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La Samp ha collezionato un’altra sconfitta, la Roma di Mourinho cinica e spettacolare

Sono cresciuto nei negli anni 90, con la modifica della PlayStation 1 che costava 70 mila lire, con Winning Eleven schiantato dentro, la telecronaca in giapponese e i nomi reali, messi da qualche “hacker” dell’epoca, probabilmente di origine partenopea. I comandi del gioco erano relativamente semplici: le frecce per muovere il giocare, R1 per correre, cerchio per crossare, triangolo per il passaggio filtrante, quadrato per il tiro ed infine la “X” per passare il pallone.

Ecco, che qualcuno tatui sulla schiena il tasto “X” a Candreva che, se la smettesse di fare il ragazzino da campetto con il pallone sottobraccio che dice “io contro tutti”, sarebbe già a 20 gol in campionato. Per carità, il romano è uno di quelli più propositivi e con più qualità in rosa, ma ha più scazzo lui di me quando vado da Diffusione Tessile con la mia ragazza, il sabato pomeriggio, mentre giocano gli anticipi.

Purtroppo la Samp ha collezionato un’altra sconfitta, in casa, con la Roma di Jose Mourinho, molto cinica e spettacolare come un programma di Marzullo alle 2 di notte. Non voglio dilungarmi troppo sulla partita: siamo partiti bene, propositivi e attaccando gli spazi offerti, poi un poderoso liscio di Colley, una maldestra respinta di Thorsby e Mkhitaryan insacca. Un gol di materia fecale.

Da lì in poi un copione già visto: squadra catenacciara (Roma) e chiusa come un sedicenne emo, e la Sampdoria incapace di velocizzare la manovra o saltare l’uomo per aprire gli spazi. Per circa 70 minuti abbiamo visto giocate a caso e foga agonistica altrettanto causale, senza che questa impensierisse mai la difesa Romanista: 11 labrador sordi che correvano felici in un prato.
La catena di sinistra composta da Thorsby (fuori ruolo completo e con due piedi che andrebbero bene per stirare le camicie o per battere il ferro) e Murru, andrebbe bene in un Film di Dario Argento piuttosto che su un campo di Pallone. Rincon detto “El General” ieri sembrava “L’appuntat” al massimo.

Fortunatamente ci sono state anche note liete. Uno su tutti Zinedine Zidane SABIRI, unico giocatore in campo che ha unito sostanza a qualità su tutto l’arco della partita: pochissimi palloni sbagliati e umiltà da vendere, che la Samp riparta da lui.
Dulcis in fundo la Gradinata Sud. Che dire: io ero là in mezzo, per la prima volta in 15 anni sono entrato 1 ora prima e me la sono goduta come Rhum Cooler ad agosto in riva al mare. Bellissima. Durante questi anni di “assenza”, spesso non ho condiviso gli ideali della tifoseria organizzata però, devo dire, che mi sono mancati e tanto anche. Ieri è stato magico: il ritorno dei gruppi, l’organizzazione del tifo, l’atmosfera sono gli ingredienti fondamentali e perfetti per una gioia immensa, aldilà del risultato.

Vorrei ringraziare la tifoseria organizzata soprattutto per aver permesso ai ragazzi che hanno cantato durante la loro assenza, di aggiudicarsi il mini abbonamento, uscendo praticamente l’ultimo giorno di prelazione con il comunicato ufficiale. Grazie mille ragazzi e bravi tutti, Bek sarebbe fiero di voi.

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