Il Paese più felice del mondo? E’ la Finlandia. L’Italia è al 31° posto

In questo particolare momento pare impossibile che qualcuno abbia pensato alla classifica dei Paesi più felici al mondo nel 2022. L’annuale World happiness report, continua però il suo calcolo. In occasione del suo decimo anniversario, il report ha preso in esame tutti i fattori che contribuiscono ad aumentare la felicità e il grado di serenità e gioia nei vari Paesi nonostante tutto quello che sta succedendo.

Occorre però, per comprendere la classifica, analizzare i parametri presi in esame e ragionare sul concetto di felicità. Il significato della parola felicità è stato preso nella sua interezza pensando anche agli aspetti legati alla benevolenza e alla solidarietà nel mondo.

I ricercatori della Nazioni Unite hanno trovato infatti che le persone hanno aumentato le loro attività nel volontariato e contribuito maggiormente alla beneficenza.

Analizzando tutti i dati raccolti i ricercatori hanno incoronato, per il quinto anno consecutivo, la Finlandia come il paese più felice al mondo. Secondo posto per la Danimarca e terzo per l’Islanda. Quarto posto per la Svizzera e quinto per l’Olanda.

I fattori presi in esame: La presenza di un’aspettativa di vita sana; un ottimo Pil pro capite; ottimi dati riguardanti al sostegno sociale; bassa corruzione; ampia generosità della comunità; forte consapevolezza della propria libertà.

Le persone felici sono quelle persone  che si prendono cura l’una dell’altra, che possono immaginare il loro futuro e vivere appieno la loro vita in totale libertà e sicurezza.

A che punto della classifica si trova l’Italia? La cosa che non ci renderà affatto felici è sapere che il nostro Paese non si trova in tep ten.

L’Italia si trova ben al 31esimo posto, subito dopo l’Uruguay e prima del Kosovo. Chi è in posizioni peggiori? Ebbene sicuramente il Brasile che si trova in 38esima posizione, il Giappone che è alla 54esima. La Cina si trova al 72° e la Russia all’80°. L’Italia negli ultimi dieci anni, da quando esiste la classifica, non è mai riuscita ad arrivare in alto nella classifica.

I Paesi più felici del mondo, i primo 20 posti in classifica

1. Finlandia

2. Danimarca

3. Islanda

4. Svizzera

5. Paesi Bassi

6. Lussemburgo

7. Svezia

8. Norvegia

9. Israele

10. Nuova Zelanda

11. Austria

12. Australia

13. Irlanda

14. Germania

15. Canada

16. Stati Uniti

17. Regno Unito

18. Repubblica Ceca

19. Belgio

20. Francia

Fonte Meteo.it

Il 21 marzo è la Giornata internazionale delle Foreste istituita dall’Onu

Il 21 marzo è la Giornata internazionale delle Foreste istituita dall’ONU: in Italia serve lavorare al fine di tutelare la superficie forestale, aumentata in 10 anni di circa 587.000 ettari per complessivi 11 milioni di ettari, ma che a causa dell’incuria e dell’abbandono è spesso stata colpita da incendi e si è dimostrata molto vulnerabile al degrado. Un impegno che deve partire dall’educazione nelle scuole, motivo per cui Coldiretti Liguria, grazie all’iniziativa organizzata da Campagna Amica, Coldiretti Donne Impresa, Terranostra, Consulta florovivaistica Coldiretti e Fondazione Univerde, ha deciso di donare un albero alla scuola primaria Nazario Sauro di Genova, per sensibilizzare i bambini sull’importante tema di manutenzione e gestione del territorio valorizzando il lavoro di salvaguardia svolto dagli imprenditori agricoli. Per l’occasione è stato scelto un ulivo, albero rappresentativo della Liguria ma anche simbolo di pace con cui Coldiretti e i bambini hanno deciso di lanciare un messaggio di solidarietà e speranza al popolo ucraino colpito dal conflitto.

 La foresta domina ormai più di 1/3 della superficie nazionale con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza: un’opportunità può arrivare dall’aumento del prelievo del legname dai boschi con lo sviluppo di filiere sostenibili in grado di tutelare l’ambiente e creare occupazione se si considera che l’Italia importa dall’estero più dell’80% del legno necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento. A preoccupare è però anche la pesante crisi del frutteto italiano che nell’ultimo ventennio ha visto un crollo del 23% dello spazio e la sparizione di quasi una pianta da frutto su quattro, con un gravissimo danno economico e occupazionale ma anche ambientale per il ruolo che svolgono nella mitigazione del clima ripulendo l’aria dall’anidride carbonica e dalle sostanze inquinanti come le polveri PM10.

Il rock tagliente dei Cheap Wine sabato 26 marzo allo Spazio Teatro 89 di Milano

 Farà tappa allo Spazio Teatro 89 di Milano il tour dei Cheap Wine, band di culto della scena rock indipendente: sabato 26 marzo (inizio live ore 21.30, ingresso 10-13 euro), nell’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia 89 la formazione pesarese, composta da Marco Diamantini (chitarra, voce, armonica), Michele Diamantini (chitarra elettrica e acustica), Alan Giannini (batteria), Alessio Raffaelli (tastiere) e Andrea Giaro (basso), presenterà “Faces”, il suo ultimo album (il tredicesimo in totale), uscito nel 2019, con il quale ha scritto un altro importante capitolo del roots rock italiano d’ispirazione americana. 

Come i lavori precedenti, anche “Faces” è cantato interamente in inglese: le nove tracce dell’album, per lo più cupe, spigolose e taglienti, volgono lo sguardo, ancora una volta, verso chi si sente a disagio nel mondo contemporaneo, un mondo in cui tutti sembrano indossare una maschera facendo finta di essere ciò che non sono. “Faces” è dedicato «a chi non si adegua e va alla ricerca di nuovi orizzonti, emozioni tutte da scoprire, esplosioni di vita e sintonie inattese», afferma Marco Diamantini, il frontman della band. 

In attività dalla seconda metà degli Novanta, con centinaia di concerti in Italia e all’estero e tante canzoni trasmesse da numerose emittenti radiofoniche in Europa e negli Stati Uniti che hanno reso inossidabile la loro reputazione, i Cheap Wine hanno nella dimensione live il proprio punto di forza: sul palco, la band marchigiana riesce ad esprimere appieno tutta la potenza del suo sound, una sferzata di energia allo stato puro che si unisce a una padronanza tecnica straordinaria.

Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano.                                                                                                                                                                                                                                              Tel: 0240914901; info@spazioteatro89.orgwww.spazioteatro89.org

Inizio concerto: ore 21.30. 

Ingresso: 13 euro (biglietto intero), 10 euro (biglietto ridotto). 

Riduzioni e convenzioni: Under 25, Over 65, Arci, Feltrinelli, Socio Coop, TCI, IBS, Coop Degradi.

Napoli, successo nel weekend inaugurale per la mostra su van Gogh

Avvio positivo per la mostra “Van Gogh Multimedia e la Stanza Segreta” a Palazzo Fondi dedicata all’artista olandese. Quasi mille persone, nelle prime due giornate, hanno affollato le sale  dell’esposizione multimediale realizzata dalla società Navigare srl. Particolarmente apprezzata, dai giovani, la sezione con la visione in 3D, mentre per gli altri visitatori ha destato grande interesse la Stanza Segreta, dedicata a 12 opere originali provenienti da collezioni private, degli artisti del periodo Impressionista come Cormon, Gauguin, Cézanne, Toulouse-Lautrec, Monticelli, Bernard e Mauve.

Attrazione per gli under 40 le sofisticate tecnologie della VR Experience per la visione 3D delle opere attraverso un visore personale che consente ai visitatori ad un’osservazione tridimensionale con la tecnologia dell’Oculus VR360 QHD, usata come strumento per avvicinare un più ampio pubblico all’arte. Una modalità già largamente sperimentata con successo dagli organizzatori con altre esposizioni e che trova con i dipinti di van Gogh la massima resa, come spiega il promoter della società Salvatore Lacagnina:

L’uso della multimedialità e della riproduzione digitale offre grandi opportunità nel campo della fruizione dell’arte.  Inoltre, in particolare nel caso di van Gogh, la tecnologia di alta qualità consente di far risaltare l’uso del cromatismo che accende e rimanda a significati più profondi, più intensamente esistenziali, esattamente come nelle intenzioni dell’artista”.

 Van Gogh multimedia e La Stanza segreta

Luogo: Napoli, Palazzo Fondi (Via Medina, 24)

Date: 19 marzo – 26 giugno 2022

Sito: https://www.vangoghmultimediaexperience.it/

I biglietti si possono acquistare alla mostra o online: www.etes.it

Il super weekend dei caschi Bell al Gp del Bahrein

– Super weekend per Bell. I piloti protetti dai caschi del brand storico di proprietà dell’italiano Racing Force Group conquistano tutto il podio e quasi tutte le posizioni a punti del GP del Bahrein di Formula 1, le posizioni principali delle gare di Formula 2 e Formula 3 e – dal lato opposto della Terra – tutto il podio della gara texana dell’Indycar Series, il principale campionato monoposto degli Stati Uniti.

L’apertura non può essere che per Charles Leclerc e Carlos Sainz, che hanno messo la firma
sulla prima doppietta Ferrari dopo tre lunghi anni di attesa. Inoltre, il casco di Leclerc era
equipaggiato con la microcamera Driver’s Eye by ZeroNoise, sviluppata da Racing Force Group.

A completare il podio, il campione in carica Lewis Hamilton (Mercedes). Altri cinque piloti Bell a punti: l’altro uomo Mercedes George Russell, Kevin Magnussen (Haas), Esteban Ocon e Fernando Alonso (Alpine), Guanyu Zhou (Alfa Romeo).

Questa indimenticabile gara è stata seguita di persona dai 300 dipendenti dello stabilimento bahreinita di Bell, invitati in tribuna dall’azienda. Come antipasto, hanno potuto seguire e applaudire i primi due classificati della gara di Formula 2 (Théo Pourchaire e William Lawson) e gli occupanti del podio di Formula 3 Victor Martins, Arthur Leclerc (fratello di Charles) e Grégoire Saucy, tutti equipaggiati con casco Bell.

Il sigillo finale è poi arrivato dagli Stati Uniti, con il podio della gara Xpel365, secondo
appuntamento di Indycar Series: Josef Newgarden, Scott McLaughlin and Marcus Ericsson si sono presi le prime tre posizioni. Tutti e tre, alla fine, hanno sorriso dietro la visiera di un casco Bell.

“Vivo per te” Marian Georgiou in radio e in digitale

Da venerdì 18 marzo in radio il nuovo singolo italiano di Marian Georgiou “Vivo per te” (Maqueta Records/Artist First) disponibile in digitale.

L’affascinante artista greco-cipriota, che pochi anni fa raggiunse i vertici delle classifiche elleniche con una rivisitazione dance della canzone tradizionale “Ta Rialia” e poi con “November“, versione inglese della hit portata al successo in Italia da Giusy Ferreri, si cimenta ora con un brano crossover, destinato al mercato internazionale, di cui ha curato l’orchestrazione il violinista Alfred Shtuni.

“Vivo per te” è una romantica ballad  firmata da Marco Marinangeli, già autore di successi per Andrea BocelliIl VoloJosh GrobanIl Divo ed altri artisti internazionali. Marian Georgiou ha già nel suo repertorio collaborazioni con apprezzati autori italiani come Roberto CasalinoPietro Cremonesi e Francesco Boccia. La versione in lingua spagnola della canzone, in uscita nelle prossime settimane, è stata curata dall’autore e produttore messicano Manuel Herrera Maldonado, vincitore nel 2002 di un Grammy Award.

«Vivo per te” – racconta l’autore Marco Marinangeli –  è stata ispirata in un particolare momento della mia vita dal carattere dualistico dell’amore: tale da poter essere percepito così forte fino a considerare di vivere esclusivamente per la persona amata, ma anche così fragile per la consapevolezza di poter perdere quella stessa persona con estrema facilità per mille motivi diversi

Il video di “Vivo per te” diretto da Jim Georgosopoulos è stato girato nei giardini del Museo della Numismatica, nelle sale della fondazione “The Actor House” e sul palco principale del teatro dell’Associazione Filologia del Parnassos di Atene.

Marian Georgiou nata a Nicosia, Cipro, vive ad Atene in Grecia. Ha studiato musica al Conservatorio di Atene e si è laureata in giurisprudenza presso l’Università Nazionale di Atene. Ha frequentato lezioni di canto presso il Berklee College of Music, a Boston. Artista internazionale, canta in italiano greco inglese e spagnolo, è stata nominata per rappresentare Grecia e Cipro all’Eurovision Song Contest quattro volte.  Marian diviene nota al pubblico nel 2007 dopo l’uscita della sua versione da ballo di una canzone tradizionale cipriota, “Ta Rialia”. La cover della canzone è stata realizzata in collaborazione con Valentino, Christodoulos Siganos e Nikos Souliotis ed è stata rilasciata come cd-singolo da Minos-EMI/Universal restando nelle prime posizioni delle classifiche musicali in Grecia e nei Balcani per numerose settimane. In seguito a questo successo, Marian decide di sperimentare musicalmente anche in altri paesi oltre alla Grecia. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo singolo internazionale “November” con l’ etichetta discografica Interscope. La canzone è la cover inglese di ‘Novembre’, portata al successo in Italia da Giusy Ferreri. La musica è di Roberto Casalino. I testi in inglese sono di Vicky Gerothodorou. ‘November’ si è rivelata un successo in Italia, Svizzera, Francia e altri paesi europei. Un anno dopo Marian pubblica il suo primo cd-italiano “Abbracciami – Afto ine agapi” . La canzone “Abbracciami – Afto ine agapi”, distribuita da Universal Music Group, è  un grande successo che la introduce nel panorama musicale italiano con diverse collaborazioni. Marian ha collaborato anche con Pietro Cremonesi, noto a tutti per essere tra gli autori di “La solitudine”, successo di Laura Pausini, mentre per ‘Vero’, una canzone crossover, è presente il famoso tenore americano Josh Page, membro del gruppo ‘Forte Tenors’.

Il suo progetto successivo è la collaborazione con Francesco Boccia, il cantautore italiano che ha scritto il grande successo de Il Volo, “Grande amore”, tradotta in greco da Antonis Remos.  Marian e Francesco si esibiscono insieme per cantarla. La canzone è pubblicata da Universal Music Grecia, in due versioni, una in italiano e l’altra in italiano e greco. I testi italiani sono di Francesco Boccia e i testi greci di Vicky Gerothodorou, mentre la musica è del compositore greco Spiros Metaxas e Marian. Nel 2020 collabora con il tenore greco di fama internazionale Mario Frangoulis e Gigi D’Alessio nel brano ‘Mi ligiseis pote – La soluzione’ oltre che con l’artista greca Kalliopi Vetta e la soprano italiana Francesca Maionchi nel brano “Se non ritorni”. Entrambi i brani sono stati prodotti sulla base del suo progetto di musica, direzione artistica e produzione. Marian ha lavorato con il compositore greco di fama mondiale Mikis Theodorakis, di recente scomparso, eseguendo uno dei suoi grandi successi, in uno degli ultimi album celebrativi a lui dedicati, album che includeva la grande Milva, l’attrice greca Irene Papas, Melina Mercouri e altri grandi artisti del passato e del presente ed è rimasto a lungo ai primi posti nelle classifiche greche.

Attualmente Marian sta lavorando a vari progetti internazionali tra cui la colonna sonora e le canzoni per il nuovo film internazionale “74”, del regista cipriota Paul Lampis, con attori e cantanti di fama mondiale.

Parte “Baldi giovani in Tv” la trasmissione ideata da Samigo e Zetatielle, conduce Annalisa Baldi

“Baldi giovani in Tv” è un nuovo programma televisivo che rimette al centro il talento italiano, attraverso musica, libri, cinema, lifestyle, street art, con servizi e interviste esclusive. Un contenitore settimanale di 15 minuti, dinamico, vario, emozionale, rivolto a un target trasversale con un occhio di riguardo ai giovani.

Alla conduzione Annalisa Baldi, già finalista di XFACTOR, che ci porta alla scoperta delle realtà artistiche più interessanti e nuove del nostro Bel Paese, al grido di quello che si preannuncia un nuovo tormentone: “Stai Tiun!”.

Tante le rubriche: dall’”Intervista” in esclusiva dei personaggi più originali del panorama italiano, a “33 GIRI di ricordi” presentata da Lele Boccardo alla ri-scoperta dei grandi successi della storia della musica, a “Libri on the road” che ogni settimana presenta un nuovo libro e il suo autore, a “Arte, tutto quello che avresti voluto sapere, ma che non hai mai osato chiedere” di Monica Col, poi “Oroscoperò” lo speciale Oroscopo dell’amore condotto da La Castrologa con i suoi inseparabili strumenti di lavoro (il gatto nero e lo shaker) e ancora cinema, teatro, musei, fashion.

Il direttore artistico è lo scrittore e autore Igor Nogarotto, la responsabile editoriale la giornalista Tina Rossi, l’editing e il montaggio sono a cura di Iso Produzioni.

Il format va in onda tutti i martedì alle 14,35 sul circuito nazionale SUPERSIX (oltre 20 emittenti disseminate per tutto lo stivale), il mercoledì alle 20,10 su Euro Tv, il giovedì alle 17 su Iunior Tv; è visibile anche su tutte le nuove piattaforme, dalle APP dei canali, alla HbbTV. Per la prima programmazione sono previste 12 puntate, fino al termine di giugno, per poi ripartire a settembre con la nuova edizione.

Baldi giovani in Tv è realizzato da Samigo Press e Zetatielle Magazine in collaborazione con Germanelli e Radio L’Olgiata.

Info, candidature di progettisamigo@samigo.com – tina.rossi@zetatielle.com – 3775342000

I punti a Venezia servono come l’aria quando si è in ascensore con Adinolfi dopo un all-you-can-eat Indiano

Paul D. Genovese

Domenica mattina, Piazza delle Vigne di Genova. Il vostro Paul entra nel bar della piazza per prendere un caffè e far decollare la giornata. Entro, consumo, pago. Esco, e il piede sinistro non solo decide di mettersi di traverso come Mastella durante la crisi di governo del 2008 ma, giusto per non farmi mai mancare nulla, il tutto viene condito come un sonoro “CRACK”.
Bene: nella mia testa la seconda cosa a cui ho pensato (la prima è stata qualche scambio di vedute con l’altissimo) è stata “Beh almeno speriamo che il Doria vinca”.
Questo è stato il mood della settimana: “Speriamo che il Doria vinca”. Perchè è stata una settimana lunga, lunghissima, dove tutti i blucerchiati del mondo continuavano a guardare il calendario e a ripetersi “E’ ancora Martedì”. Non ci son state coppe o serie TV che tengano: la nostra mente era già al match contro il Venezia, tesi come Sbirulino che affronta Connor McGregor in un incontro di MMA.

Dopo un’estenuante attesa arriva il weekend e la tensione sale: i cugini vincono contro un remissivo Torino (ora sembrano gli eroi del Camp Nou, ma è la seconda vittoria del campionato, così, per dare due statistiche obiettive), e la classifica si complica ulteriormente per i Marinai.

I punti a Venezia servono come l’aria quando si è in ascensore con Adinolfi dopo un all-you-can-eat Indiano, e la lotta per la salvezza si fa sempre più serrata.
Da genova partono in tanti, tantissimi, alla volta di Venezia, e colorano di tinte blucerchiate come in un film Felliniano i battelli che portano allo Stadio Pier Luigi Penzo. Un sentito grazie a tutti i tifosi in trasferta, a nome mio e di tutti penso, per aver regalato questa meraviglia a tutti noi.

Detto questo, la partita non è stato uno spettacolo, diciamocelo chiaro. E’ stata sicuramente una partita tosta e giocata su ogni pallone (c’è chi dice che il Venezia si sia “scansato”, ma secondo me è solo un effetto collaterale della pasta di Fissan), fisica e nervosa come la pacatissima reazione di Zanetti all’espulsione di Henry dove, dopo averlo preso per la maglietta con la bava alla bocca, penso che gli abbia detto qualcosa del tipo “Il pane LO PORTO IO”.

Giampaolo si presenta a Venezia con una formazione atipica, differente dal solito 4-3-1-2 che ha fatto mugugnare tutti i Sampdoriani del mondo, e si schiera con un 4-3-2-1 ad “albero di Natale”, distaccandosi dal dogma imprescindibile delle 2 punte, mettendo alle spalle di Caputo il buon Sensi e il trequartista più forte del mondo: Zinedine Sabiri. Si perchè, si scrive Sabiri, ma si legge Zidane.

Sabiri (o Zizou, qual dir si voglia) è attore protagonista della prestazione dei blucerchiati. In occasione del primo gol la squadra di Zanetti prova a costruire dal basso passando il pallone al terzo portiere della formazione Lagunare (Mäenpää) che, anzichè passarla, ha un attacco di labirintite piuttosto importante, sul quale il nostro Abdelhamid non si lascia intenerire. Pressing, palla rubata e Ciccio Caputo (reduce da un intervista bellissima su Cronache di Spogliatioio, che vi consiglio) la insacca esplodendo di gioia per questo benedetto gol che stentava ad arrivare.

I Lagunari non si danno per vinti e si scagliano nell’area avversaria con foga e anche con un filo confusione, senza mai riuscire ad impensierire l’ex della partita Audero (che fa rifiatare il portiere più forte del mondo, Wladimiro “Manuel Neuer” Falcone), complice un Bereszinsky in stato di grazia e una difesa che ha capito che quando l’avversario ha la palla bisogna provare a levargliela.

Al 38esimo del primo tempo il secondo squillo della Samp: sempre Zinedine Sabiri pesca Sensi in area che scarica verso Mäenpää un pallone velenoso (ma nemmeno tanto, tipo una puntura di Ape abbastanza brutta ma nulla di grave), che viene respinto in quanto il portiere non è mani-munito, e insaccato da Caputo.
Da li in poi la partita è riassumibile in una parola: “Stincate”.
Tanta corsa, tantissima, e molta foga, ma pochi altri episodi da li alla fine. Gli ultimi 5 minuti son durati circa 18 ore, ma finalmente la Samp porta a casa i 3 punti che tanto aspettava e mette un pò di “Fieno in Cascina” per allontarsi dalle sabbie mobili delle ultime posizioni. Non siamo sicuramente salvi ma siamo vivi e sani come in uno spot dell’olio Cuore, e non sia mai che Giampaolo abbia trovato la chiave di volta decisiva per questa formazione, orfana di punte fresche e capaci di dare profondità e intensità (abbiamo si Supryaga, ma meschinetto ha ben altro a cui pensare, dato che tutta la sua famiglia vive a Kiev… il mio abbraccio virtuale va a lui).

Ora testa a Roma, con lo stadio pieno (a capienza massima dopo 2 anni), il cuore in gola e lo stomaco pieno di luppolo. Non vedo già l’ora che sia il 3 aprile.

Albenga città del vino, le aziende della Piana risorsa fondamentale per l’economia

La viticoltura ad Albenga si è consolidata nei secoli, introdotta e diffusa da marinai e commercianti che a partire dall’alto medioevo hanno portato da altri paesi la filosofia e le coltivazioni, lentamente adattatasi.

Il tempo ha permesso di migliorare le tecniche di coltivazione, le particolari condizioni climatiche della Piana di Albenga, una fascia di terra collinare affacciata sul Mediterraneo e protetta dalle Alpi, hanno permesso di esaltare nei vini del territorio, freschezza e sapidità.

Diverse iniziative sono state avviate nel comprensorio ingauno volte a promuovere l’autoctono come vino di territorio, legato da un rapporto di identità-tipicità. Un tema che oggi si collega al più vasto tema della biodiversità e che da anni è anche fattore di sviluppo per l’enoturismo. L’enoviaggiatore infatti è attratto dal vitigno autoctono perché richiama un luogo specifico e conferisce alla esperienza di viaggio un motivo forte di richiamo e interesse. In questi anni si è potuto avvertire il desiderio di molti viticoltori di essere nuovamente presenti per raccontare in diretta i loro vini, ma anche l’entusiasmo degli enoappassionati e degli operatori del settore nel tornare a degustare. Tra i turisti è emersa una positiva sensazione sulla vitalità del vino locale. Un segnale sicuramente positivo che fa ben sperare anche per il futuro.

Oggi Albenga è riconosciuta come città del vino e PigatoRossese e Vermentino (anche Superiore e Passito) sono l’ eccellenza dell’enologia ingauna, rappresentata da 8 cantine che ne sono promotrici:  Anfossi, Bio Vio, Cantine Calleri, Cascina Feipu, Dario Enrico, La Vecchia Cantina, Torre Pernice e Sommariva.

Al Teatro Sacco di Savona arriva «Shocking Elsa» per la rassegna «Il Sacco si tinge di rosa»

Al Teatro Sacco di Savona arriva domenica 27 marzo alle 18 «Shocking Elsa» per la rassegna «Il Sacco si tinge di rosa» ideazione di Maria Eugenia D’Aquino, Alberto Oliva, Ilaria Arosio; drammaturgia Livia Castiglioni; regia Alberto Oliva con Maria Eugenia D’Aquino; voce off Riccardo Magherini; disegno luci Fulvio Michelazzi;  visual designer Filippo Rossi, Selene Sanua, Christian Bona – Galattico Studio; musiche originali “Ho creato vestiti con le stelle” Maurizio Pisati;  costumi e accessori ideati da Angelica Megna, Adriana Cappellari e Gaia dell’Elba, IAAD Istituto di Arte Applicata e Design, corso di Storia del Costume e della Moda di Francesca Interlenghi realizzati da Cristina Ongania e Mirella Salvischiani; parrucca e acconciatura Paride Parrucche Milano; costruzioni Eliel Ferreira; assistente alla regia Fabrizio Kofler per  la produzione PACTA . dei Teatri.

Un’artista straordinaria della moda italiana, Elsa Schiaparelli. Un modello di donna indipendente, intraprendente, capace di sfidare il sistema in nome della sua creatività e delle sue intuizioni rivoluzionarie. La rivalità con Coco Chanel, la difficoltà di affermarsi in terra straniera, gli anni di resistenza durante la guerra: tutti questi episodi fanno della vita di Elsa un filtro per guardare il presente e trovare un punto di vista che suggerisce sempre una via d’uscita, un’occasione di rinascita. In scena Schiap, come amava farsi chiamare, col suo fare ironico e sferzante, apostrofa divertita l’invisibile presentatore di un improbabile quiz. Un set televisivo allestito per lei sola, unica concorrente in gara alle porte dell’aldilà, un passo prima dell’oblio dell’incoscienza. Per rispondere al quiz è costretta a indagare sé stessa e a non trascurare nessuna punta aguzza, anche quelle che graffiano e fanno male. È stata tante cose in vita: stilista, amante, inventrice, madre, ribelle, immigrata. Ma in quest’ultimo confronto, cosa scoprirà? Tra Parigi, Roma, Svizzera e Stati Uniti un viaggio rosa shocking, come il colore inventato da Schiap.

Per rispettare la normativa vigente sulla sicurezza anche in materia di emergenza sanitaria da Covid – 19, il Teatro ha una disponibilità di posti a sedere limitata. La visione dello spettacolo sarà consentita soltanto su prenotazione del posto e presentazione del green pass. INFO E PRENOTAZIONI  TEL: 331.77.39.633  EMAIL: info@teatrosacco.com

«Testa di Rapa», nel pomeriggio la presentazione a Varazze

Dopo l’impegno a favore dell’Ospedale di Albenga con la marcia affollatissima dello scorso 11 marzo e la riuscita manifestazione in concomitanza con la Milano-Sanremo, l’albenganese Gino Rapa torna a rivestire i panni del vecchio insegnante di latino e greco. Lunedì 21 sarà infatti alla Biblioteca civica “Eugenio Montale”di Varazze per la presentazione del suo libro TESTA DI RAPA.

L’appuntamento è fissato per le ore 17 e rientra nella rassegna dei Lunedì letterari. L’incontro sarà introdotto dall’assessore comunale Mariangela Calcagno e dal professor Tiziano Franzi. L’ingresso sarà libero, nel rispetto della normativa vigente antiCovid-19, e con l’obbligo delle mascherine di tipo FFP2. TESTA DI RAPA, edizioni Delfino Moro, è stato uno dei libri di maggior successo nel periodo natalizio, rimanendo per diverse settimane in testa alle classifiche di vendita.

Con la prefazione di Fiorella Mannoia,  è un viaggio piacevole e divertente attraverso la lingua italiana, che spesso parliamo, ma non sempre conosciamo. L’autore intratterrà il pubblico con curiosità linguistiche, aneddoti, etimologie e dimostrerà come il linguaggio moderno debba molto al latino e al greco, erroneamente ritenute lingue morte. Per ogni copia del libro (costo euro 16,00) verrà versato un contributo al TIN, reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ Ospedale Pediatrico Gaslini.

Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic LA DOMANDA DI OGGI è: Perché fare se non ne hai voglia?

Può capitare di non sentirsi super attivi, ma non si riesce a rallentare o concedersi il tempo di fermarsi o di non fare, perché si pensa venga connotato negativamente.

Invece le pause servono per ristorarsi, e solitamente la voglia di non fare è un segnale che la persona ha bisogno di uno stop, un semplice stop.

Probabilmente non proprio si sta seguendo la linea dei propri interessi; forse per eccessivo zelo si stanno ricoprendo ruoli non propri, magari solo per essere visti. Il fare allora diviene solo un modo per esserci per gli altri; interiormente c’è qualcosa che si ribella e reclama l’esserci per sé.

Potrebbe essere opportuno focalizzarsi su che cosa veramente piace, riuscire ad esprimere almeno un desiderio, un obiettivo per i mesi che arriveranno.

Non vi sentite in diritto di dire che cosa vi piace perché non ve lo hanno insegnato? Scrivetelo come una sorta di segreto, custoditelo gelosamente, ma intanto cercate di capire dove avete imparato a non ritagliare tempo ed energie per voi stessi. Allontanatevi per un momento da questa apparente svogliatezza, che vi fa sentire di poco valore. Se non riuscite a dire che cosa vi piace, forse non siete riusciti a sviluppare il vostro mondo, perché non vi hanno insegnato a prendervi cura di voi stessi.

Pensatevi come una piantina che per crescere deve essere accudita, tutelata e ricevere il giusto nutrimento, solo così cresce anche la voglia di fare. Se no diventa tutto faticoso, complicato e confuso.

Talvolta capita di non sentirsi liberi di gestire il proprio tempo, di essere quasi incapaci di farlo, e di guardarsi attorno e di percepire tutti gli altri capacissimi, spegnendo ogni fiammella di energia personale. Cercate di scollegarvi dagli altri e di restare concentrati su voi stessi; scoprirete aspetti di voi quasi sconosciuti. E da quegli aspetti verrà fuori energia nuova e vitalità, concedendosi tempo.

Imparate a dire di no, eviterete di disperdere le vostre energie. Il non aver voglia sarà il segnale di allarme che non ci siete tanto riusciti, e quindi il vostro corpo si è scaricato e di manda il segnale di non riuscire ad andare avanti. Imparate ad ascoltarvi e a sentirvi competenti quando si accendono le spie di allerta. Le spie accese vi avvertono che bisogna rallentare, il non avere voglia può rientrare in quella categoria mentale.

Il non avere voglia è anche collegato a non essersi ritagliati un adeguato spazio vitale nella vita quotidiana: sentite di non averne voglia e vi sentite subito in colpa! In realtà, non avete più spazio per vivere voi stessi, manca la possibilità di esprimervi. Provate ad attuare una sana ribellione recuperando tempo per voi, facendo attività che avete smesso perché non sembravano utili.

Il non avere voglia sarà allora uno stimolo adeguato per cambiare rotta, per non fare, per guardarsi, per ricevere finalmente amore sano.

 

Alla prossima puntata, se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it

Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta