi con i referenti regionali per la sentieristica.