HomeI dischi del professoreIl testamento del Re Sole: Vittorio De Scalzi riporta tutto a casa

Il testamento del Re Sole: Vittorio De Scalzi riporta tutto a casa

Non so se Vittorio De Scalzi avvertisse la fine imminente. Tuttavia, l’anno prima di morire compie un’operazione straordinaria e commovente: riporta tutto a casa, come avrebbe detto Bob Dylan. Confeziona un album – in realtà è un doppio cd e un dvd – intitolato “Una volta suonavo nei New Trolls”. La copertina, anch’essa significativa, riporta il (terribile, a dire il vero) disegno della cover dell’album di debutto del gruppo: “Senza orario, senza bandiera”

I rapporti tra i membri del gruppo – fin dall’inizio – sono difficili. De Scalzi si impone come leader assoluto anche se non sempre, nella pluridecennale carriera dei New Trolls, riuscirà a tenere sotto controllo la situazione.

Musicisti straordinari, personalità spiccatissime, rivalità e interessi, sospetti e miserie, hanno fatto della storia del più originale gruppo progressive italiano una odissea senza fine che, coraggiosamente, ha tentato di ricostruire, con non poche difficoltà, un fascicolo appena apparso in edicola (si tratta di una “collector’s edition” della rivista “Prog”).

Ma torniamo al disco, autentico testamento del grande musicista. La raccolta si apre con la potente resa prog de “Una notte sul Monte Calvo” di Modest Petrovič Musorgskij, quasi un manifesto di stile per De Scalzi.

Ma è curioso che il pezzo successivo sia l’infelice “America ok”, forse una delle composizioni più scadenti del gruppo a sostegno di un imbarazzante testo di Mogol. Ma De Scalzi avrà avuto i suoi motivi, e la scelta sembra quasi un messaggio in bottiglia rivolto agli ex sodali.

Segue “Che idea”, gradevole canzone un po’ troppo legata alle mode del tempo e poi “Faccia di cane”, ballata sanremese che vedrebbe (ma il condizionale è d’obbligo) una partecipazione al testo di Fabrizio De André.

“Quelli come noi” è una canzone datata e a tratti ingenua, ma dalla resa vocale e strumentale straordinaria. Bene ha fatto De Scalzi a rivendicarla.

Di seguito “Aldebaran”, la canzone che sancisce, insieme a “Quella carezza della sera”, la svolta pop che porterà i New Trolls a vendite discografiche stellari.

Poi arriva un polittico antico e meraviglioso: “Una miniera” (uno dei vertici creativi del nostro), “Ho veduto”, “Signore, io sono Irish” e “Vorrei comprare una strada”. La storia della band è sostanzialmente basata su queste canzoni. Tutto quello che verrà dopo sono solo meraviglie supplementari.

Reliquie del passato sono, invece, “Visioni” e “Davanti agli occhi miei”, canzoni che raccontano la genesi di una band che ancora non aveva del tutto trovato se stessa.

Il rapporto – importante, anche per accreditare la band e lo stesso De Scalzi presso il mondo della canzone d’autore – con De André, è ricordato da una bellissima versione di “Fiume Sand Creek”.

La raccolta di canzoni storiche è virtualmente conclusa dall’amata e odiata “Quella carezza della sera” in una versione pianistica live che restituisce al pezzo una freschezza che forse aveva perduto.

Nel riportare tutto a casa Vittorio De Scalzi non poteva dimenticarsi della sua Genova, la città dove tutto è cominciato. E così arrivano due canzoni nuove nuove: la struggente e bellissima “Quelle navi”, che ci fa pensare a quanto ancora avrebbe potuto ancora scrivere l’artista. Una sensazione confermata dalla ballata “Frequentatori di tramonti”, canzone poetica e vicinissima a certe cose del miglior Ivano Fossati.

Il secondo disco raccoglie sostanzialmente “Concerto grosso” e “Concerto grosso n. 2”, opere seminali – in particolare la prima – scritte da (o con) Luis Bacalov. Oltre alle parti che vedono impegnate orchestra e band ci sono una manciata di canzoni, tutte notissime ai fans.

Ma nel mazzo c’è il capolavoro definitivo, forse la cosa più importante prodotta dal gruppo nella sua lunga e tormentata carriera: “Le Roi Soleil”. Una mini opera pop che ancora oggi stupisce per bellezza, freschezza, ironia e creatività.

Penso che Vittorio De Scalzi possa legittimamente andare fiero della sua carriera, della sua vita e delle sue canzoni.

 

Ferdinando Molteni

 

La canzone da sentire: https://www.youtube.com/watch?v=cDbba2BkMdg

 

 

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