“Gustiamo la Liguria”, il progetto varato in collaborazione con la Regione Liguria

Oggi si conclude “GustiAmo la Liguria” un progetto cofinanziato da Regione Liguria e realizzato da Confartigianato Liguria in collaborazione con Valbormida Formazione, in cui sono stati coinvolti gli allievi dell’ente che frequentano percorsi Triennali di Istruzione e Formazione Professionale che rilasciano la qualifica professionale di Operatore della Ristorazione ed il quarto anno del percorso “Tecnico di cucina e tecnico dei servizi sala-bar”. La finalità del progetto è la promozione del saper fare artigiano nel comparto agroalimentare e la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche liguri. Con il coinvolgimento degli studenti dei corsi IeFP, percorsi triennali di formazione professionale che esaudiscono l’obbligo di istruzione e sono il primo gradino della filiera programmata e finanziata da Regione Liguria per la formazione degli adolescenti, sono stati realizzati prodotti multimediali e seminari per la promozione dei mestieri dell’artigianato agroalimentare e delle eccellenze gastronomiche liguri.
“L’iniziativa si inserisce nel più ampio filo delle azioni di orientamento alla formazione, all’istruzione e al lavoro, fortemente sostenute dalla Regione, per spingere i ragazzi verso gli studi e le professioni più richieste dal mercato, che offrono quindi le più ampie ricadute occupazionali” –afferma l’assessore regionale alla formazione Marco Scajola, che prosegue: “I nostri ragazzi diventano “ambassador” delle eccellenze enogastronomiche liguri, nonché promotori del saper fare artigiano. GustiAmo la Liguria è un progetto che ha ricadute positive nell’ambito della valorizzazione di mestieri e di prodotti tipici del territorio, ma ha anche una valenza importante nella promozione della Liguria come meta turistica.”
L’Ente di formazione ha scelto sei piatti della tradizione ligure e li ha rivisitati rispetto alla ricetta originaria:
– Liguria in un boccone
– Linguine spadellate al bagnun di acciughe
– Dal castagnaccio al Gentilino
– Sardenaira (o pizza all’Andrea)
– Cappon magro rivisitato con bagnetto verde
– Millefoglie di brandade di baccalà su salsa all’aglio

Ogni allievo individuato ha realizzato un piatto, con l’accompagnamento e la supervisione del docente Sandro Usai.
La realizzazione di ogni piatto è avvenuta presso il Ristorante didattico “L’Antica Osteria da Palmira”, con una copertura di immagini video e foto, utili alla realizzazione di una clip e un trailer finale. Al termine della clip è inserita la frase che ogni allievo/a partecipante ha espresso sulla propria esperienza formativa.
È stata anche individuata una testimonial nella persona di Renata Briano, la nota food blogger ligure e top blogger e creator di “Giallo Zafferano” che promuoverà il progetto nei canali dedicati, che consentirà ai video di avere ampia diffusione.
Il Presidente di Confartigianato Liguria Giancarlo Grasso: “Ringraziamo l’assessore regionale alla formazione Marco Scajola per aver condiviso il nostro progetto, che intende promuovere le eccellenze territoriali attraverso la presentazione di piatti della tradizione ligure, le cui ricette sono state interpretate dagli allievi di Valbormida Formazione, giovani studenti oggi, un domani auspichiamo affermati chef”.

La rapida evoluzione impone delle regole, Germania e Finlandia da matita rossa, mentre l’Osservatorio Italiano Esports apre al dialogo

Malta è da molti anni una roccaforte del gioco e durante il convegno di SIGMA che si è tenuto proprio
nell’isola
, un gruppo di esperti ha ribadito che esiste una chiara necessità di prevenire con forza e
determinazione l’illegalità.
Il presidente della Esports Integrity Commission, Ian Smith, ha esordito dicendo che la rapidità con cui il
gioco sta evolvendo impone un controllo altrettanto rapido e meticoloso al fine di combattere il mercato
nero, individuando situazioni che infrangono i regolamenti.
Il problema vero è che i giochi in possesso degli editori fruttano palate di miliardi, che gli editori stessi
incassano. L’esigenza e la soddisfazione dei giocatori impongono cambiamenti repentini e, come accennato nelle righe soprastanti, una continua evoluzione. L’esempio calzante di Smith semplifica il concetto: “È come se la FIFA decidesse di rendere la porta più larga, o il campo di gioco più stretto poco prima della Coppa del Mondo”.
È diventato sempre piè complicato rimanere al passo con i tempi e la necessità di avere regolamentazioni
chiare incombe, soprattutto per fare dormire sonni tranquilli a chi gestisce la complicata macchina del
gioco. Come sottolinea Michelle Hembury, associata dello studio legale Melchers, in Germania la domanda di scommesse su eSports è altissima, ma non vi è nessuna regolamentazione.
Antti Koivula, partner di Legal Gaming Attorbeys at Law punta l’indice sulla Finlandia, dove l’80% degli
scommettitori gioca in un mercato non protetto.
Viktor Gyorgy Radics, di mestiere fa il responsabile della risoluzione delle controversie presso DLA Piper
Hungary, non si esime dall’affrontare il discorso spinoso dell’Europa che da questo punto di vista non
collabora a dovere.

La questione è più seria di quanto si pensi, in soccorso delle idee partorite durante il convegno di SIGMA si espone anche Marcello Minenna, direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane, che chiarisce come i
giocatori e gli scommettitori debbano iniziare ad essere considerati al pari di altre categorie poiché le
scommesse e gli sport elettronici sono, appunto, da considerarsi sport a tutti gli effetti. Ecco perché
servono regole e protezioni, soprattutto se si considera che gli appassionati degli eSports sono 1,6 milioni.

A chiosa dell’intricata e delicata situazione ulteriori spunti e riflessioni sono arrivati dalla Terza Edizione
dell’Esports Legal Forum,
tenutasi nel tardo pomeriggio di lunedì 21 novembre in quel di Roma.
L’Osservatorio Italiano Esports, per voce del founder Luigi Caputo, si impegna ad aprire un dibattito
democratico con un occhio attento all’inclusione di nuove idee e proposte, con l’obiettivo generale di
migliorare ogni singolo aspetto del settore del gioco. La rendicontazione delle attività il primo bilancio
sociale scrivono il primo capitolo di una saga che vuole essere solo il primo mattone per la costruzione di
una roccaforte sicura per tutti i giocatori.

E’ nato il Festival del Cortometraggio di Montagna “CORTALP” 

In occasione dell’Anno della Montagna Sostenibile 2022, dalla collaborazione del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai con il Politecnico di Milano – Scuola Design del corso Design Alpino di Aldo Faleri con Roberto Boni e il sostegno del Preside Francesco Zurlo, nasce la prima edizione del Festival del Cortometraggio di Montagna CORTALP e del contest “Manlio Armellini”, rivolto agli studenti del Politecnico di Milano e intitolato allo storico patron del Salone del Mobile e grande appassionato di montagna.

Durante l’evento si terrà la premiazione dei migliori cortometraggi originali degli studenti per il contest “Manlio Armellini” e la proiezione di una selezione dei migliori cortometraggi del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai. L’appuntamento è in programma per il 1° dicembre, dalle 14 alle 18.30, presso il Politecnico di Milano – Scuola Design (via Candiani 72), Campus Bovisa, Ed. B1 – Auditorium F.lli Castiglioni.

La rassegna CORTALP ha ricevuto il Patrocinio di Montagne Sostenibili 2022 e della Sezione del Cai di Milano.

Il Festival del Cortometraggio di Montagna CORTALP

Il progetto nasce per promuovere il rispetto e la salvaguardia delle terre alte, valori che il Club alpino italiano e il Politecnico di Milano intendono trasferire agli studenti attraverso il patrimonio filmico della Cineteca del Cai e far conoscere lo storico sodalizio e la sua lunga storia di collaborazione con il Politecnico di Milano e le rispettive cariche istituzionali.

«Le aree tematiche sulle quali abbiamo chiesto agli studenti di indagare con i loro strumenti abituali della comunicazione – dichiara Aldo Faleri promotore del progetto e docente di Design Alpino – sono gli ambiti abituali nei quali chiediamo ai futuri designer di misurarsi nel paradigma di uomo-contesto-oggetto, per lo sviluppo di concept di prodotti e servizi per la montagna».

Al termine della premiazione del contest “Manlio Armellini” seguirà la proiezione di alcuni cortometraggi di ambientazione alpina, selezionati dal catalogo del Centro di cinematografia e Cineteca del Cai. Si tratta di corti che affrontano vari aspetti delle terre alte: dalla montagna come luogo di divertimento e di libertà, al soccorso alpino, passando per il tema del climate change e della fusione dei ghiacciai.

La premiazione del concorso cinematografico “Manlio Armellini”
 
Nell’ambito del contest tematico, gli studenti del Politecnico sono stati chiamati a produrre dei cortometraggi dedicati a mostrare il rapporto fra l’ambito del design, dell’architettura, della grafica e della comunicazione e quello della montagna, intesa in ogni suo aspetto (ambiente, ecologia, lifestyle, alimentazione, sport, sicurezza, produzione), con particolare attenzione a proposte innovative e di sostenibilità negli ambiti sopra citati.

Tre le categorie del concorso cinematografico: prodotto, ambiente e comunicazione. Oltre ad una menzione speciale “Armellini”.

La selezione delle opere vincitrici ha tenuto conto dell’originalità, dell’aderenza alle tematiche scelte e ai valori ispiratori del Club alpino italiano, con priorità a tematiche sensibili quali sostenibilità ambientale, biodiversità, impatto sull’ambiente.

La giuria del contest, presieduta da Monica Brenga (componente del Centro di Cinematografia e Cineteca), è composta da: Roberto Boni e Aldo Faleri (docenti di Design Alpino del Politecnico di Milano), Nicoletta Favaron (presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai) e Pamela Lainati (referente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai e referente del progetto per il Cai).

Il legame con Manlio Armellini, grande amante dell’alpinismo, è duplice: da un lato lo scorso maggio Armida Armellini ha donato alla Cineteca del Cai un fondo di 130 film di montagna che suo marito ha raccolto in vita, dall’altro lo scorso marzo il Salone del Mobile ha promosso delle borse di studio in suo nome con il Politecnico.
Armida Armellini ha sostenuto con grande piacere fin dall’inizio l’iniziativa, così come i vertici del Club alpino italiano, a partire dal Presidente generale Antonio Montani e del componente aggiunto del Comitato direttivo centrale Angelo Schena, per arrivare a Nicoletta Favaron, presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai, che dichiara, in rappresentanza del Sodalizio, di aver «apprezzato molto innanzitutto la partecipazione genuina dei ragazzi, poi il buon livello dei film in concorso. Ci auguriamo che questa iniziativa faccia conoscere agli studenti del Politecnico tutte le attività del Cai attraverso il patrimonio filmico della nostra Cineteca, perché se ne possano ricordare in futuro nella loro crescita professionale».

L’evento è ad ingresso libero e gratuito previa registrazione, per motivi organizzativi, al seguente form.