HomeCulturaResident Evil la serie di Netflix sotto le polemiche ma sarà giusto?

Resident Evil la serie di Netflix sotto le polemiche ma sarà giusto?

Nella settimana appena trascorsa, ho visto interamente Resident Evil: La serie, che è uscita su Netflix, il 14 luglio 2022, per un totale di 8 episodi, della durata media di 50 min e devo dire che non mi è dispiaciuta, anzi secondo me, potrebbe avere degli ottimi spunti per un’eventuale seconda stagione e come me molte altre persone con cui ho avuto modo di interagire, che come me conoscono e amano la serie, mi hanno dato dei pareri positivi.

Non fraintendetemi, non è una serie da 10 (difficile trovare una serie così), però non è neanche una serie da 3, come ho letto in molte testate giornalistiche, addirittura mi è capitato di leggere delle cose che per alcuni potevano essere fastidiose o addirittura per chi ha scritto l’articolo, come ad esempio il fanservice o i collegamenti “classici” alla saga, (che poi io vorrei dire, se non fai collegamenti alla saga, in una serie che parla di eventi dopo la saga, come fai a chiamarlo Resident Evil) ma che io non condivido per niente e se andrete avanti con la lettura capirete perché.

Fin da ragazzo seguo la saga Resident Evil di Capcom, dai videogiochi passando per i libri, fino ad arrivare ai film sia con persone reali che in Cgi, ed ero curioso di vedere questa serie, in quanto già dall’annuncio c’erano state delle polemiche, per uno degli attori che non era dell’etnia “giusta” rispetto al videogioco, il personaggio in questione è Albert Wesker (cattivo storico di Resident Evil), nella saga di Shinji Mikami era di etnia caucasica e con i capelli biondi, nella serie invece, interpretato da Lance Reddick (già visto nei film di John Wick e in serie come Intelligence, American Horror Story, …) un’attore di colore, secondo me, alquanto bravo nell’interpretare i ruoli che gli affidano e Wesker non fa eccezione.

Ora io mi domando, “Se un attore è di etnia diversa, cosa cambia?” Sinceramente a me non cambia niente, per quanto mi riguarda la cosa importante èm che riesca a cogliere l’essenza del personaggio; ora è vero che Lance Reddick non ha mai giocato neanche uno dei videogiochi, (be non possiamo mica aspettarci che siano tutti come Henry Cavill che è un giocatore accanito di videogiochi), però sicuramente chi ha scritto la sceneggiatura o comunque lo stesso regista che ha deciso di girare la serie, conoscerà il franchise di Resident Evil e sicuramente avrà dato dei consigli a Lance Reddick riguardo al personaggio Albert Wesker.

Però io devo spezzare una lancia in favore dell’attore, perchè sapendo quello che succede nella serie, naturalmente senza farvi spoiler, è giusto che il suo comportamento sia come meglio creda, in quanto è vero che è Albert Wesker ma è anche vero che non lo è, chiedo scusa il gioco di parole ma lo capirete meglio guardando la serie.

Ieri stavo giusto leggendo delle recensioni e ho notato una cosa, ultimamente per qualsiasi serie, videogioco, libro, film o altro di mediatico, la gente non è mai contenta, trova spesso anche il pelo nell’uovo, “Ma bisogna per forza andarlo a cercare?”, anche io mi aspetto delle cose dai sopra citati media, però secondo me a nessuno piacerà mai una cosa veramente, chiunque troverà sempre qualcosa da ridire, ultimamente che le persone cercano la perfezione, ma lasciatevelo dire non esiste.

Ma torniamo alla serie, che si accavalla in due periodi temporali ben distinti, prima dell’epidemia, ma dopo ciò che è successo a Raccoon City e dopo l’epidemia, per l’esattezza quando le protagoniste Jade e Billie, figlie di Wesker, (avute in provetta con donazioni dell’ovulo di due donne di etnie diverse, così non storcete subito il naso e non iniziate a farvi mille domande su quando le ha concepite), arrivano a Nuova Raccoon City, a causa del lavoro del padre, che viene trasferito nella struttura della  Umbrella, per lavorare su un nuovo farmaco, che dovrebbe aiutare le persone con depressione, istinti suicidi, psicosi, stress ecc, questo farmaco è chiamato Joy, ma indovinate un po’ ha una percentuale di Virus T, il virus mutogeno che trasforma umani e animali, in zombie.

In tutto questo, scopriamo che a capo dell’Umbrella c’è Evelyn Marcus, la nipote del Dottor James Marcus, (ricordiamo, fondatore insieme a Ozwell E. Spencer dell’Umbrella Corporation, che conosciamo in Resident Evil 0 e in un secondo momento in Resident Evil 5, tramite dei documenti) una donna sadica, molto odiosa, che pensa di tenere alla sua famiglia, ma invece la manipola e che vuole aumentare il fatturato dell’Umbrella, anche a discapito delle persone, tanto per cambiare.

Qua vediamo Wesker, sotto un’altra ottica, infatti, non è come lo vediamo di solito, che fa macchinazioni dietro le spalle di tutti, che cerca di distruggere il mondo e tenersi il suo tornaconto, anzi qua cerca di persuadere Evelyn Marcus, ad aspettare a far uscire Joy, a stabilizzarlo così che non ci siano problemi, come è già successo a Tijuana, dove in un laboratorio gli esperimenti sono andati fuori controllo.

In tutto questo vediamo un po’ stile teen drama, la vita di Jade e Billie che cercano di integrarsi nella nuova scuola, con nuovi amori, con gelosie e un problema grosso che si paleserà nelle prime puntate, che intaccherà una delle ragazze.

Però questo è il passato e come già accennato, la parte del presente invece vede Jade grande non più ragazzina, che cerca di capire come poter battere la razza predominante sul pianeta gli Zero, cioè gli zombie, così da poter tornare insieme alla sua famiglia (un uomo di nome Arj e sua figlia) a vivere finalmente, ma in tutto questo a contrastarla c’è l’Umbrella, che dopo l’epidemia sembra stia cercando di controllare tutto e tutti e sembra che vogliano a tutti i costi Jade, ma in tutto questo la domanda predominante è “Billie dove è?”, be fin dalle prime puntate, si sospetta le sia successo qualcosa e che sia collegata all’Umbrella, di Wesker e degli altri protagonisti della parte invece del passato con Billie e Jade ragazzine non vediamo nessuno nel presente “Quale fine avranno fatto?”.

Allora ammetto di aver pensato più o meno fino alla quinta puntata, se non ci fosse stato scritto Residenti Evil, sarebbe stata una serie con un maggiore indice di gradimento, però dopo la quinta puntata mi sono dovuto ricredere e tutte le citazioni e alcune delle risposte che ti danno, a delle domande: “Come mai Wesker è ancora vivo?” “Come ha fatto ad essere vivo nel primo Resident Evil, se il Tyrant l’ha ucciso?” “Cosa è successo veramente?” “E soprattutto chi è Wesker? Un soldato, un doppio giochista o un ricercatore (come veniamo a scoprire nel primo videogioco di Resident Evil).

In Resident Evil: La Serie, il fanservice è un’ottimo espediente, per fartela vedere, ma troviamo anche delle nostre vecchie conoscenze a livello di mostri come ad esempio: Cerberus (il cane zombie), i Licker, i Web Spinner (i ragni), l’Alligatore, Il Verme che vediamo subito nel primo episodio (tratto da re3 e Code Veronica), vari tipi di zombie e anche le persone con il cappuccio con la motosega (di Resident Evil 4).

Ad un certo punto, quando Jade e Richard Baxter dell’Umbrella vengono presi e portati in una struttura con degli zombie che fanno dei lavori per gli umani, (non vi dico come ovvio altrimenti sarebbe spoiler) sono sincero, ho trovato che il capo di questa comunità assomigliasse un po’ ad Heisenberg personaggio di Resident Evil Village, ma l’ho sentito come un’Easter Egg tutto mio, non so se altri l’hanno notato, più che altro per come era vestito e come si comportava tra l’altro ad un certo punto si è parlato di un personaggio che si chiamava Barry che aveva aiutato Jade in passato, io e molte persone, abbiamo pensato subito a Barry Burton, storico membro della S.T.A.R.S. Special Tactics and Rescue Service, che abbiamo visto in alcuni giochi di Resident Evil e visto che era passato un po’ da gli eventi di Raccoon City, poteva essere lui, però ho escluso quasi subito la cosa, probabilmente voleva solo essere un altro Easter Egg, così da indurci a pensare che potesse essere lui, dico così perché la persona in questione non aveva la massa muscolare e i tipici tratti contraddistinti del buon Barry Burton.

Tutto questo per dirvi, che la serie secondo me può avere potenziale, bisogna smussare degli angoli, ma nel complesso, la storia mi ha intrigato parecchio, ribadisco se non si fosse chiamata Resident Evil la serie, sicuramente avrebbe preso un punteggio più alto, al momento la serie si prende un 7, tranquillamente, ma con possibilità di crescita, tra l’altro dobbiamo contare che i collegamenti ci sono alla saga di Resident Evil, ma sono più riscontrabili, verso la fine della serie; secondo me,  hanno voluto fare così, perché questa serie deve prima iniziare a stare sulle sue gambe e in un secondo momento darti spunti e i collegamenti con la saga, spero tantissimo in una seconda serie, specialmente per ciò che succede alla fine della prima stagione, ora naturalmente come al solito sta a voi dirmi la vostra sui miei canali social:

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