Il mondo della cucina visto dalla professoressa Maria Cristina Castellani

Il «gustoso» tema della cucina trattato in maniera interessante e coinvolgente sarà al centro dell’incontro «Ricordi in cucina» in programma oggi alle 17 alla Biblioteca Civica «Silvio Accame», in via Rossello 21.

Protagonista sarà la scrittrice e docente Maria Cristina Castellani. L’evento di questo pomeriggio è inserito nell’ambito del «Festival in Cantiere 2022» ed è organizzato dall’assessorato comunale al Turismo e alla Cultura e dalla biblioteca in collaborazione con l’Associazione «Pietra Filosofale».

Questi gli altri appuntamenti in calendario: 30 maggio «Gestire ansia e stress tra guerra e pandemia» a cura di Andrea Croce, psicologo clinico; 6 giugno «Temi ricorrenti nelle immagini della notte» a cura di Cecilia Malombra, psicologa e criminologa; 13 giugno «EMDR: cambiare la propria vita» con Sabrina Bonino, psicologa e psicoterapeuta. Per informazioni è possibile contattare la biblioteca civica chiamando il numero di telefono 01962931720, scrivendo un’e-mail all’indirizzo biblioteca@comunepietraligure.it

No allo spreco alimentare, vale 7,73 miliardi di euro

Torna a crescere lo spreco di cibo nelle case degli italiani interrompendo un trend positivo partito nel 2019. Nella spazzatura gettiamo in media 595,3 grammi di cibo pro capite a settimana, ovvero 30,956 kg annui: circa il 15% in più del 2021 (529 grammi settimanali). Un dato che si accentua al Sud (+18% di spreco rispetto alla media nazionale) e per le famiglie senza figli (+12% rispetto alla media italiana). Dati in controtendenza con l’ultimo biennio come attesta il Rapporto ‘Il caso Italia’ 2022 di Waste Watcher International, diffuso alla vigilia della IX Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare (5 febbraio), per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market e dell’Università di Bologna, su monitoraggio Ipsos.

Vale complessivamente 7,37 miliardi di euro lo spreco del cibo nelle nostre case: una cifra che corrisponde allo sperpero annuale di 1.866.000 tonnellate di cibo. Se includiamo anche lo spreco alimentare di filiera – produzione, distribuzione, commercio – che pesa 5.164.928 tonnellate, arriviamo a uno spreco nazionale di cibo di quasi 10 miliardi e mezzo (dati Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna su rilevazioni Istat-Waste Watcher per campagna Spreco Zero).

Adnkronos

Partito il conto alla rovescia per il Salone dell’Agroalimentare Ligure di Finale Ligure

Dal 29 aprile al 1° maggio tornerà a Finale Ligure l’atteso appuntamento con il Salone dell’Agroalimentare Ligure, giunto alla diciottesima edizione, evento enogastronomico consolidato e di carattere nazionale ed internazionale.

La sede del Salone dell’Agroalimentare Ligure  è il prestigioso Complesso Monumentale di Santa Caterina con  l’Oratorio, i Chiostri, il Giardino Botanico e l’Auditorium (augurandoci che non sia più utilizzato, in quelle date, come Hub vaccinale), oltre ad alcune piazze del centro storico di Finalborgo, premiato nel 2008 “Borgo più bello d’Italia”.

Il Salone dell’Agroalimentare Ligure è un evento che si pone l’obiettivo di valorizzare il territorio ligure attraverso le peculiarità enogastronomiche regionali e le sue produzioni di qualità e, come di consueto, è articolato in due parti:

• La rassegna espositiva

Un’ampia area di spazi espositivi, in cui le imprese liguri potranno presentare i propri prodotti caratterizzati da elevati livelli di qualità e tipicità, con la presenza di aziende “ospiti” delle Regioni limitrofe alla nostra Liguria​

• Le iniziative culturali e didattiche

Un ampio programma di laboratori, show-cooking, corsi e mostre a cui potranno partecipare visitatori ed espositori.

L’Area della Vision Plaza dove si parlerà di innovazione e sostenibilità del settore agroalimentare con il Contest Liguria Food Innovation e Casa Liguria con la partecipazione di Assaggia La Liguria ed il Consorzio di Tutela Basilico Genovese DOP, il Consorzio di Tutela Olio Dop Riviera Ligure e l’Enoteca Regionale della Liguria.

Il Salone dell’Agroalimentare Ligure è un evento che intende soddisfare il consumatore e l’operatore di settore, sempre più esigenti in termini di qualità ed alla ricerca di prodotti tipici e tradizionali, permettendo al pubblico di provare sapori e profumi attraverso la visita agli spazi espositivi, ma anche attraverso tutte le attività collaterali in programma.

La Locandina del Salone 2022

La magia di “Elios Blue Beach”, un viaggio nel mondo dei sapori mediterranei

C’è un ristorante che più di altri in questo scorcio di fine estate merita davvero di essere visitato. E’ il ristorante Elios Blue Beach sul lungomare Migliorini a Finale Ligure. «Ambiente familiare, ottima cucina, accoglienza perfetta», sono i feedback assolutamente positivi di chi ha già avuto modo di sedersi a tavola e viaggiare in un mondo del gusto davvero eccezionale.

Ottima la qualità del cibo che è l’elemento principale che contraddistingue il ristorante Elios Bue Beach di Finale Ligure. Ogni piatto è ben presentato, perfettamente curato. Un vero piacere per occhi e palato, dall’antipasto al dolce, con un’ampia possibilità di scelta dei vini. Servizio perfetto, per pranzi e cene sublimi lasciandosi accarezzare dalla brezza di mare .

La cura dei dettagli e l’attenzione per la clientela sono nel gradino più alto della scala delle priorità del ristorante Elios Bue Beach di Finale Ligure per far vivere un’emozione unica, spettacolare. I piatti di pesce e di terra, i dolci selezionati, una cambusa ricca di etichette, tutto è ben organizzato per condividere momenti unici in famiglia e con amici.

Il menù è stato redatto con equilibrio così come i piatti, tutti nelle giuste proporzioni, colori e gusti. Il lavoro appassionato della cucina ha contribuito a diffondere la cultura dei sapori mediterranei. Ma è l’impronta decisamente familiare, la cordialità e la genuinità dei piatti i veri punti di forza di Elios. E’ stata adottata una linea gastronomica decisamente appassionata che ha reso Elios uno dei ristoranti più apprezzati dalla clientela che sceglie di trascorrere le vacanze estive nel Ponente Ligure. Ma sono i piatti che permetteranno di gustare, fin nella sua essenza, la magia del borgo finalese e del suo territorio.

Elios Blue Beach
Lungomare Migliorini 4, 17024 Finale Ligure SV, Italia
Finale Ligure, Liguria
Telefono 019 204 3547

“Marina di Alassio Sea Experience”, nuovo prodotto esperienziale legato al cibo

Il progetto MARINA DI ALASSIO SEA EXPERIENCE si arricchisce di un nuovo prodotto esperienziale legato al cibo, con un laboratorio del gusto “verde-azzurro”. A firmare le unità didattiche di cucina, incentrate sulla filosofia della stagionalità e del km zero, il giovane chef del Grande Hotel Diana di Alassio, Giuseppe Falcone, e Annamaria Bertazzo la vulcanica “cesarina” dell’ittiturismo “Don Carlo”, Il Motopesca ormeggiato nella Banchina Pescatori, al Porto Luca Ferrari – ad Alassio.
Un’esperienza di cucina slow “senza fornelli”, pensata per stimolare la creatività e adatta per il cooking team building, che conduce gli apprendisti cuochi nel mondo dei saperi e dei sapori legati all’acciuga sotto sale.

La proposta del “Don Carlo” è una vera e propria scuola di cucina dove gli “allievi”, partendo dalla ricette della tradizione, dal Macchetto al Pesto, sono invitati a sperimentare attraverso un paniere di prodotti, ricette sfiziose che alla fine del laboratorio gusteranno in abbinamento ai vini DOP della Riviera Ligure di Ponente.

Un percorso sensoriale straordinario, vissuto tra reti ed attrezzi da pesca nella banchina dei pescatori e come sfondo il golfo di Alassio e l’isola Gallinara: un modo nuovo per vivere la vacanza nella “Città del Muretto” all’insegna della filosofia “slow”.

Il laboratorio del gusto dell’acciugotto rientra nel progetto “MARINA DI ALASSIO SEA EXPERIENCE”, voluto dall’assessore comunale alla società partecipate Fabio Macheda, e gestito dal direttore del porto Luca Ferrari Marino Agnese con la stagista Jasmine Capponi e la consulenza del docente di marketing Franco Laureri.

Come sottolineano il presidente di Marina di Alassio S.p.A. Rinaldo Agostini e l’assessore Fabio Macheda: “questo nuovo prodotto turistico del segmento seafood, dell’ Ittiturismo “Don Carlo”, arricchisce l’offerta esperienziale del porto che spazia dal diving al Whale Watching, dalla vela alla marcia acquatica”.

La food experience di Annamaria viene svolta direttamente a bordo dell’Acciugotto, la barca attrezzata per le degustazioni dell’ittiturismo, tutti i mercoledì, su prenotazione, per un minimo di quattro persone a partire da 25 euro.

Coldiretti: “Svolta patriottica nella scelta dei prodotti da portare a tavola”

Svolta patriottica nella scelta dei prodotti da portare a tavola: ai tempi del Coronavirus, più di 8 italiani su 10 (82%) cerca, sugli scaffali, prodotti italiani per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio. La maggiore attenzione a scegliere prodotti locali, tracciabili e garantiti, sostiene anche i settori dell’agroalimentare Made in Liguria, che hanno subito pesanti contraccolpi dagli oltre due mesi di lockdown.

È quanto afferma Coldiretti Liguria in base dall’indagine Coldiretti/Ixe’, divulgata in occasione della pubblicazione dei dati Istat sul commercio al dettaglio a maggio, che evidenziano in valore un calo del 10,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente ed un aumento del 24,3% rispetto ad aprile. 

“L’italianità – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è diventata un fattore importante nelle scelte d’acquisto: per questo, e per tutelare chi produce e chi consuma, è fondamentale la massima trasparenza in etichetta, con l’obbligo dell’indicazione d’origine da estendere a tutti i prodotti. Un altro passo avanti, in questo quadro, è stato fatto con il via libera dell’Unione Europea che sancisce la prossima pubblicazione del decreto sull’obbligo dell’etichetta Made in Italy sui salumi, che permetterà di smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana, e tutelare così anche le nostre imprese produttrici di carne e derivati, una produzione di nicchia per la Liguria, ma importante per la funzione di recupero e presidio del territorio che questi tipi di allevamenti svolgono.

In un momento difficile per l’economia – concludono Boeri e Rivarossa – dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto delle nostre produzioni, dall’olio al vino, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura, combattendo sempre la concorrenza sleale al Made in Italy. Per supportare le nostre imprese, e con esse l’economia del territorio, è infine fondamentale scegliere prodotti a km0, rivolgendosi direttamente alle imprese agricole ed ittiche del territorio o, quando possibile, presso i mercati di Campagna Amica Liguria dove qualità e tracciabilità sono sempre garantiti.”  

Sushi che passione, piace mangiarlo scoprendone la storia

Quando si parla di cucina giapponese si pensa immediatamente al pesce crudo. In realtà esistono tantissimi altri ingredienti, come gli udon (spaghetti grossi di farina e grano), il riso, la salsa di soia, tofu, wasabi, carne, verdure e tanto altro ancora. Ma è comunque vero che il pesce rimane l’ingrediente principe nei menù di questo Paese.

L’alimentazione giapponese sta appassionando sempre di più anche gli italiani che possono trovare tutto ciò che caratterizza le tradizioni della tavola orientale. Ristoranti come al Bistrot di piazza San Francesco ad Albenga propone una gamma amplissima dei piatti della cucina giapponese.

Qui si può scoprire la storia del cibo che ha origini antichissime quando, duemila anni fa, la coltivazione del riso giunse in Giappone.

Fu creato a Nara per conservare il pesce nel riso fermentato. Durante il periodo Muromachi si iniziò a mangiare anche il riso, oltre che il pesce, mentre nel periodo Edo l’aceto sostituì il riso fermentato. In tempi pre-moderni e moderni, il sushi è diventato una forma di fast food fortemente associata alla cultura del Paese nipponico

L’allarme della Caritas: “In Italia ci sono sono 38.580 nuovi poveri, un incremento pari al 105%”

La Caritas lancia l’allarme: “In Italia ci sono sono 38.580 nuovi poveri, un incremento pari al 105%”. Oggi sono stati diffusi i dati del primo monitoraggio riferiti a 101 Caritas diocesane, pari al 46% del totale.

“Cresce – si legge nella nota – la richiesta di beni di prima necessità, cibo, viveri e pasti a domicilio, empori solidali, mense, vestiario, ma anche la domanda di aiuti economici per il pagamento delle bollette, degli affitti e delle spese per la gestione della casa. Nel contempo, aumenta il bisogno di ascolto, sostegno psicologico, di compagnia e di orientamento per le pratiche burocratiche legate alle misure di sostegno e di lavoro”.

Caritas Italiana riporta poi un “dato confortante”: il coinvolgimento della comunità e l’attivazione solidale nel 76,2% delle Caritas monitorate ha riguardato enti pubblici, enti privati o terzo settore, parrocchie, gruppi di volontariato, singoli. E se Papa Francesco ha donato 100mila euro per un primo significativo soccorso in questa fase di emergenza e la Cei ha messo a disposizione un contributo di 10 milioni di euro dai fondi dell’otto per mille, la campagna Caritas “Emergenza coronavirus: la concretezza della carità” ha raccolto finora più di 1,9 milioni di euro da parte di 3.760 offerenti.

Il monitoraggio svolto conferma che nel 59,4% delle Caritas sono aumentati i volontari giovani, under 34, impegnati nelle attività e nei servizi, che hanno consentito di far fronte al calo degli over 65 rimasti inattivi per motivi precauzionali. “Purtroppo – viene rilevato nella nota – 42 tra volontari e operatori sono risultati positivi al Covid-19 in 22 Caritas diocesane e in 9 Caritas si sono registrati 10 decessi”.

La parmigiana di pollo, uno dei piatti più richiesti in Australia

In Australia c’è un piatto che prende tutti per la gola, grandi e piccini. E’ la parmigiana di pollo (chicken parmigiana). Ogni giorno migliaia di persone vengono servite ogni giorno nei bistrot di tutto il paese. Come il bianco piatto, il parmy di pollo, servito con patatine e insalata, ed è un’icona australiana.

Ma quando è apparso il menu in stile italiano-americano-americano spuntato nei menu australiani? Secondo lo storico e autore del cibo Jan O’Connell, il primo riferimento ad una parmigiana di pollo in Australia è nel 1980.

“Quello era come un piatto al ristorante piuttosto che nel pub”, spiega Lucy Breaden su ABC Radio Hobart. “Immagino che abbia iniziato a diventare un pasto da pub negli anni ’80.” La parmigiana era originariamente prodotta con melanzane come piatto tradizionale italiano. “Non troverete la parmigiana di pollo in nessun libro di cucina italiana”, ha detto la O’Connell. La sig.ra O’Connell ha detto che il parmy è arrivato in Australia attraverso l’America. “Ha iniziato a spuntare lì negli anni ’40 ed era, ed è ancora, in America – ma sempre servito con gli spaghetti”, ha detto.

Gli Eugenio in Via Di Gioia si mobilitano per combattere l’emergenza alimentare

Partendo dal format #CIBOINTOUR gli Eugenio in Via Di Gioia si mobilitano per il territorio torinese con la campagna #CIBOINTURIN per contribuire a ridurre l’emergenza alimentare che tocca anche la Città di Torino a causa del Covid-19. 

Gli Eugenio attraverso la rubrica Instagram #CIBOINTOUR hanno condiviso e raccontato il cibo donato loro dai fan in occasione dei numerosi concerti. #CIBOINTOUR era nato spontaneamente a Roma durante un raduno in Piazza, quando un ragazzo portò  1 chilo di carbonara per la band. Da quel momento in poi è diventata una tradizione e adesso che i concerti sono rinviati è arrivato il momento di mobilitarsi per tutte quelle famiglie che si trovano in difficoltà.

“#CIBOINTOUR è la nostra rubrica collaborativa con i fan, dedicata all’incontro e all’aggregazione, alla condivisione e all’approfondimento di temi come le filiere etiche, la territorialità e gli sprechi alimentari, in questo momento ci sono migliaia di persone senza cibo e non possiamo restare a guardare, deve arrivare loro un aiuto e anche di qualità”.

In questo periodo di estrema necessità #CIBOINTOUR, sempre nel segno della condivisione, diventa #CIBOINTURIN con l’obiettivo di  supportare il Comune di Torino, la Croce Verde Torino, la Consulta per le persone in difficoltà, il Banco Alimentare, Caritas e i Servizi Sociali a consegnare soprattutto spesa e prodotti alimentari, ma anche farmaci e beni di prima necessità a domicilio per le persone in difficoltà. 

Gli Eugenio in Via di Gioia lanciano una CALL TO ACTION diretta a tutti coloro che li seguono per donare tramite IBAN al Comune di Torino – Fondo Solidarietà Covid-19 – IBAN IT69L0200801033000104431330 con la causale: “Torino Solidale art. 66 dl 18/2020” oppure tramite la piattaforma Lettera al Prossimo www.eugenioinviadigioia.it/letteralprossimo, tutti i fondi raccolti dalla piattaforma saranno integralmente versati sul conto di Torino Solidale, il progetto della Città di Torino per aiutare le persone in difficoltà a fare la spesa e a procurarsi beni di prima necessità.

Gli Eugenio in Via Di Gioia hanno per l’occasione ingaggiato i partner che nel tempo hanno sviluppato con loro progetti in ambito food, i primi ad aderire alla campagna #CIBOINTURIN sono stati COLDIRETTI PIEMONTE, EATALY TORINO E MOLECOLA. COLDIRETTI PIEMONTE supporta con la Spesa Sospesa nei Mercati Campagna Amica di Torino, la fornitura di prodotti tramite agricoltori e aziende del circuito oltre a diverse altre iniziative solidali, EATALY TORINO LINGOTTO fornisce la sua pizza per i volontari della Croce Verde Torino impegnati nella distribuzione dei pacchi spesa e attiva la Spesa Sospesa alle casse dello store Lingotto di Via Nizza 230/14, MOLECOLA partecipa con la sua cola 100% italiana da inserire nei pacchi spesa.

Nell’ambito del progetto, la CROCE VERDE TORINO, con CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà che si occupa della logistica e preparazione dei pacchi, sta offrendo  -attraverso i suoi Volontari per i Servizi al Cittadino, la Squadra Giovani e il Gruppo Mobilità – il servizio di consegna gratuita a domicilio di farmaci, spesa alimentare e beni di prima necessità. Un simile servizio è stato attivato dall’Ente, in accordo con i singoli Comuni,  anche nelle sezioni della prima cintura (Alpignano, Borgaro/Caselle, Ciriè, San Mauro, Venaria Reale).

Tutte le realtà che volessero contribuire all’iniziativa offrendo generi alimentari o comunque di prima necessità, possono scrivere all’indirizzo torinosolidale@comune.torino.it

“Gusto in fiera”, in vetrina a Cagliari le eccellenze della Sardegna

A Cagliari è stata inaugurata la nuova edizione di Gusto in Fiera a Cagliari che andrà avanti fino al 23 dicembre 2019.

Ha trovato posto il gigantesco Villaggio di Babbo Natale, una versione enorme della “Fiera Natale” degli scorsi anni che si preannuncia bellissima, con la casa di Babbo Natale, i Mercatini di Natale, street food internazionale, laboratori, una marea di eventi gratuiti tutto il giorno.

“Gusto in fiera” è un’esposizione che rappresenta le eccellenze e i settori produttivi della Sardegna. Il luogo ideale dove domanda e offerta si incontrano per creare nuove sinergie e trovare nuovi partner commerciali. Un luogo di incontro per imprese, enti, istituzioni e cittadini dove riflettere su nuovi scenari commerciali

A Roma la grande fiera del cibo mediterraneo

La fiera di Roma ha aperto le porte al Mercato Mediterraneo, il salone dell’agroalimentare mediterraneo che si è appena concluso con un fitto programma di lavori per propmuovere e valorizzare cibi, produzioni, tradizioni e culture della civiltà mediterranea in un’ottica di sviluppo economico e di dialogo

A parlare di cibi, culture e mescolanze, ma anche saperi, idee ed esperienze per raccontare l’immenso patrimonio agroalimentare e la millenaria civiltà del mediterraneo saranno aziende, buyer nazionali e internazionali, rappresentanti istituzionali, studiosi ed esperti di livello mondiale per accendere i riflettori sulle produzioni dei Paesi che si affacciano su questo grande bacino che oggi conta 450 milioni di abitanti e rappresenta un mercato strategico e di crescente centralità.

Dall’olio extravergine d’oliva al vino, dalla pasta ai grani antichi, dal caffè ai superfood alle verdure conservate, sono stati numerosi i prodotti del Med al centro del salone che, attraverso un fitto programma di incontri, approfondirà le sfide future del settore ittico e della filiera dell’olio EVO, i nuovi sviluppi commerciali che legano Cina e Mediterraneo, i progetti europei per la crescita agricola di questa area, i temi della sostenibilità in agricoltura e non solo, le infrastrutture e le vie di collegamento intese anche come driver di turismo oltre che di connessione.

‘Narratori’ d’eccezione, relatori dal calibro internazionale come Paolo De Castro, Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo; Alexandra Devarrenne, fondatrice dell’associazione Calathena e di Olive Oil Alliance in California – Yale University; Kyriakides Tassos e Vasilis Vasiliou dell’Università di Yale, Educational Department; Emanuele Dughera, di Slow Food International; Michele Bungaro, capo comunicazione Consiglio Olivicolo Internazionale.

Mercato Mediterraneo risponde in pieno alla vocazione di salone professionale dal respiro internazionale, grazie al coinvolgimento attivo di aziende del settore, buyer selezionati, associazioni, consorzi, enti pubblici e privati, università e organismi di ricerca. Ma è, allo stesso tempo, un appuntamento cruciale per tutti i portatori d’interesse perché in grado di offrire in soli quattro giorni un quadro d’insieme esaustivo sulle produzioni e le opportunità del Mediterraneo, ponendo l’accento sulle occasioni di business legate al comparto agroalimentare che, per l’Italia, e il Lazio in particolare, rappresenta un asset produttivo importante per il territorio.

Il concept di Mercato Mediterraneo sarà quindi AgroFoodMed è stat sviluppato attraverso 6 cluster: OlioMed e Polifenolica, dedicati al prodotto chiave del paradigma della dieta mediterranea e ai suoi effetti benefici per la salute; VerdeMare, sulle produzioni ittiche sostenibili; Kaffeina, area destinata alla bevanda più amata al mondo, dove si alterneranno i racconti delle torrefazioni artigianali, compreso quello dello storico Caffè Florian (la prima caffetteria in Italia), e gli incontri con i “caffettieri” del Med, con un occhio attento alle produzioni dei cosiddetti “super food”, quali ad esempio cioccolato, peperoncino e avocado; Organic, che stimolerà i consumatori sulla conoscenza dell’origine delle materie prime biologiche e sui metodi per ottenere cibi salutari; Fuori Casa, che prevede anche l’organizzazione del seminario “Il Cibo del Mare” con la partecipazione di oltre 150 cuochi di APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani, presenti a Roma per il Congresso Annuale “Les Toques Blanches d’Honneur”, nel quale hanno ricevuto un’onorificenza alla carriera.