E anche oggi, vinciamo domani

Di Paul D. Genovese

Buon anima di mio nonno diceva “poche idee e ben confuse”.

Direi che questo è il riassunto perfetto per la prestazione della Samp in quel di Udine. Il riassunto esce solo oggi perchè ho dovuto prendermi un paio di giorni per digerire il gol di Udogie, e i litri di amaro che ne sono conseguiti per dimenticare. Perchè va bene prendere gol da Cristiano Ronaldo, va bene prenderlo da Vlahovic ma, non me ne voglia, da UDOGIE fa male come una lettera dell’Agenzia delle Entrate la mattina di Natale.

Ma che è successo?
Giochiamo di fantasia: è il vostro compleanno e vi presentate alla vostra festa e ci sono tutti: fidanzata, amici, persino il vicino di casa che vi saluta e non sa come vi chiamate… Tutti.
Bene, dopo 13 minuti l’amico sbronzo di turno vi ha macchiato la camicia nuova di pacca e la fidanzata sta limonando con il vicino di casa. Questa è stato più o meno quello che è successo nel match contro l’Udinese.

Dopo 13 minuti la formazione friulana non solo era in vantaggio, ma era in vantaggio di ben due gol, con il Tucuman Pereyra e Deulofeu che sembravano rispettivamente Kevin De Bruyne e Messi.
Dopo un minuto la reazione della Samp, con il samurai Yoshida in veste di playmaker che pesca Caputo, un mezzo dribbling (nemmeno troppo emozionante), tiro e gol. Taci che la riapriamo.
Si… Credici.
Da li in poi una partita noiosa come una cirulla al dopolavoro ferroviario ma con lo stesso quantitativo di bestemmie.

Ahimè nulla ha funzionato: difesa lenta come la panissa (l’unica cosa giusta che ha fatto Murru è stato prendere un giallo e farsi squalificare), centro campo confuso e orfano del “Mastino di Oslo” Morten Thorsby, e attacco che ha avuto una mezza giornata di ferie, dato che i palloni giocabili sono stati meno dei punti dei cugini.

Anche questa giornata è assolutamente da dimenticare, e molti tifosi rispolverano dal cassetto le foto di San Ranieri da Leicester con slogan più o meno demodè come “quando c’era lui i punti arrivavano in orario”.
Ma non c’è molto da stupirsi: Giampaolo ha sempre alternato partite tatticamente molto buone, a blackout ancestrali degni di una serata in riviera dopo 13 Gin Tonic.

Insomma: bene ma non benissimo. Aspettiamo tempi (e risultati) migliori, e chissà che nell’uovo di pasqua non possiamo trovare qualche sorpresa che porti un po’ di entusiasmo, perché ora come ora tra tifosi e giocatori sembra di essere ad un concerto dei Tokyo Hotel.