È online il videoclip ufficiale di “La ragazza del weekend”

È online il videoclip ufficiale di “La ragazza del weekend”, il nuovo singolo della cantautrice r&b romana SYMO (distribuzione ADA Music Italy – https://ada.lnk.to/laragazzadelwknd).

Il brano è stato scritto dalla stessa Symo e prodotto da Encore. In “La ragazza del weekend”, le sonorità afro incontrano la dance hall, su un tappeto di parole in cui si incastrano perfettamente espressioni legate al gergo romano, poiché Symo nasce e cresce a Roma, dando vita quindi a un sound originale e singolare, nato dall’unione di mondi e stili diversi tra loro.

Symo racconta così il suo nuovo singolo: «”La ragazza del weekend” è un vero e proprio storytelling, racconta di una ragazza che decide di anteporre se stessa alla richiesta del suo ex di passare l’ennesima notte insieme, cercando così di non ricadere in quello che è decisamente uno sbaglio».

Nel video, diretto da Tommaso Cassinis con la direzione artistica di Mikael Calandra Achode, si vede Symo decidere di dare un taglio a questa relazione con l’aiuto delle amiche. Un videoclip di respiro internazionalein cui l’artista ha deciso di giocare anche con i look e l’estetica, ispirata agli anni ’90. 

Il video è disponibile al seguente link: https://youtu.be/rVkXSHmnnK8.

Rivendicare l’indipendenza e la libertà delle donne, è una delle tematiche affrontante spesso da Symo nei suoi brani, insieme anche all’inclusione e il senso di appartenenza per le proprie origini.

Nel corso del lockdown, infatti, ha spopolato su TikTok la sua #Africachallenge, in cui Symo ha invitato la community a reinterpretare con vari video, il messaggio della sua canzone “Africa”, che affronta il tema degli stereotipi con cui convivono alcune persone afro discendenti, ma nella quale può rispecchiarsi qualsiasi persona di altra provenienza.

La challenge ha superato centinaia di migliaia di visualizzazioni, dando vita a un vero e proprio melting pot virtuale tra giovanissimi di diverse etnie.

Symo è una cantante pop/r&b, nata a Roma nel 1991 da madre italo-etiope e padre italo-eritreo.  Comincia a 14 anni la sua gavetta canora nella scena urbana romana attraverso una collaborazione con il duo rap, La Squadra. La sua coscienza e voce creativa si sviluppa a fianco del dj e produttore romano Francesco Cucchi in arte Nan Kolè. La sua musica attinge dalla tradizione melodica italiana facendola incontrare con le particolarità estetiche del R&B moderno. Ha partecipato a Sanremo Giovani nel 2018 con il brano “Paura di amare”, ed è stata presente al fianco di Antonello Venditti nelle tappe romane dei suoi tour nel 2017 e nel 2019, con le sue reinterpretazioni della “Sora Rosa” e “L’amore non ha padroni”. Symo prosegue il suo percorso di artista indipendente con il brano “Spazi vuoti” prodotto da Nan Kolè, il quale in passato ha prodotto anche “Africa”, “Prototipo” e “Come se fosse un sogno”. Nel 2020, durante il lockdown, esce “Non so se ci sarai” un pezzo che parla di una storia d’amore nata sotto il cielo di Roma, la sua città.

Instagram www.instagram.com/imsymo/ – Facebook www.facebook.com/ssymoo23/ – TikTok vm.tiktok.com/78cwdk/  

 

“Palermo Sport Tourism Arena” accoglierà al suo interno anche i SeeSicily Gazzetta Sports Days

Mancano poco più di 20 giorni e fervono i preparativi in vista della “Palermo Sport Tourism Arena” che accoglierà al suo interno anche i SeeSicily Gazzetta Sports Days, organizzati da La Gazzetta dello Sport. La tre giorni di sport e spettacolo – organizzati da RCS Sports & Events per conto della Regione Siciliana e con il Patrocinio del Comune di Palermo – si svolgerà dal 21 al 23 ottobre al Foro Italico di Palermo. Tutti gli eventi saranno dedicati al mondo dello sport outdoor e al turismo con un ricco palinsesto di show, conferenze, un’area espositiva e numerose attività sportive.


Sono diciannove le discipline confermate, organizzate in collaborazione con Sport e Salute attraverso le Federazioni ed Associazioni Sportive del territorio. All’interno della “Palermo Sport Tourism Arena” si terranno attività di skateboard, rollerblade, rugby, football americano, salto in alto, salto in lungo, atletica sprint, basket 3vs3, beach handball, scherma, calcetto 3vs3, yoga, pickleball, arrampicata, vela laser, canoa, canottaggio, duathlon e beach volley.

Le attività si svolgeranno dalle 8,30 alle 19. Venerdì 21 ottobre saranno dedicate agli alunni delle scuole elementari (classi quarte e quinte), e delle scuole medie mentre il 22 e il 23 saranno aperte a tutti.

Ad integrazione degli eventi sportivi ci saranno alcuni incontri quotidiani (talk e workshop) con la presenza di atleti di livello internazionale e con esperti di settore per discutere temi legati allo sport e al turismo.

«Giocagiocattolo», a volte le cose belle ritornano

A volte, le cose belle ritornano. È questo il caso dello spettacolo per bambini “GIOCAGIOCATTOLO. Quando i bambini dormono… i giocattoli giocano”.

Il riallestimento nasce infatti dalla partnership sostenuta dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura – tra due “attori” unici a Milano e nel territorio. Da un lato Il Teatro del Buratto – dal 1975 un’eccellenza del teatro totale e di ricerca in Italia e, specificamente, del teatro per bambini e ragazzi, in cui l’arte ha un ruolo civico ed etico nella sfida al presente per costruire il futuro, per educare i più piccoli all’emozione e al pensiero critico – e dall’altro FAO Schwarz, l’iconico marchio di giocattoli, che festeggia quest’anno 160 anni, sinonimo di meraviglia, atmosfere uniche e prodotti esclusivi, da un anno a Milano. Pensiamo alla Clock Tower animata, al Grand Piano sul quale si può ballare, alle personalizzazioni dei giocattoli, agli iconici peluche e alle esperienze irripetibili che si possono vivere nel negozio di via Orefici 15 e in tutta Italia grazie al sito di e-commerce faoschwarz.it.

La nuova messa in scena di GIOCAGIOCATTOLO è una delle grandi novità della stagione 2022-23 del Teatro del Buratto. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Bruno Munari di via G. Bovio 5 nella rassegna dedicata alle famiglie “Insieme a teatro” a ottobre e nella rassegna “A teatro con la scuola” a febbraio e a maggio 2023.

Il debutto è previsto nel fine settimana del 28-29 ottobre che segna il primo compleanno dell’apertura dello store di FAO Schwarz a Milano, un regalo per tutte le famiglie e un modo per condividere insieme un mondo di meraviglia e bellezza creativa.

“Siamo sempre molto felici, e grati, quando le imprese decidono di partecipare alla vita della città investendo in cultura e sostenendo così la crescita della comunitàha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi In particolare, questa partnership permetterà al Teatro Munari di integrare la propria stagione con uno spettacolo in più, regalando un’ulteriore occasione di divertimento e di bellezza per gli spettatori del Teatro”.

 

“Stupore, meraviglia, creatività, gioco, esperienza e condivisione: sono queste le parole chiave che legano il mondo di FAO Schwarz, che vede i bambini e i giocattoli protagonisti, al Teatro del Buratto, un teatro che costruisce avventure che fanno crescere. Siamo particolarmente felici di festeggiare il primo compleanno di FAO Schwarz a Milano con il debutto del riallestimento di GIOCAGIOCATTOLO. È il nostro regalo ai bambini, alle famiglie e alle scuole della città e del territorio. Un’esperienza di pura magia e meraviglia e l’opportunità di affiancarci all’eccellenza del Teatro del Buratto e al talento dei giovani attori che andranno in scena. Un percorso che mette al centro i bambini e la loro crescita, perfettamente in linea con la filosofia e i valori di PRG Retail Group”commenta Amedeo Giustini, Amministratore Delegato di PRG Retail Group.

“GIOCAGIOCATTOLO nasce nel 2005 da un team tutto femminile. Infatti, il testo è della scrittrice Beatrice Masini e la regia di Jolanda Cappi e Giusy Colucci. Oggi, grazie alla collaborazione con FAO Schwarz, partner ufficiale dello spettacolo, di cui siamo davvero orgogliosi e grati, possiamo riportare in scena questo progetto di teatro su nero. La rimessa in scena è curata da Giusy Colucci e dal sottoscritto e vede sul palco una nuova formazione di giovani attori talentuosi: Gabriele Bajo, Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala, Riccardo Paltenghi. Con l’augurio che questo spettacolo e questa nuova stagione possano essere l’inizio di una ripresa forte e vigorosa, dopo questi anni complessisottolinea Franco Spadavecchia, Direttore Generale del Teatro del Buratto.

“GIOCAGIOCATTOLO. Quando i bambini dormono… i giocattoli giocano” è uno degli spettacoli più amati da tutto il pubblico dei bambini, genitori e insegnanti, è stato rappresentato per oltre 10 anni in tutta Italia e all’estero con più di 600 repliche. Il suo successo è stato determinato da più fattori: dalla magia che il teatro su nero sa creare, dalle divertenti musiche scelte e composte da Mauro Casappa, che conducono nella dimensione del meraviglioso mondo dei giocattoli, ma soprattutto dai protagonisti di questa storia, l’amico immaginario (interpretato da Ilaria Ferro), dall’orso Poldo, dal pagliaccio Pilo e dalla bambola.

In questo riallestimento sono stati restaurati alcuni pupazzi e le scenografie. Inoltre, alcuni giocattoli disponibili da FAO Schwarz, particolarmente adatti per essere animati, sono stati inseriti nel nuovo cast. Troviamo quindi un nuovo orso Poldo al suo debutto, un bradipo sonnacchioso, un trenino, una trottola e l’iconico orsetto soldato del marchio.

Una fantastica avventura teatrale condivisa per dare spazio al valore del gioco, della meraviglia, della creatività dedicata ai più piccoli, alle loro famiglie, alle scuole di Milano e del territorio.

Un’avventura infinita perché “finché c’è un bambino felice c’è un giocattolo che gioca”. Un viaggio che continua nel negozio di FAO Schwarz, online e sui social del brand e del Teatro del Buratto con tanti contenuti sullo spettacolo e sulla collaborazione.

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GIOCAGIOCATTOLO. Quando i bambini dormono…i giocattoli giocano | Scheda dello spettacolo

 

Testo: Beatrice Masini

Regia: Jolanda Cappi, Giusy Colucci

In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala, Riccardo Paltenghi e Gabriele Bajo

 

I protagonisti dello spettacolo sono i giocattoli: il pagliaccio, l’orsacchiotto, una bambola arrivata per sbaglio e pochissimo usata e l’amico immaginario. Loro, i giocattoli, sono sempre pronti a soddisfare ogni desiderio del bambino, ma quando lui non c’è loro giocano davvero, scherzano, sognano.

Lo conoscono bene, lo vedono crescere, soffrire, ridere, piangere, conoscono i suoi segreti, le sue paure, i suoi desideri. E poi un giorno il bambino confida al suo amico immaginario la sua paura per l’arrivo di una sorellina, paura che poi la mamma e il papà non gli vogliano più bene. Per fargli passare lo spavento, per distrarlo, per farlo sentire importante, mamma e papà gli regalano un giocattolo nuovo. Adesso sono i giocattoli ad avere paura di finire dimenticati in una soffitta, in un vecchio scatolone e poi alla discarica! Comunque vada, lui sarà sempre il loro bambino. E loro i suoi giocattoli. Un bambino ha sempre voglia di giocare. E finché c’è un bambino che gioca, c’è un giocattolo felice.

 

Le divertenti musiche scelte e composte da Mauro Casappa ci conducono nella dimensione del meraviglioso mondo dei giocattoli, dove riscopriamo alcuni aspetti dell’incanto infantile.

La magia del teatro su nero ci porta a credere che anche i giocattoli hanno un piccolo cuore e una loro storia.

 

IL TEATRO SU NERO:

Il teatro nero ha le sue radici nella tradizione più antica della magia e dell’illusionismo. Inventato in Cina, in Europa è diventato famoso grazie al lavoro del Teatro Nero di Praga, conosciuto in tutto il mondo, che fu il primo ad utilizzare la luce nera luce di wood. Il “teatro su nero” prevede l’uso di forme e figure animate mosse entro luci particolari da animatori vestiti di nero che si muovono nel buio, al di là del “taglio” di luce.

Gli spettacoli di teatro su nero riescono in particolar modo a evocare metafore sceniche e mimiche, realizzate attraverso il movimento, la musica, gli oggetti, i pupazzi e gli attori, dove dominano lo stupore e la meraviglia in un susseguirsi d’immagini con continue metamorfosi fantastiche degli oggetti e delle forme in uno spazio che incessantemente si costruisce, si trasforma e si rinnova.

 

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Il Teatro del Buratto, nato nel 1975, ha da sempre orientato la sua ricerca nella direzione di un “teatro totale”, dove alle consuete tecniche d’attore, che fanno uso di linguaggi verbali e gestuali, si accompagna una ricerca nel teatro d’animazione secondo le tecniche più diverse del teatro di figura. Dal 1975 il Teatro del Buratto gestisce il Teatro Verdi e dal 2017 il Teatro Bruno Munari, unico centro per l’infanzia e i giovani a Milano e il primo in Lombardia. Per maggiori informazioni:

www.teatrodelburatto.com | Facebook e Instagram

 

PRG Retail Group, nato in Italia nel 2015, è il distributore leader nel settore dell’infanzia e del giocattolo con 912 negozi in 9 Paesi (Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Grecia, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Svizzera) e un organico di oltre 6.000 persone. Comprende le insegne Prénatal, Bimbostore, Toys Center, King Jouet, Maxi Toys, è titolare delle licenze esclusive di FAO Schwarz e, più recentemente, di Toys”R”Us (con 46 store nella penisola Iberica). La missione di PRG Retail Group è aiutare, stupire, far sognare semplificando la vita della famiglia che cresce. Per maggiori informazioni: www.prenatalretailgroup.com

 

FAO Schwarz è uno dei brand di giocattoli più antichi ed iconici a livello globale. Nel 1862, Frederick August Otto Schwarz – il fondatore del marchio – aprì un meraviglioso emporio, ricco di giocattoli unici e straordinari provenienti da tutto il mondo. Da allora, FAO Schwarz è sinonimo di qualità e innovazione e anche di esperienze e ricordi indimenticabili per intere generazioni di adulti e di bambini. L’affetto che si riconduce al marchio va al di là dei singoli giocattoli. È legato all’esperienza del gioco, alla nostalgia di ciò che rappresenta. Entrare da FAO Schwarz è sempre stato molto più di una semplice visita a un negozio di giocattoli.

Per scoprire il mondo FAO Schwarz: visita il negozio di Via Orefici 15 a Milano oppure il sito di e-commerce www.faoschwarz.it o i profili social Facebook e Instagram.

 

“Locali storici d’Italia”, sabato una visita guidata al Caffè Pasticceria Balzola di Alassio

Sabato 1 ottobre si celebra la giornata dei «Locali Storici d’Italia». Ad Alassio è in programma la visita guidata nell’unico locale della rete in provincia di Savona al caffè pasticceria Balzola – Alassio.

Il “caffè concerto” in Italia è nato qui, intorno al 1920, esibendo artisti del calibro di Tito Schipa e Beniamino Gigli. Maksim Gor’kij sedeva a tavolino nella sala Settecento veneziano incontrando le “menti” della colonia inglese di Alassio. Le raffinatezze create da Rinaldo Balzola, che aveva imparato l’arte da Gustavo Pfatisch a Torino ed era divenuto nel 1929 capo-pasticcere della Real Casa Savoia, attirarono persino D’Annunzio e la Duse.

La storia del caffè pasticceria Balzola ha origini in un paesino annegato tra le colline del Monferrato, Villamiroglio. Da lì partì Pasquale Balzola, capostipite della famiglia. Egli rilevò ad Alassio, nell’allora Piazza del Commercio, un’osteria con stallaggio. Fece così la sua prima comparsa, nel lontano 1902, un’insegna con il nome Balzola. In poco tempo il locale creò nuove abitudini e nuovi riti. Nacquero in quegli anni l’”Aperitivo di Alassio” e l’”Amaro dei Saraceni”, creazioni esclusive dei Balzola, che divennero ben presto un appuntamento irrinunciabile per i primi avventori.

Ma già incalzava una nuova generazione.
Il figlio di Pasquale, Rinaldo, si specializzò nella raffinata scuola di Gustavo Pfatich, tra i più noti pasticceri di tutti i tempi e, nel 1919, si laureò nella sofisticata arte dolciaria creando e brevettando i celebri “Baci di Alassio”. Per l’azienda e per la famiglia si trattò di un vero salto di qualità che presto si trasformò in un vero e proprio decollo verso vette insperate quando, nel 1929, il talento emergente di Rinaldo Balzola venne compreso dalla Casa Reale dei Savoia che lo vollero a corte come capo pasticcere.
caffè concerto anni 30Furono anni di grandi successi che permisero il consolidamento dell’azienda a livello internazionale, anche grazie alla capacità di adattarsi a una nuova tendenza allora di moda e direttamente importata da Parigi. Infatti il Balzola fu tra i primi locali in Italia, e il primo in assoluto in Liguria, ad aprirsi alla moda dei caffè concerto. Ai suoi tavolini i clienti potevano gustare le prelibatezze della pasticceria e, allo stesso tempo, ascoltare le esecuzioni delle migliori orchestre italiane. Si era in piena Belle Epoque e Alassio divenne, sulla scia dei Balzola, un vetrina ambita per i personaggi più noti del tempo. Tra le visite più chiacchierate quella di Gabriele D’Annunzio che fece nel locale la sua scenografica comparsa accompagnato dalla Duse e scortato da due magnifici levrieri e che lasciò l’intera cittadina a bocca aperta. Molto meno appariscente, invece, era la presenza di Maksim Gorkij, che nel locale si incontrava abitualmente con eminenti pensatori e intellettuali del tempo.
Benché presto l’avvento della radio portasse gli artisti a cercare nel nuovo mezzo di comunicazione una cassa di risonanza più ampia per le loro musica, il caffè rimase sempre un luogo d’incontro di fascino e prestigio immutabili. Dopo la Guerra, infatti, continuarono ad esibirsi lì tutte le stelle del firmamento musicale di allora, compresi cantanti dell’EIAR (la RAI di quei tempi), come ad esempio Beniamino Gigli e Tito Schipa.

Negli anni Settanta nuovi nomi di richiamo proiettarono il Balzola sulle seguitissime pagine delle cronache mondane. Tra quei nomi, per citare solo alcune delle grandi famiglie di industriali, quelli degli Agnelli, Pirelli, Lancia, Marzotto.
Anche due rappresentanti del settore dolciario del calibro di Motta e Alemagna sembravano apprezzare particolarmente le creazioni dei Balzola e frequentavano il caffè quando si trovavano ad Alassio.

La fama e il prestigio del caffè resistettero anche all’“avvento” delle discoteche che cominciavano a rubare ai caffè concerto la supremazia assoluta come ritrovi serali alassini.
Si spensero i riflettori sul caffè concerto e, ancora una volta, la pasticceria Balzola cercò e trovò nuovi modi per stare al passo con i tempi in continua evoluzione.
vela storica balzolaPurtroppo, ad un passo dai festeggiamenti del 90° anno di fondazione, il Commendator Rinaldo Balzola chiuse gli occhi. Ma il figlio Pasquale – con lo stesso nome del fondatore – festeggiò in maniera importante e adeguata allo stile della famiglia, i cento anni di attività nel 2002!

A perenne ricordo di questo evento, il Ministro degli Interni italiano, on. Claudio Scajola, consegnò manu propria una medaglia commemorativa a Pasquale Balzola.
I primi anni 2000 furono ricchi di importanti novità. Il mercato globale imponeva nuovi modi di commercializzazione dei prodotti. I Balzola, così, continuarono a proporre il loro nome in maniera classica, certo, ma stando al passo coi tempi. Crearono una gelateria artigianale di qualità, separata dal caffè pasticceria ma uniforme allo spirito e alla cultura dell’ospitalità del locale originale. Aprirono anche un negozio di oggettistica di pregio che richiamava lo stile degli interni del locale.

Nel 2012 i festeggiamenti del 110° anno di attività dalla fondazione. Una prova tangibile della saggezza del Cavalier Pasquale Balzola, gestore attento e lungimirante che aveva ben compreso quanto importante fosse adeguarsi ai tempi nel pieno e consapevole rispetto della tradizione e del patrimonio storico e culturale italiano.

Oggi, dopo oltre 110 anni di attività, a guidare il locale è la quarta generazione Balzola. Segno della continuità di un’arte e di uno stile giustamente premiati con l’attribuzione della qualifica di “locale storico d’Italia”. Prova tangibile di come l’azienda sia ancora animata da quello stesso spirito con cui Pasquale Balzola, più di cento anni fa, iniziò la sua grande avventura!

 

Un contest fotografico per l’AirShow di Alassio

Un contest fotografico per l’AirShow

Per concorrere sarà sufficiente pubblicare la foto scattata durante lo spettacolo del 1° ottobre nei cieli della Baia del Sole con l’hashtag #airshowalassio.

Mentre si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli, in attesa dell’Air Show in programma nei cieli della Baia del Sole sabato 1° ottobre, il Comune di Alassio lancia un nuovo contest fotografico.
Del resto quale occasione più ghiotta che immortalare il tricolore più lungo del mondo, o le evoluzioni disegnate nel cielo dai velivoli d’epoca o di soccorso che precederanno l’esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale per scatenare fotografi professionisti e appassionati.
“Grazie alle nuove tecnologie – spiegano dal Comune di Alassio – è sempre più naturale assistere ad eventi e spettacoli e farsi trascinare dal desiderio di immortalarli con il proprio cellulare o macchina fotografica. Di qui l’idea: un contest cui tutti, professionisti e amatori possono partecipare molto semplicemente. Si dovrà fotografare l’evento, selezionare la foto e pubblicarla su instagram e/o facebookcon l’hashtag #airshowalassio.​ La foto più bella a insindacabile giudizio della giuria composta da rappresentanti dell’Ufficio Comunicazione e dell’Ufficio Turismo del Comune di Alassio sarà pubblicata per un mese come cover della pagina FB di Città di Alassio con il watermark dell’autore e il logo della Città e sul prossimo numero della rivista Alassio Magazine”.

Da lunedì 3 ottobre a domenica 9 ottobre la puntata n.606 di Tgevents

Da lunedì 3 ottobre a domenica 9 ottobre la puntata n.606 si apre con Travel Guide Cinque Terre Liguria con il reportage di Marco Dottore da Vernazza a Monterosso, l’istrionica Erica Zambelli in arte “Guenda” analizza a suo modo un avvenimento mensile femminile, ad Albenga (Sv) il Premio Nazionale “La fionda di legno” al giornalista d’inchiesta Sigfrido Ranucci, Marco e Marion i Marketing Coach parlano di “producer”, un’esclusiva performance di Nik The Night Fly & Friends ad Alassio con Mario Biondi e Sara Jane Morris, Stefania Del Principe ed il suo originale “fai da te”, Gli Estremi Rimedi filosofeggiano con Platone, un ricordo di Bruno Arena del duo comico I Fichi d’India…Ciao Bruno…Buona visione. 
 
Programma offerto dall’eccellenze Italiane Galup e Olio Raineri.
IN TV (circuito nazionale) https://www.tgevents.it/palinsesto-tv/

Al teatro dell’opera di Sanremo rievocata la figura di Eugenio Ghersi  approfondita  dal Comandante Flavio Serafini e dal Prof. David Bellatalla

 

Nell’ambito dei Martedì Letterari il 4 ottobre sarà al centro dell’incontro culturale alle ore 16.30 nel teatro dell’opera la figura di Eugenio Ghersi  approfondita  dal Comandante Flavio Serafini e dal Prof. David Bellatalla.

Flavio Serafini Direttore del Museo Navale Internazionale di Imperia ha curato l’opera :”  Eugenio Ghersi .Un medico di Marina sulle vie del mondo”   (CDL). Il prof David  Bellatalla ha scritto :”Il grande Viaggio. Lungo le carovane  della via della seta. (Montura Editing)

Eugenio Ghersi nasce ad Oneglia il 14 luglio del 1904, il padre è farmacista, si iscrive a Medicina alla Regia Università di Torino e nel 1928 consegue la laurea. Ha tre passioni l’alpinismo, la fotografia e la voglia di conoscere il mondo. Frequenta il corso per Tenente medico all’Accademia Navale di Livorno e la Scuola di Sanità a Napoli e dopo l’imbarco sulla regia nave da battaglia Caio Duilio e sulla regia nave scuola Cristoforo Colombo, siamo nel 1931, è destinato sulla regia cannoniera Carlotto che si trovava in Cina e pattugliava il medio corso del fiume Yang-Tze-Kiang, il fiume Azzurro da Shangai alle gole del Yichang. A bordo oltre alla macchina fotografica ha una cinepresa con cui realizza apprezzati video.
Rientra in Patria nel 1932. Ghersi ha un amico e collega di Stato Maggiore cugino di Giuseppe Tucci e spesso i loro discorsi cadono sui viaggi del grande orientalista maceratese e sul prossimo obiettivo il Tibet occidentale. Incontrerà così Tucci, il colloquio è breve ma positivo “Si tenga pronto a partire, capitano Ghersi, presto, molto presto.” Dopo il viaggio in Tibet è destinato all’Ospedale Principale Marina Militare di La Spezia, poi nel 1935 il nuovo viaggio con Tucci nel Tibet.
Nel 1937 è destinato presso il Comando Superiore A.O.I. con incarichi presso l’Ambasciata Italiana a Gedda.
Nel 1941 è imbarcato sulla regia nave ospedale Virgilio:
Dopo l’8 settembre 1943 è destinato all’Ospedale Marina Militare di Venezia, nel 1953 è promosso colonnello. Dirigerà poi l’Ospedale Militare di La Spezia e lascerà, col grado di Maggior Generale, il servizio attivo nel 1967.
Si spegne a La Spezia il 13 ottobre del 1997.

 

 

Flavio Serafini, suo conterraneo  ha avuto anche il privilegio di godere della sua amicizia e stima e di frequentarlo al tramonto della sua lunga esistenza.
Raramente nella figura di un ufficiale di Marina si possono annoverare tante professionalità come quelle espresse da Eugenio Ghersi nella sua quarantennale carriera di uomo di mare e di medico.

 

Eugenio Ghersi .Un medico di Marina sulle vie del mondo di Flavio Serafini.

 

Presentazione.

La storiografia militare si è recentemente occupata di Eugenio Ghersi in due volumi: “La storia e gli

uomini del Corpo Sanitario della Marina Militare” (Ispettorato di Sanità della M.M. 2000) e “Gli uomini della Marina” (Ufficio Storico MM 2015). Quasi contemporaneamente, in ambito universitario, sono apparsi: “Eugenio Ghersi, un marinaio ligure in Tibet” (Sagep 2008) e “Eugenio Ghersi sull’ Altipiano dell’Io Sottile” (Montura Editing 2016). Numerose le citazioni ed i riferimenti nelle opere del grande orientalista e tibetologo Giuseppe Tucci, degli studiosi del Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma e di ricercatori italiani e stranieri. In precedenza infine, altre menzioni si scoprono nelle tre opere appassionate

del Col. Medico Achille Talarico sulla storia della Sanità Marittima.

Mancava sul personaggio una biografia più articolata ed approfondita che potesse scandire la vita e la carriera dell’Ammiraglio Medico (“Generale”, come egli preferiva definirsi).

Tale lacuna, sulla scorta della documentazione ancora disponibile, è stata in parte colmata dall’Autore, suo conterraneo che ha avuto anche il privilegio di godere della sua amicizia e stima e di frequentarlo al tramonto della sua lunga esistenza.

Raramente nella figura di un Ufficiale di Marina si possono annoverare tante professionalità come quelle espresse da Eugenio Ghersi nella sua quarantennale carriera di uomo di mare e di medico.

In pace ed in guerra, negli angoli più estremi e sperduti del mondo, Eugenio Ghersi ha onorato la Marina e l’Italia.

Questo breve saggio intende onorarne la memoria.

 

 

Il grande viaggio. Lungo le carovaniere della via della seta.  Ediz. Illustrata, 296 pagine in carta patinata di pregio, copertina cartonata con effeti in rilievo, sovracopertina + grande mappa 90×60 pieghevole

di David BellatallaStefano Rosati   (Montura Editing 2019 )

 

Il volume racconta e illustra, attraverso i viaggi compiuti dagli autori, degli aspetti culturali, artistici, storici e religiosi più significativi che evidenziano legami, contatti, scambi e interazioni sociali che ancora oggi, attraverso le testimonianze del passato e dei popoli che vivono su quei territori, stimolano la nostra riflessione verso una rilettura della storia della Via della Seta, quale prezioso “Patrimonio dell’Umanità”. Il lavoro ospita una serie di carte topografiche originali realizzate da Montura Maps e un prezioso contributo sulla storia della cartografica a cura di Roberto Bombarda. I proventi della vendita sono interamente devoluti al progetto umanitario Ger for Life in Mongolia, per aiutare le ragazze madri con bambini disabili.

 

 

I relatori

 

David Bellatalla

 

” Nato a La Spezia, vive e lavora tra Perth ( Australia) e Ulan Bator in Mongolia. Antropologo, studioso di nomadismo, ricercatore, ha insegnato Antropologia Culturale in varie università del mondo. E’ membro del’Accademia delle Scienze della Mongolia e dell’Istituto di Studi Orientali. Nel 2013 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro della Croce Rossa della Mongolia; nel 2016 il Premio Paul Harris Fellow del Rotary International per le sue attività umanitarie in Mongolia; nel 2018 ha avuto il Premio Letterario Eugenio Montale con il volume ” Sull’altopiano dell’Io sottile” ed ha ricevuto altri importanti riconoscimenti e premi internazionali per le sue attività accademiche, letterarie e per le opere umanitarie. Ha Viaggiato, studiato, raccontato di popoli e minoranze etiche di tutto il mondo, realizzando documentari, mostre fotografiche ed articoli pr riviste scientifiche e di settore.

 

Autore e coautore di vari volumi, dopo il 2007 ha scritto inoltre: “Eugenio Ghersi, un marinaio ligure in Tibet”(2008) – ” Mongolia, la terra degli inseguitori di nuvole”( 2018) –  “Dietro la maschera del lupo”( 2019) – ” Gli uomini renna” (2019) – ” Il grande viaggio lungo le carovane della via della seta”(2020) – “Alle origini della guarigione: sciamanesimo e neuroteologia” ( 2022).”

 

Flavio Serafini

 

” Il Comandante Flavio Serafini ha trascorso molti anni a bordo di navi mercantili e militari. Autore di diversi volumi storici sulla Marineria velica che hanno riscosso notevole successo anche all’estero, è stato Segretario della Sezione Italiana dell’ “Amicale des Capitaines au Long Cours Cape Horniers” di S. Malo e dirige l’Unione Medaglie d’Oro di Lunga Navigazione Imperiesi. Fondatore e collaboratore di diversi Sodalizi culturali, quale creatore ad Imperia del Museo Navale Internazionale, è stato insignito della Medaglia Internazionale al Merito Marittimo. Gliè stata recentemente dedicata la 32ma edizione del Premio ” Una vita dedicata al mare” da parte dell’Istituzione e della Accademia di Marina dei Cavalieri di Santo Stefano. E’ autore di una ventina di volumi tra i quali si ricordano: ” La Città dei Marinai”( 1978) – “In vela sull’oceano” (1986) – “A Band of Brothers” (1994) – ” Ponte di comando” (1995)- ” Uomini e Bastimenti Italiani di Capo Horn”(2004) – ” La flotta scomparsa”(2010) – ” Le formiche del mare” (2014).

 

Alcuni fra  i vari riconoscimenti si ricordano: 1980: Premio “Amico del mare”- 1997: 9° Premio del Mare “Città di Fiumicino”- 2004: Menzione Premio “Libro del Mare” ( Casino di Sanremo) –  2005: Premio Regione Liguria per la Cultura – 2011: targa speciale de “La Nazione”- 2014: Premio ” Una vita dedicata al Mare”.

 

“Habiti vaghi et all’antica”: Alessio Francesco Palmieri-Marinoni inaugura il ciclo di incontri “Trame Barocche”

Si svolgerà sabato 1 ottobre il primo incontro di TRAME BAROCCHE, tra tessuto e iconografia per svelarne i significati, un ciclo di approfondimento su temi legati al periodo barocco e tardo barocco che Formae Lucis organizza insieme a Fondazione Arte della Seta Lisio. L’appuntamento è alle 21.00 a Palazzo Oddo, Albenga, oppure online. Il primo incontro sarà dedicato al costume con la conferenza “Habiti vaghi et all’antica” di Alessio Francesco Palmieri-Marinoni.

Il costume teatrale barocco e la ricerca spasmodica dell’autenticità dell’antico”  Il barocco è, senza alcuna ombra di dubbio, il momento fondamentale nella costruzione di un nuovo linguaggio simbolico e vestimentario nell’Europa moderna. Lo shock determinato dalla Riforma porterà gli artisti ad interrogarsi sempre di più sul significato del vestire che, attraverso un processo complesso e articolato, per nulla privo di ostacoli, vedrà i suoi primi risultati nella definizione delle corrette fogge vestimentarie per le opere a soggetto sacro. Nel corso di oltre due secoli la ricerca dell’antico e dell’autentico camminerà, di pari passo, alla voglia di riscoprire un passato glorioso e, per certi versi, fantastico.

Il docente: Alessio Francesco Palmieri-Marinoni è storico del Costume e della Moda, del Costume Teatrale e delle Arti Sceniche. Docente presso la Fondazione Arte della Seta Lisio di Firenze, la sua ricerca verte sulla relazione tra autenticità, storicismo e costume teatrale nel teatro musicale. Autore per Art E Dossier, Giunti, Silvana Editoriale, Carocci, Àncora. Collabora con Style Magazine – Corriere della Sera.

TRAME BAROCCHE, tra tessuto e iconografia per svelarne i significati è un ciclo di incontri di approfondimento su temi legati al periodo barocco e tardo barocco che esplorerà costume, moda e tessuti. Gli incontri saranno guidati da docenti della Fondazione arte della Seta LISIO: si parlerà di costume e di moda, passando per i gioielli, il ricamo e il tessuto nel Barocco Ligure e nelle opere in mostra al Museo Diocesano e nelle sue sedi distaccate. Sarà un percorso per approfondire tematiche storico-artistiche da un punto di vista originale e interessante grazie agli specialisti coinvolti, ma che avrà anche un taglio divulgativo e si intreccerà con la scoperta e valorizzazione del patrimonio artistico diocesano.

Gli eventi (fruibili on line oppure in presenza) si terranno nei cinque sabati di ottobre (1;8,15; 22; 29); tutti gli incontri saranno alle ore 21 presso Palazzo Oddo, Via Roma 58, 17031 Albenga (SV). Gli incontri sono pensati per la formazione degli insegnanti, ma sono aperti a tutti. Sarà possibile partecipare in presenza, oppure online.

Partecipazione in presenza: posti limitati a esaurimento

  • Singola conferenza: Euro 30
  • Intero ciclo: Euro 120

Riduzioni per: under 18, over 70, Insegnanti, associazioni in speciale convenzione con la mostra Onde Barocche;

  • singola conferenza: Euro 18
  • Intero ciclo: Euro 80

I Biglietti acquistabili presso la Biglietteria del Museo Diocesano di Albenga, lo IAT di Albenga, oppure direttamente a Palazzo Oddo prima di ciascun evento.

Info e contatti: formaelucis@diocesidialbengaimperia.it

Partecipazione on line

per informazioni si rimanda a: info@fondazionelisio.org  |  didat@fondazionelisio.org

Per la partecipazione online i biglietti saranno di volta in volta acquistabili online su http://www.fondazionelisio.org/it/cultura/eventi-cultura-tessile/

Allenza tra Unione Industriali Savona e Unige per lo sviluppo del Savonese

Unione degli Industriali della provincia di Savona e Università di Genova siglano un patto per “la valorizzazione e lo sviluppo del sistema produttivo savonese”. Il Presidente Uisv Angelo Berlangieri e il Rettore di UniGe Federico Delfino si sono ritrovati oggi per firmare la convenzione quadro tra le due realtà, un accordo che prevede, tra le altre cose: la promozione congiunta dell’orientamento alla formazione scientifica e tecnica; la partecipazione congiunta a progetti/bandi comunitari, nazionali o regionali; l’organizzazione congiunta di corsi di formazione e master; l’attivazione di dottorati, borse di studio, stage e/o tirocini; lo sviluppo congiunto di progetti di ricerca, innovazione e sviluppo tecnico – scientifico; la progettazione e attuazione di progetti di analisi e/o di ricerca di mercato, socio-economici, d’interesse per il sistema produttivo savonese.
Un comitato di coordinamento di sei persone avrà il compito di valutare, promuovere, organizzare e monitorare le iniziative di comune interesse. Per l’Università i componenti sono il prof. Stefano Bracco del Dipartimento di ingegneria navale, elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni – DITEN, la prof.ssa Silvia Siri del Dipartimento di informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi – DIBRIS e il prof. Marco Testa, Delegato del Rettore per il funzionamento del Campus di Savona. Per l’Unione industriali i componenti sono: Angelo Berlangieri, presidente UISV, Alessandro Berta, direttore UISV e Matteo Giudici, CEO Mesa Consulting.

“Un accordo dal valore importantissimo. La sinergia tra Unione Industriali e Università di Genova è essenziale per lo sviluppo del nostro territorio. Più volte in passato le nostre realtà hanno lavorato insieme e collaborato per numerosissimi progetti: oggi, questa collaborazione ottiene il carattere dell’ufficialità, siglata nero su bianco, a conferma di un rapporto di stretta interconnessione tra mondo dell’impresa e mondo della didattica e della formazione scientifica. Un’attenzione particolare, ovviamente, sarà riservata al Campus di Savona, una vera eccellenza da tutelare e valorizzare, che può e deve svolgere un ruolo da protagonista per la crescita della provincia di Savona”, afferma il leader Uisv Angelo Berlangieri.

“L’accordo rafforza la triangolazione Università – impresa – territorio che è fondamentale per la crescita del Savonese, valorizzandone le risorse e le potenzialità attraverso azioni mirate e congiunte in settori strategici di sviluppo. Questo, del resto, rientra pienamente nella vocazione del nostro Ateneo che è anche l’unico della Liguria: centro di formazione e, allo stesso tempo, propulsore di ricerca e di innovazione, sempre teso a creare prospettive di lavoro qualificato per i nostri giovani, in linea con le esigenze del mondo del lavoro”, dichiara il Rettore Federico Delfino.

Fabrizio Piepoli lancia “Maresia”, ovvero la spuma di mare

«In portoghese la parola “Maresia” significa la spuma di mare che si vaporizza nell’aria quando il vento sferza la cresta delle onde. È il sudore del mare che gioca a rincorrersi. È una corsa a braccia spalancate che ha in sé l’incedere terzinato della tarantella e comunica un senso di espansione, di apertura alare, di gioia oceanica. Maresia è l’incessante mescolarsi di lingue, storie, genti del passato, del presente, del futuro. Il mio canto è sogno e maresia».
Più che una presentazione, più che un manifesto programmatico di composizione e ispirazione, le parole di Fabrizio Piepoli sono poesia, percorsi, visioni. Il suo nuovo album Maresia (prima uscita della neonata etichetta Zero Nove Nove) è un itinerario mediterraneo, un progetto in cui emerge definitivamente la sua poliedricità di polistrumentista e compositore, di autore e studioso delle tradizioni musicali del Mediterraneo, e di ammaliante interprete. Dieci brani che rappresentano perfettamente gli orizzonti musicali di Piepoli – noto in particolare per la sua militanza con La Cantiga de la Serena, Raiz e Radicanto, oltre che per le sue numerose collaborazioni – il quale dichiara: «Sono canti di una storia fluida che ogni volta racconta qualcosa di nuovo. Ho raccolto tra le mie mani suoni, parole, gesti e memorie, le ho lanciate in aria e mi sono ricadute addosso, mischiate. Il mio passato, quello che ancora continua a parlarmi, lo inseguo e si disintegra, si mescola ad altri elementi come voci nelle stradine di un mercato e poi di nuovo riappare, a dirmi cose che ancora non so».
Maresia esplora la musica popolare e d’autore pugliese e del Sud Italia con un’attitudine mediterranea e una minuziosa ricerca del suono, da sempre segni distintivi del musicista barese, che nell’album canta e suona numerosi strumenti come chitarra battente, oud, saz, chitarra classica, basso, shruti box, dayereh, daff, sajat e moorchang. La voce di Fabrizio Piepoli è un universo fluido, dallo stile fortemente melismatico. È una voce di tenore leggero capace di toccare i suoni gravi del registro baritonale e di estendersi a quelli acuti di mezzo-soprano. Una vocalità sofisticata che gioca continuamente con la propria identità, col maschile e il femminile, l’Oriente e l’Occidente. La chitarra battente tipica della tradizione del Sud Italia, l’oud arabo, il saz turco, filtrati spesso attraverso effetti e loop machines,  sono gli strumenti che accompagnano il canto di Piepoli, il racconto appassionato delle sue radici, per dare vita a un nuovo sound: la TARABTELLA, l’incontro fra tarantella pugliese e il tarab della melodia araba, la gioia della danza e l’estasi dell’ascolto. L’incedere terzinato della tarantella, la reinvenzione di Marisa Sannia e Amalia Rodriguez, il dialogo tra tarantella garganica e fado portoghese, lo studio dei cantori di Carpino e l’amore per gli strumenti tradizionali arabi e turchi, la tradizione arbëreshë e i canti di migrazione: tutto ciò anima e muove un disco prezioso, un cammino di melodie e filigrana.
Le lingue come gli strumenti musicali sono creature permeabili. La necessità del racconto e della narrazione spinge loro a mutare, ad adattarsi, a evolversi. La musica di Piepoli va alla ricerca di questi innesti sonori, indispensabili per esprimere la sua visione personale. Maresia è il simbolo dei destini incrociati di genti, storie, lingue e canti che hanno mosso e fecondato la storia, rendendola ibrida e caleidoscopica. Un passato che transita nel presente e ispira il futuro. 
Maresia:
1 Maresia
2 Melagranada ruja
3 Ave Maria fadista
4 Stella d’ori
5 Ninna nanna di Carpino
6 Sair
7 Occhi de monachella
8 Qifti
9 L’America
10 Tetuán
Distribuzione digitale: Believe
Distribuzione fisica: Self (Italia), Inouïe (Francia), Xango Music (Benelux)
Fabrizio Piepoli:
Zero Nove Nove:

Ad Albenga sabato 1 ottobre si alza il sipario su Ottobre De Andrè

Albenga. «Ottobre De André», domani si alza il sipario sull’evento promosso dai Fieui di caruggi. Ormai da oltre dieci anni il mese di ottobre si identifica ad Albenga con «Ottobre De André», una serie di eventi dedicati all’indimenticabile Faber e a sostegno della Comunità di San Benedetto al porto di Don Gallo. Si comincia domani con Piazzetta De André, che torna a grande richiesta dopo lo straordinario successo dello scorso anno. A partire dalle 16 e sino alle18 nel centro storico ingauno risuoneranno le canzoni di Fabrizio De André. Saranno ben sette i gruppi distribuiti nelle piazzette della città vecchia: un percorso musicale affascinante e suggestivo seguendo le note di Creuza de ma o del Pescatore. Testimonial d’eccezione Enzo Iacchetti che, accompagnato da Antonio Ricci e dai Fieui di caruggi passerà da una piazzetta all’altra regalando la sua simpatia e la sua bravura: «Torno sempre volentieri ad Albenga, perchè mi ci trovo benissimo e questa volta ho un motivo in più per farlo».   Questo l’elenco dei gruppi musicali partecipanti e delle loro postazioni: Il ClanDestino (Largo Doria) Gilberto Vignati voce, Stefano Cagnone chitarre, Franco Mantero tastiere, Guido Dellapietra chitarre e bouzuky, Claudio Casanova batteria e percussioni; I tre gotti (Piazza San Francesco) Gigi Flammia chitarra e voce, Cesare Arena batteria e percussioni, Luciano Pollero basso; Tributo a O.D.A. (Piazza San Michele) Simone Matera voce, Alessio Nicolò chitarre, Carmine Pollio basso, Matteo Ferrando batteria, Mario Rossello tastiere, Fabio Tessiore fisarmonica e sax; Corbe de coi (Piazza San Domenico) Paolo Ferrando voce e chitarra, Marco Moro flauto, ottavino e sassofono, Corrado Trabuio violino, Maurizio Di Noto chitarre, Daniele Ducci contrabbasso e basso elettrico, Stefano Ancona batteria e percussioni; Aeroplani di carta (Piazza G.Rossi) Davide De Muro chitarra e voce,  Alessandro De Muro chitarra, mandolino, bouzuky, tastiere e voce, Fabrizio Salvini basso, ritmica, flauto traverso e voce; Montrouge (Piazza Torlaro) Roberta Monterosso chitarra e voce; Duo Acustico (Porta Molino) Simone Borasi chitarra e voce Pippo La Torre percussioni.

 

Wel Dan torna sulle scene con “Vivo”

Wel Dan torna sulle scene con “Vivo”, il suo nuovo singolo disponibile dal 30 settembre su tutte le piattaforme di streaming.

“Vivo” arriva dopo quasi un anno di stop dell’artista che dopo il precedente singolo “Nella Media” decide di dare una svolta positiva alla sua storia.

“Vivo” infatti è un pezzo che nella sua schiettezza sa comunicare in modo per nulla banale quella voglia condivisa di sentirsi vivi nonostante sovrastrutture e meccaniche auto imposte.

Il brano ci porta dentro il mondo dell’artista che si trova ad aver a che fare con un nemico che solo capendolo ed accettandolo fino in fondo riuscirà davvero a sconfiggere, perché quella persona è proprio lui. O per meglio dire, quella parte di se celata in ognuno di noi, che ti guarda davanti lo specchio attraverso i tuoi occhi e che conscio o inconscio ti traghetta verso l’auto sabotaggio. Tutto sommato però Wel Dan nel ritornello canta “Vivo anche senza di te”.

Link streaming: https://open.spotify.com/album/1Y6plQFBt298PSKZtK70HI

Credits:

Testo e Musica: Daniele Bellofatto

Produzione: Daniele Bellofatto

Mix & Master: Andrea Allocca (Kate Academy Studio)

Etichetta: autoproduzione

Biografia:

Wel Dan, pseudonimo di Daniele Bellofatto, è un cantautore pontino classe 94’ cresciuto ad Aprilia, città di provincia vicino Roma. È qui che comincia la sua esperienza musicale passando dallo studio del pianoforte in tenera età alla scoperta della chitarra acustica in adolescenza con cui, ispirato da grandi cantautori italiani come De Andrè, Dalla e il più recente Silvestri, inizierà a scrivere i suoi primi pezzi.

Nel 2018 publica il suo primo singolo “Stronza” che ottiene il favore del pubblico sia online che durante l’attività Live nella zona dell’agro pontino.

Nel 2019 si trasferisce stabilmente a Roma e publica il suo disco d’esordio “Comunque Vada”, auto-prodotto insieme alla band che l’ha seguito finora dal vivo. A settembre 2022 esce il singolo “Vivo”, primo tassello di un progetto strutturato che proseguirà anche durante l’anno seguente.

Genere:
Indie-pop/Indie-rock/Songwriter

web links:

Instagram: https://www.instagram.com/thatsweldan

Facebook: https://www.facebook.com/WelDanMusic

Spotify: https://open.spotify.com/artist/6dsYsrSJqsFYc1YDW70OgF

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCYRWOLHl_7a4b3ctZPiCvPQ

Info: dani.bello23@gmail.com