“C’era una volta… Ennio”, al teatro Sacco di Savona omaggio al maestro Ennio Morricone

“C’era una volta… Ennio”, omaggio al maestro Ennio Morricone domenica 5 febbraio alle 18 al Teatro Sacco di Savona. Lo spettacolo teatrale con musica dal vivo vedrà protagonista Giulia Isnardi accompagnata alla fisarmonica da Diego Trivellini

Si tratta di un omaggio al grande compositore Ennio Morricone, recentemente scomparso e già entrato nella leggenda della musica. Lo spettacolo parte da un’idea di Giulia Isnardi, attrice che interpreta la parte teatrale-narrativa con i testi curati da Silvana Ansaldo e con il maestro Diego Trivellini appassionato interprete della musica di Ennio Morricone, che suonerà uno strumento davvero unico: una speciale fisarmonica elettronica che riproduce i suoni di tutte le sezioni dell’orchestra sinfonica, dagli archi agli ottoni, dai legni alle percussioni, con un risultato che cerca di avvicinarsi il più possibile alle partiture originali del Maestro.

Lo spettacolo sarà arricchito da intermezzi di danza a cura di Vania Romagna. L’insieme di tutti questi elementi cercherà di valorizzare le emozioni che il Maestro aveva tanto sapientemente infuso nella sua musica.

Il Teatro Sacco ha una disponibilità di posti a sedere limitata pertanto la prenotazione è consigliata.

INFO E PRENOTAZIONI

TEL: 331.77.39.633 

EMAIL: info@teatrosacco.com

“Vedo Buio” di e con Alberto Patrucco sabato 28 gennaio al Teatro Sacco di Savona

Al Teatro Sacco di Savona arriva sabato sera alle 21 «Vedo Buio», lo spettacolo di Alberto Patrucco.

I più fedeli estimatori di Alberto Patrucco ricorderanno questo titolo in libreria e come incipit dei suoi monologhi televisivi (Zelig e Colorado) Ma Vedo Buio è prima di tutto uno spettacolo dal vivo; una panoramica al vetriolo sui tempi che stiamo vivendo, intrisa di comicità vera, dunque non indulgente o auto-consolatoria.

Liberato dagli orpelli del quotidiano, lo spettacolo assume in questo modo tutta un’altra angolazione: attinge dalla cronaca, certo, ma si alimenta anche di più ampi scenari storici. Sullo sfondo, le tante vicende che hanno condizionato – e segnano ancora – il nostro attuale stile di vita. In VEDO BUIO! Alberto Patrucco non risparmia niente, nessuno e nemmeno se stesso.

Così, tanto per tornare a ridere… sul serio.

Il Teatro Sacco ha una disponibilità di posti a sedere limitata pertanto la prenotazione è consigliata.

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«Sandro», lo spettacolo dedicato a Pertini sabato 21 gennaio alle 21 al Teatro Sacco di Savona

Secondo appuntamento della seconda parte della stagione del Teatro Sacco di Davona con «Sandro» di Christian Poli con Andrea Santonastaso;  monologhi dell’odiatore Nicola Bonazzi; scena Nicola Bruschi disegni Andrea Santonastaso; videomapping Francesco Massari; aiuto regia Mattia De Luca. Lo spettacolo del Teatro dell’Argine vede in regia Nicola Bonazzi.

Di Sandro Pertini restano indimenticabili alcune immagini, consegnate alla memoria di ciascuno da spezzoni televisivi. Sono immagini che hanno scandito alcuni degli avvenimenti della storia recente italiana (per esempio la vittoria dei Mondiali di calcio nel 1982 o la strage alla stazione di Bologna). In quegli avvenimenti Pertini c’era, naturalmente nel suo ruolo istituzionale. Ma c’era anche con la sua carica di umanità, con la sua storia che veniva da lontano, dalla guerra partigiana e dalla prigionia sotto il fascismo. Era una figura che gli italiani sentivano vicina; divenne una sorta di “nonno” per i bambini e di icona pop: gli vennero dedicati fumetti e canzoni (chi non ricorda il “partigiano come presidente” di una nota canzone di Toto Cutugno?). Nella sua figura, come mai prima di allora e come mai sarebbe successo dopo, un’intera nazione si riconosceva e riconosceva i valori “puliti” della politica, o ciò che la politica dovrebbe rappresentare nella sua accezione più alta: solidarietà, vicinanza, attenzione alle persone. Raccontare la storia di Pertini può avere senso dunque non solo perché ci consente di ripercorrere la storia di un “italiano” che attraversa il Novecento e le sue tragedie, con piglio sempre energico e picaresco; ma può averlo soprattutto per fare il punto su noi stessi, su ciò che eravamo e su ciò che siamo diventati; sull’idea che possa esistere una politica in grado di segnare la linea di un’etica civile e solidale, e farsi guida di una società, se non pacificata, capace almeno di dialogare al proprio interno per ritrovare le ragioni di una convivenza più conciliante e aperta. Con questo spettacolo Bonazzi, Poli e Santonastaso, dopo il grande successo di Mi chiamo Andrea, faccio fumetti dedicato ad Andrea Pazienza, tornano a raccontare una biografia esemplare a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, nella convinzione che in quei due decenni abbiano germinato pensieri e situazioni con cui ora più che mai occorre confrontarsi.

Il Teatro Sacco ha una disponibilità di posti a sedere limitata pertanto la prenotazione è consigliata.

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«Noi QuasSUD», all’ex Anglicana di Alassio una commedia tutta da ridere

«Noi QuasSUD». E’ il titolo della commedia in due atti che questa sera alle 21 verrà messa in scena all’ex Anglicana di Alassio per la rassegna «Alassio a Teatro» diretta da Giorgio Caprile. «Noi QuasSud» è una storia tutta italiana tra Nord e Sud, tra risate e amore, sogni ed equivoci, personaggi stravaganti e colori, musica popolare e poesia. La storia è incentrata su Rocco e Gina che vivono in un paese immaginario del cosentino. Nel loro appartamento si intrecciano con passione, le vite di ospiti inaspettati e stravaganti vicini di casa.

Rimangono tutti coinvolti in una aggrovigliata avventura tra risate, equivoci, poesia e improbabili amori. Le culture tra Nord e Sud fanno scintille quando Francesca, la figlia di Rocco e Gina, viene insistentemente corteggiata da più fronti. Vincerà l’amore tra risate e colpi di scena. Sul palco saliranno Renzo Sinacori (il vicino stravagante), Rosy Cannas (la moglie di Rocco interpretato dallo stesso Renato Converso) e Matteo Granà (figlio dell’assessore intrallazzone), Stefania Buzzetti (madre milanese), Paola Casella (la figlia di Rocco), Pasquale Addisi (il poeta del piano di sopra), Fabio Barbieri (l’amico di Milano in visita), Francesca Vizzotto (la matta del piano di sotto), Ottavio Pingitore (l’amministratore del condominio) e Antonietta Colantuono (la colf).

«Vecchi tempi» di Harold Pinter sabato 14 gennaio alle 21 al Teatro Sacco di Savona

Col nuovo anno riparte la stagione al Teatro Sacco di Savona. Sabato 14 gennaio va in scena lo spettacolo «Vecchi tempi» di Harold Pinter con Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Annig Raimondi per la regia di Claudio Morganti. Lo spazio sceni e le luci sono curate da Fulvio Michelazzi, i costumi Nir Lagziel per una produzione «Pacta» dei Teatri di Milano.

Due persone in un calmo e caldo interno borghese. Sono marito e moglie e parlano di una terza persona che verrà a trovarli. Si tratta di un’amica di gioventù della moglie che lei quasi non ricorda dato il troppo tempo passato.

Ma l’amica è già lì, nella stessa loro stanza e quando “tocca a lei” semplicemente entra tra i due rievocando il passato. Dunque è una situazione reale? È la rappresentazione di un sogno? Le due donne sono diverse o si tratta di due aspetti dello stesso personaggio?

 

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All’Ambra di Albenga arriva “A scuola di vita” con Marco & Bruno

Dopo lo spettacolo d’apertura di giovedì scorso la stagione dell’Ambra prosegue mercoledì 28 alle 21 con «A scuola di vita». Una commedia divertente che vedrà sul palco del teatro albenganese Marco Ghini e Bruno Robello De Filippis. Il primo è un medico, il secondo uno stimato avvocato. Insieme danno vita ad una commedia esilarante. «Impossibile non ridere con due «attori» che ad Albenga e nel resto della Riviera conoscono tutti», dice il direttore artistico Mario Mesiano. I due protagonisti vengono chiamati a far televisione per gioco. Ma con il tempo, oltre alla televisione, si sono cimentati anche con il teatro, diventando degli scanzonati e irriverenti critici letterari. «A scuola di vita» è presentato e condotto da Marco Ghini, mentre  Bruno Robello De Filippis irrompe sul palco come paziente portando caricature di personaggi famosi e raccontandosi accompagnato dalla sua fedele compagna: «la sfiga». Tutto è alternato da canzoni ironiche e da ospitate a sorpresa. Lo spettacolo ha una finalità benefica: il ricavato andrà all’Associazione Basta Poco Onlus. I biglietti per l’evento del 28 dicembre sono disponibili presso gli uffici Iat di piazza San Michele, gli uffici S Hub Strobe Srl di Albenga e anche su www.italianticket.it e www.vivaticket.it

Le dichiarazioni d’amore di Beppe Gambetta ad Albenga

” Dichiarazioni d’Amore – Storie d’incontri inaspettati, passioni, musiche e cibi conviviali per tornare a stare insieme”. E’ il titolo dell’evento promosso in collaborazione tra “Le Rapalline in Jazz APS” e la Libreria San Michele di Albenga, con il patrocinio del Comune di Albenga per venerdì 16 dicembre, alle ore 21, ad Albenga, presso l’Auditorium San Carlo (Via Roma, n. 70). Protagonista Beppe Gambetta intervistato da Giannino Balbis. Durante la serata, ad ingresso libero, non mancheranno delle sorprese.

Storie d’incontri inaspettati, passioni, musiche e cibi conviviali per tornare a stare insieme. Stare insieme nella bellezza della musica, nell’ironia, nel buon cibo può essere una chiave per sperare in un mondo migliore? Beppe Gambetta prova a rispondere a questa domanda rivivendo gli incontri e le “dichiarazioni d’amore” che hanno segnato la sua carriera di artista indipendente. Sono dichiarazioni d’amore per la musica, le canzoni, la chitarra acustica, il viaggio, i Maestri e Padri dell’arte, il calore del pubblico, la ricerca, le culture altre, i festivals, gli amici, Genova, i workshops, le jam sessions, le orchestre di chitarre, le Acoustic Nights, la Sampdoria, il soffritto a base di aglio, cipolla, porcini, prezzemolo e pepe.
Una guida allo stare insieme raccontata con leggerezza e sincerità. Beppe Gambetta è un musicista, ambasciatore dell’arte, che da più di quarant’anni continua a stupirci per l’unicità e l’originalità dei suoi progetti nati tra le due sponde dell’Atlantico. E’ chitarrista acustico, cantautore, produttore e
didatta e la sua arte è alimentata soprattutto dalla curiosità che scaturisce dal viaggio, dall’incontro e dalla ricerca. Ha riportato in vita artisti dimenticati, divulgato e reinventato tecniche di chitarra popolare, prodotto spettacoli indimenticabili e tanta musica originale per cui è amato e rispettato sulla scena
internazionale. www.beppegambetta.com

Ad Andora “Concerto di Natale” con  l’ Orchestra dell’Opera Carlo Felice di Genova

Concerto di Natale con  l‘ Orchestra dell’Opera Carlo Felice di Genova, diretta dal maestro Roland Böer, questa sera alle 21 nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria ad Andora. Il concerto al titolo “Mozart l’Italiano” è a ingresso libero ed è offerto al pubblico ligure nell’ambito della rassegna Liguria Musica. I biglietti saranno in distribuzione direttamente la sera del concerto, offerto dal Gruppo Iren, Regione Liguria e Ministero della Cultura.  Durante la serata verrà proposto un repertorio di grande pregio, già eseguito fra le mura del teatro genovese, che approda sul territorio con eventi aperti al pubblico nell’ambito di un progetto di diffusione della tradizionale musicale classica, lirica  e sinfonica promossa dalla fondazione genovese. L’Orchestra dell’Opera Carlo Felice, composta da 38 elementi, e il Maestro Roland Boer al cembalo eseguiranno la Sinfonia n. 18 in re maggiore HH. 27 di Giovanni Battista Martini, la Sinfonia n. 33 in si bemolle maggiore K. 319 di Wolfgang Amadeus Mozart, il Concerto grosso in fa minore Per il Santo Natale op. 1 n. 8 di Pietro Antonio Locatelli e la Sinfonia n. 35 in re maggiore Haffner K. 385 di Wolfgang Amadeus Mozart Roland Böer, tedesco è direttore musicale dal 2009 e direttore artistico del festival Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano dal 2015. Dalla stagione 2018/19, è stato il primo direttore ospite del Teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo per tre anni. Dal 2002 al 2008 è stato maestro di cappella dell’Opera di Francoforte.Ha diretto al Teatro alla Scala, ai teatri lirici di RomaFirenze e Bari, al Royal Opera House di Covent Garden e alla English National Opera di Londra, alla Royal Opera House di Stoccolma e Copenaghen, alle Staatsoper di Varsavia, Budapest e Praga, all’Opéra National du Rhin e l’Opéra de Nice, la Volksoper di Vienna e la tedesca e Komische Oper di Berlino. Nel 2018 ha debuttato al New National Theatre di Tokyo e all’Opéra de Lyon. Ha diretto numerose nuove produzioni con registi come Daniele AbbadoWilliam Kentridge, Tilman Knabe, Christoph Loy, Caterina Panti Liberovici, David McVicar, Keith Warner e Stein Winge.Ha diretto concerti della London Symphony Orchestra, della Royal Liverpool Philharmonic e Bournemouth Symphony Orchestra, della Filarmonica della Scala, dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra Filarmonica di Oslo e l’Orchestra Filarmonica de Luxembourg, così come con la Frankfurt Symphony Orchestra, la Bavarian Radio Orchestra e la Saarbrücken-Kaiserslautern Radio Philharmonic Orchestra.

English Library di Alassio: un volume sulla sua storia dal 1875 ai giorni nostri

Sabato 10 dicembre, alle ore 17,00, all’Auditorium “Roberto Baldassarre” della Biblioteca Civica, si terrà la presentazione del volume “English Library di Alassio” celebrativo dei 140 anni dalla nascita e del suo fondo inglese a cura di Alessandro Bartoli con la collaborazione di  Jacqueline Poole Rosadoni e Bruno Schivo

Come è ormai noto, Alassio è stato un piccolo angolo di Inghilterra sulla Riviera italiana. L’Hanbury Tennis Club, l’ex chiesa anglicana, i giardini di Villa della Pergola sono testimonianze di un’epoca in cui la colonia inglese superava i 1000 residenti durante la stagione invernale.

Questo volume, edito da Marco Sabatelli, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio con il sostegno dalla Fondazione De Mari CR Savona e ripercorre la lunga storia della biblioteca inglese più antica d’Italia e tra le più antiche in Europa, la seconda biblioteca su tutto il territorio nazionale, dopo quella di Firenze, per numero e importanza dei volumi in lingua inglese conservati e catalogati.

Durante i tre secoli che ha attraversato la English Library ha superando due guerre mondiali, sopravvivendo anche al lento tramonto della grande colonia britannica che visse ad Alassio per oltre un secolo. Tra i suoi scaffali si sono soffermati Sir Thomas Hanbury, il compositore Edward Elgar, il grecista Lewis Campbell, l’ammiraglio Arthur Limpus, il compositore Philip Napier Miles e molti altri ancora.  

Nel volume si narrano le vicende della biblioteca inglese dal 1875, anno di fondazione da parte del pastore anglicano John Hayes, per poi descrivere le vite delle tre donne che si sono succedute a dirigerla e che ne hanno segnato la storiaHilda Lamport discendente di una facoltosa famiglia di armatori di Liverpool, Lady Ruth Hanbury moglie di Daniel Hanbury e Jacqueline Poole Rosadoni l’ultimo anello di una storia di quasi 150 anni. 

Alessandro Bartoli, il curatore, ne ha ricostruito le vicende dalle origine ad oggi, consultando archivi, documenti e ricercando testimonianze in Inghilterra e Italia, Bruno Schivo ne ha studiato e illustrato il prezioso patrimonio librario mentre Jacqueline Rosadoni ha ripercorso i suoi lunghi e felici anni come bibliotecaria. Infine Carolyn Hanbury ha scritto un breve saggio sulla famiglia Hanbury ad Alassio la cui storia si intreccia con quella di Villa della Pergola e del suo grande e antico giardino. 

Ad Albenga l’incontro “Il valore dei beni culturali per l’identità comunitaria”

Sabato 10 dicembre alle 18.30 a Palazzo Oddo, Albenga, Mons. Carlos Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, sarà protagonista dell’incontro “Il valore dei beni culturali per l’identità comunitaria”. L’evento si svolge nell’ambito della mostra Onde barocche – Capolavori diocesani tra 1600 e 1750 ed è organizzato dalla Diocesi di Albenga-Imperia in collaborazione con il progetto di valorizzazione dei beni artistici Formae Lucis, con Fondazione Oddi e con Fondazione Agostino De Mari. L’ingresso è libero e gratuito.

La mostra Onde barocche. Capolavori diocesani tra 1600 e 1750, dallo scorso aprile al Museo Diocesano di Albenga, all’Oratorio della Ripa a Pieve di Teco (IM) e in numerosi siti diffusi sul territorio diocesano, è prorogata fino all’8 gennaio 2023. Durante il periodo festivo seguirà i seguenti orari: Albenga: Lunedì 14:30 – 18:30 (su prenotazione), da martedì a domenica 9:30 – 13:00 | 14:30 – 18:30; Pieve di Teco: apertura sabato e domenica 9.30 – 13.00 e 14.30 – 18.30. Nei giorni infrasettimanali e previa prenotazione sono possibili aperture straordinarie per gruppi di almeno cinque persone). Questo il dettaglio dei giorni festivi:

  • 8 dicembre: aperto
  • 25 dicembre: chiuso
  • 26 dicembre: aperto tutto il giorno
  • 1 gennaio: chiuso al mattino
  • 2 gennaio: aperto tutto il giorno 
  • 6 gennaio: aperto tutto il giorno

Onde barocche porta sotto i riflettori la ricchezza del patrimonio barocco: le sale del Museo Diocesano accolgono capolavori tra i più importanti e affascinanti di questa fase artistica. Tra i protagonisti della mostra, che dà spazio a opere pittoriche con alcuni splendidi esemplari di scultura, Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Domenico Fiasella, Luciano Borzone, Giulio Benso, i De Ferrari, Gioacchino Assereto, Giovanni Battista Casoni, Domenico Piola e Anton Maria Maragliano. Non solo un’esposizione di tesori artistici, ma un percorso che unisce storia, cultura e itinerari invitando alla scoperta di alcuni tra gli esempi più significativi del periodo compreso tra il 1600 e il 1750 e diffusi sul territorio. La mostra incoraggia l’approfondimento di una stagione altissima dell’arte di tutti i tempi attraverso lo stupore e la meraviglia.

Tutte le informazioni su orari e biglietti sul www.formaelucis.com

formaelucis@diocesidialbengaimperia.it

«Le ultime lune» di Furio Bordon, doppio spettacolo con la Libera Compagnia Teatro Sacco sabato 10 dicembre alle 21 e domenica 11 dicembre alle 18

«Le ultime lune» di Furio Bordon, doppio spettacolo con la Libera Compagnia Teatro Sacco sabato 10 dicembre alle 21 e domenica 11 dicembre alle 18. L’adattamento è di Franco Bonfanti, la regia di Achille Brugnini. I protagonisti sono Franco Bonfanti, Alessio Dalmazzone, Elena Tura. L’assistente alla regia è Carla Spinola. La fotografia è curata da Giancarlo Deri.

Un anziano ex professore universitario vive in solitudine la sua vecchiaia. A fargli compagnia solo i suoi ricordi, l’amata musica di Bach e un costante, commovente dialogo con il fantasma della moglie morta prematuramente. Nella prima parte della commedia, egli è solo nella sua stanza, in attesa che il figlio quarantenne, che ha accettato sin troppo di buon grado la decisione del padre di “togliere il disturbo”, lo accompagni nella nuova “dimora”. Nell’anonima e triste camera dell’ospizio, in cui si svolge la seconda parte, l’anziano signore trascorre le sue “ultime lune” in compagnia di un vaso di basilico, orientato verso la luce, in attesa consapevole e serena della fine. La bella e toccante commedia di Furio Bordon, scritta nel 1995 e interpretata da Marcello Mastroianni poco prima di morire, viene portata in scena, con la preziosa autorizzazione dell’autore, da Franco Bonfanti, Alessio Dalmazzone ed Elena Tura, attori della Libera Compagnia Teatro Sacco, e con la regia di Achille Brugnini. Nel nostro tempo, improntato all’efficenza ad oggi costo, si insegue freneticamente giovinezza nell’illusione di annullare la morte; ma la vecchiaia non è una vergogna da cancellare, è un privilegio, l’inizio di un nuovo cammino da affrontare con il proprio bagaglio di esperienze ed affetti del passato.

Franco Bonfanti

 Lo spettacolo ha debuttato in anteprima nazionale a Noto (Siracusa) il 28 luglio 2021 nell’ambito della prestigiosa Rassegna Teatrale “Atto Unico”. Si ringrazia la dott.ssa Fiorenza Giorgi per la preziosa collaborazione.

 Il Teatro Sacco ha una disponibilità di posti a sedere limitata pertanto la prenotazione è consigliata.

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E’ nato il Festival del Cortometraggio di Montagna “CORTALP” 

In occasione dell’Anno della Montagna Sostenibile 2022, dalla collaborazione del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai con il Politecnico di Milano – Scuola Design del corso Design Alpino di Aldo Faleri con Roberto Boni e il sostegno del Preside Francesco Zurlo, nasce la prima edizione del Festival del Cortometraggio di Montagna CORTALP e del contest “Manlio Armellini”, rivolto agli studenti del Politecnico di Milano e intitolato allo storico patron del Salone del Mobile e grande appassionato di montagna.

Durante l’evento si terrà la premiazione dei migliori cortometraggi originali degli studenti per il contest “Manlio Armellini” e la proiezione di una selezione dei migliori cortometraggi del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai. L’appuntamento è in programma per il 1° dicembre, dalle 14 alle 18.30, presso il Politecnico di Milano – Scuola Design (via Candiani 72), Campus Bovisa, Ed. B1 – Auditorium F.lli Castiglioni.

La rassegna CORTALP ha ricevuto il Patrocinio di Montagne Sostenibili 2022 e della Sezione del Cai di Milano.

Il Festival del Cortometraggio di Montagna CORTALP

Il progetto nasce per promuovere il rispetto e la salvaguardia delle terre alte, valori che il Club alpino italiano e il Politecnico di Milano intendono trasferire agli studenti attraverso il patrimonio filmico della Cineteca del Cai e far conoscere lo storico sodalizio e la sua lunga storia di collaborazione con il Politecnico di Milano e le rispettive cariche istituzionali.

«Le aree tematiche sulle quali abbiamo chiesto agli studenti di indagare con i loro strumenti abituali della comunicazione – dichiara Aldo Faleri promotore del progetto e docente di Design Alpino – sono gli ambiti abituali nei quali chiediamo ai futuri designer di misurarsi nel paradigma di uomo-contesto-oggetto, per lo sviluppo di concept di prodotti e servizi per la montagna».

Al termine della premiazione del contest “Manlio Armellini” seguirà la proiezione di alcuni cortometraggi di ambientazione alpina, selezionati dal catalogo del Centro di cinematografia e Cineteca del Cai. Si tratta di corti che affrontano vari aspetti delle terre alte: dalla montagna come luogo di divertimento e di libertà, al soccorso alpino, passando per il tema del climate change e della fusione dei ghiacciai.

La premiazione del concorso cinematografico “Manlio Armellini”
 
Nell’ambito del contest tematico, gli studenti del Politecnico sono stati chiamati a produrre dei cortometraggi dedicati a mostrare il rapporto fra l’ambito del design, dell’architettura, della grafica e della comunicazione e quello della montagna, intesa in ogni suo aspetto (ambiente, ecologia, lifestyle, alimentazione, sport, sicurezza, produzione), con particolare attenzione a proposte innovative e di sostenibilità negli ambiti sopra citati.

Tre le categorie del concorso cinematografico: prodotto, ambiente e comunicazione. Oltre ad una menzione speciale “Armellini”.

La selezione delle opere vincitrici ha tenuto conto dell’originalità, dell’aderenza alle tematiche scelte e ai valori ispiratori del Club alpino italiano, con priorità a tematiche sensibili quali sostenibilità ambientale, biodiversità, impatto sull’ambiente.

La giuria del contest, presieduta da Monica Brenga (componente del Centro di Cinematografia e Cineteca), è composta da: Roberto Boni e Aldo Faleri (docenti di Design Alpino del Politecnico di Milano), Nicoletta Favaron (presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai) e Pamela Lainati (referente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai e referente del progetto per il Cai).

Il legame con Manlio Armellini, grande amante dell’alpinismo, è duplice: da un lato lo scorso maggio Armida Armellini ha donato alla Cineteca del Cai un fondo di 130 film di montagna che suo marito ha raccolto in vita, dall’altro lo scorso marzo il Salone del Mobile ha promosso delle borse di studio in suo nome con il Politecnico.
Armida Armellini ha sostenuto con grande piacere fin dall’inizio l’iniziativa, così come i vertici del Club alpino italiano, a partire dal Presidente generale Antonio Montani e del componente aggiunto del Comitato direttivo centrale Angelo Schena, per arrivare a Nicoletta Favaron, presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai, che dichiara, in rappresentanza del Sodalizio, di aver «apprezzato molto innanzitutto la partecipazione genuina dei ragazzi, poi il buon livello dei film in concorso. Ci auguriamo che questa iniziativa faccia conoscere agli studenti del Politecnico tutte le attività del Cai attraverso il patrimonio filmico della nostra Cineteca, perché se ne possano ricordare in futuro nella loro crescita professionale».

L’evento è ad ingresso libero e gratuito previa registrazione, per motivi organizzativi, al seguente form.