Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento Veneziano, la mostra a Milano

Palazzo Reale apre il 2022 con una grande mostra dedicata all’immagine della donna nel Cinquecento nella pittura del grande maestro Tiziano e dei suoi celebri contemporanei quali Giorgione, Lotto, Palma il Vecchio, Veronese e Tintoretto.

La mostra, aperta dal 23 febbraio al 5 giugno 2022, è promossa e prodotta da Comune di Milano–Cultura, Palazzo Reale e Skira editore, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna. La Fondazione Bracco è Main Partner dell’esposizione, mentre il Corriere della Sera è il Media Partner. VeraLab è Social Media Partner. L’allestimento e la grafica sono progettati da Pierluigi Cerri Studio.

La mostra è curata da Sylvia Ferino, già direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico internazionale composto da noti studiosi del settore, quali Anna Bellavitis, Jane Bridgeman, Enrico Maria Dal Pozzolo, Wencke Deiters, Francesca Del Torre, Charles Hope, Amedeo Quondam. Il libro
che accompagna la mostra è pubblicato da Skira in tre edizioni, italiana, tedesca e
inglese.

Oltre un centinaio le opere esposte di cui 47 dipinti, 16 di Tiziano, molti dei quali in prestito dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, cui si aggiungono sculture, oggetti di arte applicata come gioielli, una creazione omaggio di Roberto Capucci a Isabella d’Este (1994), libri e grafica.

“L’esposizione – afferma la curatrice – aspira a riflettere sul ruolo dominante della
donna nella pittura veneziana del XVI secolo, che non ha eguali nella storia
della Repubblica o di altre aree della cultura europea del periodo. A partire dal volume di Rona Goffen Titian’s Women, pubblicato nel 1997, sono innumerevoli gli studi che si sono concentrati sull’universo femminile nel Rinascimento veneziano. Questa indagine non è tuttavia mai stata posta al centro di una mostra. La struttura portante dell’esposizione affronta dunque un argomento eternamente valido ma anche completamente nuovo, presentando l’immagine femminile attraverso tutto l’ampio spettro delle tematiche possibili e nel contempo mettendo a confronto gli approcci artistici individuali tra Tiziano e gli altri pittori del tempo”.

Partendo dal tema del ritratto realistico di donne appartenenti a diverse classi sociali, passando a quello fortemente idealizzato delle così dette “belle veneziane” si incontrano via via celebri eroine e sante, fino ad arrivare alle divinità del mito e alle allegorie.

Inclusi nella mostra anche i ritratti e gli scritti di famosi poeti che cantarono l’amore
ed equipararono la ricerca del bello all’esaltazione della donna e della bellezza femminile,
come anche ritratti delle donne scrittrici, nobildonne, cittadine e anche cortigiane.

Sono analizzati anche l’abbigliamento e le acconciature femminili sfoggiate nei ritratti, sia reali che ideali, esaminando la moda contemporanea con la sua predilezione per tessuti sontuosi, perle e costosi gioielli.

Le undici sezioni della mostra
I. Premessa
II. Ritratti
III. Le “Belle veneziane”
IV. “Apri il cuore”
V. Coppie
VI. Eroine e sante
VII. Letterati, polemisti, scrittori d’arte
VIII. Donne erudite. Scrittrici, poetesse, cortigiane
IX. Venere e gli amori degli dei
X. Allegorie
XI. Oltre il mito

A Venezia nel Cinquecento l’immagine della donna assume un ruolo unico e una importanza quale non si era mai vista prima nella storia della pittura. Da un lato vi è la presenza di Tiziano, con il suo interesse per la raffigurazione della donna nella sua tenera carnalità e sofisticata eleganza, e dall’altro il particolare status di cui le donne godevano nella società veneziana. Le spose veneziane esercitavano infatti diritti non comuni, quali il continuare a disporre della propria dote e il poterla distribuire tra i figli, dopo la morte del marito. Le donne non potevano partecipare alla vita politica o finanziaria, ma rivestivano certamente un ruolo importante nella presentazione dell’immagine legata al cerimoniale pubblico della sontuosa e potente Repubblica.

Contemporaneamente, si assiste a un grande incremento della letteratura sulla donna, con il rinnovato entusiasmo per il Canzoniere di Petrarca, per l’Arcadia di Jacopo Sannazzaro, per l’Orlando furioso di Ariosto da parte di importanti letterati come Pietro Aretino, Pietro Bembo, Giovanni Della Casa, Sperone Speroni e Baldassarre Castiglione.

Nei loro scritti, letterati e poeti si concentrano sempre di più sulle donne e sul loro ruolo di vitale importanza per la famiglia e per la continuità del genere umano. Un altro fattore importante è la solida fiducia nel potere dell’amore, a cui vengono attribuiti i meriti di rafforzare il matrimonio e garantire figli di bell’aspetto, intelligenti e felici. Così, l’aspetto
di una donna amata e desiderata inizia ad acquisire sempre maggiore importanza.

Una forte componente erotica nella pittura dell’epoca diventa soggetto per i poeti, in una
sorta di accesa competizione tra pittura e poesia, vinta dalla pittura per l’immediatezza e
il fascino delle immagini proposte.

Questa concentrata attenzione sulla donna probabilmente alzava la loro autostima e
ispirava le più erudite a partecipare con loro scritti alle discussioni di genere nella
famosa “querelle des femmes” che costituisce il più importante movimento
“proto-femminista” prima della rivoluzione francese. Donne come Moderata
Fonte con il suo sorprendentemente moderno dialogo Il merito delle donne, e poi
Lucrezia Marinelli con il suo discorso su La nobiltà et l’eccellenza delle donne
mettono in questione la superiorità dell’uomo.

A Venezia è nell’arte figurativa che il tema si impone, grazie alla figura magistrale di Tiziano, che pone la figura femminile al centro del suo mondo creativo. Grazia, dolcezza, potere di seduzione, eleganza innata sono le componenti fondamentali delle immagini femminili della Scuola Veneta, che vede in Tiziano il protagonista indiscusso, grazie a lui lo scenario artistico dell’epoca muta completamente. Per Tiziano la bellezza artistica corrisponde a quella femminile: meno interessato al canone della bellezza esteriore rispetto alla personalità di una donna e alla femminilità in quanto tale, riesce a non sminuirne mai la dignità, indipendentemente dal contesto, dalla narrazione o dalla rappresentazione.

Le “belle veneziane” sono donne reali o presunte tali, ritratte a mezza figura e fortemente idealizzate. Grazie allo studio approfondito di testi fondamentali come ultimamente L’arte de’ cenni di Giovanni Bonifacio (1616), una sorta di enciclopedia dei gesti, queste donne non vengono più considerate come cortigiane ma come spose.

Con vesti spesso scollate, dove il mostrare il seno non è simbolo di spregiudicatezza sessuale, ma, al contrario, sta a significare l’apertura del cuore, un atteggiamento di
sincerità e verità, atto consensuale della donna verso lo sposo per suggellare le nozze.
Queste opere sostituiscono i ritratti reali di donne delle classi patrizie o borghesi,
avversati dal sistema oligarchico di governo che rifiutava il culto della personalità
individuale. Quando Tiziano ritrae donne reali si tratta di figure non veneziane, come
Isabella d’Este, marchesa di Mantova, o sua figlia Eleonora Gonzaga, duchessa di Urbino.
Le cortigiane erano spesso anche colte ed alcune di loro diventarono famose per i loro
scritti, come per esempio Veronica Franco, che in una lettera ringrazia persino Tintoretto
per averla ritratta. Tuttavia sino ad oggi esistono pochissimi ritratti identificabili con
sicurezza con cortigiane individuali in dipinti a olio.

Ci sono poi le eroine come Lucrezia, Giuditta o Susanna che rappresentano l’onore, la
castità, il coraggio e il sacrificio o Maria Maddalena nella sua fase spirituale di penitenza.
E infine le figure mitologiche come Venere che nasce dal mare come Venezia e personifica la città. In tutte le donne dipinte Tiziano celebra le loro molteplici e diversificate qualità. Agli occhi di chi le guarda appaiono tutte come fortissime personalità, come divinità.

Tra i dipinti più importanti di Tiziano segnaliamo: Ritratto di Eleonora Gonzaga della Rovere (1537 circa) da Firenze, Gallerie degli Uffizi; Madonna col Bambino (1510-1511), Isabella d’Este in nero (1534-1536 circa), Venere, Marte e Amore (1550 circa) Danae (post 1554), Ritratto di donna (tradizionalmente identificata con Lavinia) (1565 circa), Lucrezia e suo marito (1515 circa) da Vienna, Kunsthistorisches Museum; Giovane donna con cappello piumato (1534-1536) da San Pietroburgo Ermitage; Ritratto di giovinetta (1545 circa) da Napoli, Museo di Capodimonte; Allegoria della Sapienza (1560 circa) da Venezia, Biblioteca Marciana. Di Giorgione: “Laura” (1506), da Vienna, Kunsthistorisches Museum. Di Lotto: Giuditta (1512), da Roma, BNL Gruppo BNP Paribas. Di Tintoretto: La tentazione di Adamo ed Eva (1550-1553 circa), da Venezia, Gallerie dell’Accademia, che apre la mostra insieme
alla Madonna col Bambino di Tiziano a rappresentare Eva e Maria Vergine, le due emblematiche figure femminili del Vecchio e Nuovo Testamento; Ritratto di donna in
rosso (1555 circa) e Susanna e i vecchioni (1555-1556), da Vienna, Kunsthistorisches
Museum; Leda e il cigno (1550-1560) da Firenze, Gallerie degli Uffizi. Di Palma il
Vecchio: i due magnifici dipinti Giovane donna in abito blu e Giovane donna in abito
verde (post 1514) e Ninfe al bagno (1525-1528) dal Kunsthistorisches Musem. Di
Veronese: Lucrezia (1580-1583 circa), Giuditta (1580 circa), Venere e Adone (1586
circa) dal Kunsthistorisches Museum e Il ratto di Europa (1578 circa), da Venezia,
Palazzo Ducale.

Altri dipinti di grande forza espressiva di Paris Bordon, Giovanni Cariani, Bernardino
Licinio, Giovan Battista Moroni, Palma il Giovane, Alessandro Bonvicino detto il
Moretto completano e arricchiscono questo affascinante itinerario nella pittura di
soggetto femminile della Venezia cinquecentesca.

 

Biglietteria Vivaticket
Audioguide Start
Visite guidate gruppi e scuole ADMaiora
Aster
Narciso d’Autore

Percorso didattico scuole Sezione Didattica Palazzo Reale – Area Servizi Scolastici ed Educativi -Comune di Milano

Date della mostra 23 febbraio > 5 giugno 2022
Orari Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 – 19.30

Giovedì 10.00 – 22.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Lunedì chiuso
Aperture straordinarie:
Lunedì 18 aprile / 10.00 – 19.30
Lunedì 25 aprile / 10.00 – 19.30

Biglietti (audioguida inclusa) Intero € 14,00

Biglietto Open € 16,00 Data aperta fino a due settimane prima della chiusura
(valido a partire dal giorno successivo alla data di acquisto)
Ridotto € 12,00 Visitatori dai 6 ai 26 anni, over 65, portatori di handicap, gruppi
(minimo 15 massimo 25 persone) e convenzioni
Ridotto € 10,00 Possessori Abbonamento Musei Lombardia, Soci Orticola,
visitatori in occasione di Art Week gioved’ 31 marzo dalle ore 18.30 alle 22.30
Ridotto speciale € 6,00 Scuole, giornalisti con tesserino ODG con bollino
dell’anno in corso non accreditati dall’ufficio stampa e altre categorie
convenzionate
Biglietto Famiglia 1 o 2 adulti € 10,00/ ragazzi dai 6 ai 14 anni € 6,00
Gratuito minori di 6 anni, guide turistiche abilitate con tesserino di
riconoscimento, tesserati ICOM, giornalisti accreditati dall’Ufficio Stampa e
altre categorie convenzionate, possessori Vip Card MiArt nella sola giornata di
sabato 2 aprile

Diritti di prevendita € 2,00 per singoli e gruppi adulti

€ 1,00 scuole
Infoline e prevendite tel. 02 92 800 822

Prenotazioni gruppi, scuole,
e visite guidate

tel. 02 92 800 822

Prenotazione Percorso didattico
scuole

Sezione Didattica Palazzo Reale
tel. 02 884.48046/7 – fax 02 884.48048;
ed.scuolepalazzoreale@comune.milano.it

Informazioni online e social www.palazzorealemilano.it
www.tizianomilano.it
facebook.com/palazzorealemilano/
facebook.com/MostreSkira/
#tizianomilano

La festa del Papà si festeggia sulle Alpi Marittime

La cooperativa Montagne del Mare in collaborazione con Cuneo Alps Experience per la Festa del Papà propone un soggiorno in Valle Gesso con visite a strutture che regalano grandi emozioni, ideali da vivere in famiglia.

Nel week-end del 19 marzo si visita la centrale idroelettrica più grande d’Italia, entrando nella montagna del Monte Ray che ospita le turbine alimentate dalla diga del Chiotas che si trova più 1000 metri più in alto. Ci si sposta poi a Valdieri e dopo aver calcato i passi dei primi abitanti della valle Gesso, visitando la necropoli protostorica, alle famiglie aspetta l’emozione di dormire all’interno delle graziose “tende di legno” del Parco archeologico. La domenica storie, racconti sul predatore e, infine, l’osservazione del lupo a Entracque: un’immersione nel mondo di quello che è considerato uno tra i selvatici più affascinanti del Regno animale.

  • Sabato 19 marzo
    ore 14.00, visita guidata della Centrale idroelettrica “Luigi Einaudi” Enel Green Power di Entracque;
    ore 16.30, accoglienza presso il parco archeologico di Valdieri e soggiorno in un’atmosfera unica in Valle Gesso.
  • Domenica 20 marzo
    ore 9.00, prima colazione;
    ore 10.00, visita guidata dell’Area Archeologica;
    ore 12.00, visita del Museo “Uomini e lupi” di Entracque, sezione Casermette (strada Provinciale per San Giacomo 3);
    ore 15.30, visita del Museo “Uomini e Lupi” di Entracque, sezione Centro Visita (piazza Giustizia e Libertà, 3).

Costo del pacchetto:
70,00 €, papà e figlio;
25,00 €, supplemento secondo figlio;
30,00 €, supplemento coniuge.

Attrezzatura e materiale:
– sacco a pelo e abbigliamento termico per le basse temperature;
– giacca a vento;
– scarpe comode e calde con suola antiscivolo.

Prenotazione: (clicca qui!) entro le ore 17 di domenica 13 marzo.

Per informazioni: IAT di Entracque 0171.978616 – centrovisita@centrouominielupi.it

fonte https://www.areeprotettealpimarittime.it/

A Cervo in blu d’inchiostro 2022 in arrivo anche Carlo Lucarelli

Il 2022 degli eventi a Cervo si apre con il ritorno di Cervo in blu d’inchiostro, l’appuntamento che da dieci anni guarda alla letteratura contemporanea italiana e coinvolge i suoi grandi protagonisti. Sei incontri dalla primavera all’autunno all’Oratorio di Santa Caterina, nel cuore di un borgo che sempre più guarda alla cultura come motore di sviluppo. 

Cervo in blu d’inchiostro, ideato dalla prof.ssa Francesca Rotta Gentile, nasceva dieci anni fa, nel 2012, con il nome di “Sabati in blu”. Nel tempo la rassegna, forte della programmazione culturale di prestigio e della sinergia tra il Comune di Cervo e le tante realtà associative attive sul territorio, ha raggiunto una platea sempre più vasta, consolidando i rapporti con le principali realtà editoriali italiane. Non a caso, l’edizione 2022 sarà caratterizzata dalla collaborazione con il Premio Campiello, una novità che arricchisce l’offerta  culturale del borgo, già noto per il legame con la Fondazione Bellonci che organizza il Premio Strega. «Il Premio Campiello è felice di poter partecipare nuovamente a Cervo in blu d’inchiostro – sono le parole della Fondazione – una bellissima iniziativa che riscuote sempre un gran successo di pubblico, con la quale abbiamo inaugurato quattro anni fa un gemellaggio culturale che ci fa davvero piacere poter riprendere».

Da dieci anni Cervo in blu d’inchiostro promuove la diffusione della letteratura contemporanea stimolando la passione per la  lettura – Cervo vanta da tempo il titolo di Città che legge – e offrendo opportunità di dialogo diretto con gli scrittori. Rappresenta inoltre, anche grazie alla significativa collaborazione con il mondo scolastico, un’esperienza di formazione per gli insegnanti e un innovativo percorso di crescita per gli allievi.

Nel 2022 la rassegna cresce e si consolida, inserendosi nel progetto Lento – Cervo borgo di cultura sostenibile, un ambizioso piano di valorizzazione culturale del Borgo esito della vittoria del bando In Luce di Fondazione Compagnia di San Paolo, al quale il Comune di Cervo partecipa insieme a Proloco Progetto Cervo e alla cooperativa di Comunità Pollaio Aperto. 

Cinque gli appuntamenti primaverili di Cervo in blu d’inchiostro 2022, uno quello “off”, nel segno della cultura, del territorio e della sostenibilità. Il ciclo si aprirà sabato 5 marzo con un incontro in collaborazione con la Fondazione Premio Campiello. Protagonista all’oratorio di Santa Caterina sarà Marco Balzano, vincitore del Premio Campiello nel 2015. L’autore presenterà il suo ultimo romanzo “Quando tornerò” (Einaudi, 2021), a moderare l’incontro saranno  Gian Luca Picconi, docente di lettere del Liceo Cassini e Francesca Rotta Gentile. 

Da sempre Cervo in blu d’inchiostro si pone come rassegna in dialogo con le altre iniziative culturali del borgo. Guardando alla musica, elemento centrale del Festival Internazionale di Musica da Camera, anche in questa edizione gli incontri saranno arricchiti da interventi musicali dell’Associazione San Giorgio Musica, con l’eccezione del 14 maggio che vedrà protagonista Davide Baglietto. 

Non solo musica ma territorio: grazie alla Proloco Progetto Cervo, gli incontri del 2, 23 aprile e del 14 maggio saranno preceduti da Aperi-libro, un itinerario didattico guidato che accompagnerà alla scoperta del borgo (il 2 aprile), della casa di Montepiano dove visse Orsola Nemi (23 aprile) e del villaggio di Costa di Villa (il 14 maggio). I percorsi porteranno alla scoperta di Cervo alternando la passeggiata a letture dai libri protagonisti di Cervo in blu d’inchiostro. Le visite prevedono prenotazione obbligatoria su cervofestival.com 

La rassegna proseguirà con i seguenti appuntamenti: 

  • Sabato 2 aprile: Daniela Gambaro vincitrice Premio Campiello Opera Prima 2021 con “Dieci storie quasi vere” (Nutrimenti, 2020). 
  • Sabato 23 aprile  in occasione della  Giornata Mondiale del libro, Beatrice Masini  con “Taccuino di una donna timida”, di Orsola Nemi
  • Sabato 14 maggio: Carlo Lucarelli con “Leon” (Einaudi, 2021)
  • Sabato 21 maggio: incontro con il Vincitore del Campiello Junior 2022 (i finalisti saranno resi noti ad aprile 2022) 
  • Sabato 24 settembre:  convegno in vista del Centenario  di Italo Calvino 1923-2023.

Tutti gli incontri sono gratuiti, per partecipare è obbligatorio prenotarsi attraverso il form online presente su cervofestival.com. Gli incontri sono inoltre riconosciuti come formazione docenti per ogni ordine e grado, inseriti dall’Istituto Ruffini sulla piattaforma SOFIA. Durante le presentazioni sarà fornito un servizio di traduzione simultanea in LIS. 

Per l’accesso agli eventi di Cervo in blu d’inchiostro all’Oratorio di Santa Caterina sono richiesti green pass rafforzato e mascherina ffp2. 

Il progetto Lento – Cervo borgo di cultura sostenibile è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando «In luce. Valorizzare e raccontare le identità culturali dei territori» della Missione Creare attrattività dell’Obiettivo Cultura, che mira alla valorizzazione culturale e creativa dei territori di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta rendendoli più fruibili e attrattivi per le persone che li abitano e per i turisti, in una prospettiva di sviluppo sostenibile sia sociale sia economico.

Esordio discografico per i Saldatori con il singolo chic “Le Geek”

Le Geek” (di Jason & Buddy Welder) è il singolo che segna l’esordio discografico del duo torinese I Saldatori, un brano che contiene una chiara citazione, ispirato alla dance music anni ’70 ma riprogrammato nella società attuale.

Ci raccontano: “Le Geek è il nuovo freak. Un viaggio che parte dalle discoteche dove funk glam droghe e sesso erano il punto di riscatto e di affermazione sino ad arrivare mezzo secolo dopo in una camera iperconnessa. La fuori c’è ancora spazio per essere chic?“.

Biografia
Fratelli nati da due madri diverse a fine 2020 si ritrovano a Torino, città originaria del padre, dando così inizio al loro sodalizio artistico. La saldatura è la base concettuale di musica e testi, capace di saldare la contemporaneità digitale con i sensi che ci contraddistinguono come esseri umani senza scordarsi il senso… critico grazie a un buon uso dell’ironia. Il fortunato incontro di KNTNR permette al duo di iniziare una collaborazione affiatata che porta all’uscita del primo singolo intitolato “Le Geek”. Questa è la storia de “I SALDATORI”, ma l’epilogo musicale è ancora più intrigante della loro genesi, perché I SALDATORI colpiscono per l’originalità della loro produzione musicale e KNTNR decide di portarli in ROSTER e proporre in esclusiva mondiale il primo singolo che propone idee, suoni e testi assolutamente in linea con il loro background umano e artistico.

Sul WEB
Produzione: KNTNR https://www.kntnr.com/
IG: https://www.instagram.com/isaldatori/
SPOTIFY: https://spoti.fi/3IgwPT7
FB: https://www.facebook.com/isaldatori
Pagina KNTNR: https://kntnr.com/pages/i-saldatori

Dal 28 febbraio arriva nelle sale “Sul Sentiero Blu”

Dal 28 febbraio arriva nelle sale con Wanted Cinema, in collaborazione con il Club Alpino Italiano“Sul Sentiero Blu”, un emozionante documentario sul viaggio di un gruppo di giovani autistici sull’antica via Francigena. Il film vi aspetta in sala per una serie di proiezioni evento in tutta Italia. In alcune di esse parteciperanno anche i gruppi di montagnaterapia delle diverse sezioni del Cai, che si soffermeranno sulla valenza terapeutico-riabilitativa dell’esperienza nelle Terre alte. In particolare, sarà proiettato il video sul primo raduno nazionale di escursionismo adattato che si è tenuto gli scorsi 11 e 12 settembre 2021 a Schia, nell’Appennino parmense. Presentando la tessera, i soci Cai avranno diritto all’ingresso a prezzo scontato.
Un viaggio di più di 200 chilometri
Il documentario, per la regia di Gabriele Vacis e la produzione di Michele Fornasero per Indyca, tratta con estrema delicatezza temi sociali e relazionali rispetto all’autismoI protagonisti, insieme ai loro medici ed educatori, hanno percorso più di 200 km a piedi in 9 giorni. Un cammino di crescita, tra fatica e divertimento, in cui affrontano ed imparano a gestire emozioni e difficoltà grazie a specifici programmi abilitativi per sviluppare le competenze sociali. Oltre che scientifica, si è trattata quindi di un’esperienza profondamente umana volta a migliorare le relazioni delle persone autistiche. I partecipanti devono infatti adattarsi al nuovo ambiente e cercare un modo per convivere, alla scoperta della loro indipendenza. Il viaggio si è concluso a Roma, dove hanno incontrato anche Papa Francesco.

La troupe ha seguito il gruppo dalla partenza fino all’arrivo nella Città del Vaticano, cercando di riportare integralmente l’intensità di questa esperienza, raccontando il formarsi di nuove amicizie e di sentimenti e, soprattutto, di catturare i particolari più significativi di questi eccezionali ragazzi. Un’immersione nel mondo dell’autismo per abbattere pregiudizi e preconcetti che spesso circondano queste persone, valorizzare le loro competenze e sensibilizzare lo spettatore di fronte a queste importanti tematiche.
Il racconto di un progetto
Il documentario, prodotto da Indyca con il sostegno di MIC e Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, racconta il progetto “Con-tatto”iniziativa lanciata lo scorso 2021 dal Rotary International Distretto 2031 (che ha collaborato anche alla parte organizzativa del film) e realizzata grazie al contributo scientifico del Dottor Roberto Keller, Direttore del Centro Regionale per i Disturbi dello spettro dell’Autismo in età adulta della ASL Città di Torino. Keller ha accompagnato i ragazzi sul percorso, dando il suo contributo sull’aspetto terapeutico dell’iniziativa. Il progetto “Con-tatto” è a cura di ASL Città di Torino – Centro Regionale Per I Disturbi Dello Spettro Autistico in Età Adulta.

Gabriele Vacis
Regista teatrale, drammaturgo, docente, documentarista e sceneggiatore italiano. Vacis ha scritto e curato la regia di numerosi spettacoli teatrali. È autore con Marco Paolini degli spettacoli Adriatico (1987), Liberi tutti (1991) e Il racconto del Vajont (1994, Premio UBU 1995 per il teatro civile), divenuti dei classici della drammaturgia italiana contemporanea.Ha diretto il corso attori e il corso di regia alla Scuola “Paolo Grassi” di Milano. Insegna Istituzioni di Regia all’Università Cattolica di Milano. Dal 2002 al 2006 è regista stabile al Teatro Stabile di Torino per cui ha ideato Torino Spiritualità. Dal 2013 al 2017 è direttore artistico della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. Nel 2017 ha fondato l’Istituto di pratiche teatrali per la cura della persona. Dal 2018 al 2021, è stato direttore della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino. Gli ultimi suoi spettacoli sono, “Risveglio di primavera”, dal testo di Frank Wedekind con i neo diplomati alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino andato in scena a giugno 2021, e “Intelletto d’amore” con Lella Costa andato in scena a luglio 2021.

A questo link è possibile scaricare il presskit con il trailer, le foto, la locandina, il comunicato e alcune clip del documentario.

Hotel Portofino: su Sky la serie tv con le musiche di Stefano Cabrera

Dopo la première inglese che l’ha lanciata nel mondo, la serie tv ‘british’ girata nella riviera ligure approda su Sky e Now Tv in Italia dal 28 febbraio, “Hotel Portofino”. 

Un sofisticato giallo in costume con Natasha McElhone che ritorna protagonista in un cast che vede anche gli italiani Daniele Pecci, Lorenzo Richdelmy e Rocco Fasano.

Anche la colonna sonora è tutta ‘made in Liguria’: le musiche sono infatti composte dal musicista Stefano Cabrera (GnuQuartet, Gnus Cello) che si è avvalso della collaborazione di Flavia Barbaceto e dell’ingegnere del suono Raffaele Abbate.

Cabrera, violoncellista, compositore e arrangiatore italiano diplomatosi al Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova, ha studiato jazz, composizioni, orchestrazione e arrangiamento alla Berklee School of Music. Le sue opere musicali sono state premiate in importanti concorsi e festival nazionali e internazionali e dal 2006 è una delle anime degli GnuQuartet, quartetto d’archi e flauto che ha all’attivo sette album e diversi palchi condivisi con tanti artisti (Ermal Meta, De Gregori, Neri Marcorè, Diodato, ecc.). Cabrera è la mente musicale dietro il canale YouTube di GnuS Cello con 90 milioni di visualizzazioni.

Le musiche di Stefano Cabrera hanno preso vita grazie all’Orchestra “LaCorelli” guidata dalla direzione musicale ed artistica del Maestro Jacopo Rivani, per l’occasione registrate da Raffaele Abbate – che ne ha curato il mockup, il mix e il mastering, – con  Marco Marangoni.

L’Orchestra Arcangelo Corelli nasce a Ravenna nel 2010 ed è una solida realtà concertistica vivaio di tanti giovani musicisti, che spazia dal repertorio sinfonico a quello lirico, dal teatro musicale alle performance sperimentali.

“Per Hotel Portofino ho ricercato una sonorità che rispecchiasse il periodo storico. Ciò è stato ottenuto grazie a un’orchestrazione e ad una scelta degli strumenti appropriati. È una colonna sonora d’antan, con LaCorelli che dona alla colonna sonora un respiro sinfonico che rimanda ad atmosfere neoclassiche. A questo si affiancano le sonorità tipiche dei Roaring Twenties, con rimandi agli albori del jazz”, afferma Stefano Cabrera.

Ideato da Matt Baker e basata a sua volta sull’omonimo romanzo di J.P. O’Connell, “Hotel Portofino” è ambientata nell’Italia degli anni ’20, che vedono l’ascesa al potere di Benito Mussolini. McElhone è Bella Ainsworth, figlia di un ricco industriale inglese che si trasferirà nella Riviera ligure di Levante per aprire un hotel in stile britannico a Portofino. E’ qui che il ‘drama’ vedrà alternarsi diversi sospettati e colpi di scena, per un sorprendente thriller in costume con un cast in cui spiccano fra gli altri anche Mark Umbers nei panni dell’affascinante ma pericoloso marito di Bella e Anna Chancellor in quelli di un’ospite della struttura.

“IEROFANIE” IN 35 MM – La nuova rassegna di cinema in pellicola al Tiqu parla di trascendentale

C’è solo un modo per guardare i film della storia del cinema nel formato in cui furono pensati e realizzati: assistere a una proiezione in pellicola; se la proiezione avviene proprio nel teatro di Piazzetta Cambiaso 1 a Genova, allora la magia è completa.

L’associazione Laboratorio Probabile Bellamy ritorna a proporre al pubblico una rassegna cinematografica in collaborazione con l’associazione Sarabanda, che da pochi mesi ha contribuito alla riapertura di Tiqu – Teatro Internazionale di Quartiere. Il glorioso proiettore 35 mm torna ad accendersi per cinque lunedì consecutivi con grandi film internazionali più un appuntamento dedicato al cinema contemporaneo.

 

Ierofanìe ha l’obiettivo di mettere insieme, in cinque film, una selezione di autori che hanno adottato quello che Paul Schrader chiama “stile trascendentale”. Si tratta di alcuni tra i registi più sconvolgenti che la storia del cinema abbia mai prodotto e che rappresentano un ottimo antidoto contro la superficialità. Per questi artisti, il cinema è un modo per assolutizzare il mistero dell’esistenza, rifuggendo dalle interpretazioni convenzionali della realtà. Nessuna spiegazione, nessuna certezza: il mistero è nell’intima natura delle cose.

 

Si inizia lunedì 7 marzo con Un condannato a morte è fuggito (1956), film di Robert Bresson in cui un prigioniero politico si dedica con meticolosità a ideare un piano di fuga dalla propria cella. Premio per la migliore regia al Festival di Cannes del 1957, è un’imperdibile metafora sul destino dell’uomo.

Si prosegue il 14 marzo con il capolavoro di Michelangelo Antonioni L’avventura (1960), dovuto e sentito omaggio alla straordinaria Monica Vitti. Primo film della trilogia dell’incomunicabilità, durante una crociera Anna sparisce e il fidanzato Sandro, insieme all’amica Claudia, la cerca. Mentre sfuma la speranza di trovarla, i due si accorgono che un sentimento nuovo li unisce…

Il 21 marzo tocca a Lo specchio (1975) di Andrej Tarkovskij, tributo al regista russo a novant’anni dalla nascita. Jurij ripercorre la propria vita attraverso i ricordi sulla sua infanzia, il forte rapporto con la madre e con la nonna, il vuoto di un padre assente, fino alla separazione dalla sua compagna e al rapporto con il figlio nel quale, come in uno specchio, si riflettono dubbi e sofferenze.

Il 28 marzo sarà la volta di Ordet (1955) di Carl Theodor Dreyer, affresco sulla famiglia Borgen alle prese con un momento di crisi. Il regista danese, che ottenne ai Golden Globe il premio come Miglior film straniero, fonda ed esplora il territorio in cui agisce la logica sovvertitrice della follia, capace di chiamare a sé la luce del miracolo.

Il 4 aprile si chiude con Perdizione (1988) del regista di culto Bela Tarr: primo film indipendente finanziato dall’Istituto del Cinema e dalla televisione ungherese, il film è un’esperienza cinematografica dal carattere fortemente esistenzialista, a tratti cinico e quasi nichilista.

 

Appuntamento speciale il 25 marzo con il documentario Lievito (2021) di Cyop & Kaf: presentato all’ultima edizione del Torino Film Festival, il film riflette su cosa significhi educare e sul rapporto che lega il maestro al proprio allievo in più situazioni. Ambientazione delle storie rappresentate è sempre Napoli, luogo dove la scuola non è mai stata l’unico luogo, e nemmeno il principale, in cui imparare a vivere.

 

La manifestazione è sostenuta da Coop Liguria e realizzata in collaborazione con Sarabanda e Tiqu Genova. Le copie dei film provengono dalla Cineteca Nazionale e dalla Lab80 di Bergamo. Ingresso alle proiezioni con tessera associativa.

 

Ritorno al futuro con il nuovo singolo dei Galaxy Hills, “Delorean 1987”

Synthwave energico e nostalgico, e un forte, fortissimo omaggio a Ritorno al futuro: questi gli ingredienti di base che hanno utilizzato i Galaxy Hills per il proprio secondo singolo, intitolato -non per niente- Delorean 1987. Musicalmente vicino a gruppi come The Midnight, The Weeknd e Timecop1983, il singolo arriva accompagnato a un video ispirato appunto al film di culto di Robert Zemeckis, che è del resto una di quelle opere che fanno parte del nucleo rovente da cui è nata la retrowave. “Sono certo che la maggior parte dei millennial abbiano una connessione emozionale importante con questo film. Questo genere è legato visivamente alle metropoli crepuscolari americane, alle auto del tempo, ai quartieri, alle sale gioco, alle spiagge e altri ambienti. Quindi la sfida di questo video, ma anche più in generale di questo progetto, è stata proprio quella di cercare di ricreare nel presente italiano quelle emozioni che si potevano percepire un tempo lontano, durante la nostra infanzia”, spiega la mente del gruppo Francesco Gozzo a proposito del pezzo.
Guarda il video di Delorean 1987:
https://www.youtube.com/watch?v=hhEHQ0IQIXo
BIO
Il progetto Galaxy Hills nasce da un’idea di Francesco Gozzo durante la lavorazione delle soundtrack del cortometraggio Aura  al quale stava lavorando nel dicembre 2020. Nel 2021 l’artista ha sviluppato una forte empatia nei confronti della retrowave e dei generi simili, e ha composto alcuni brani assieme al cantante Mash, nome d’arte di Massimo Torresin. I Galaxy Hills sono un progetto di musica nostalgica, energica e a tratti euforica e dark, con un dinamismo altalenante e una produzione musicale molto ricca e variabile.

Palazzo Reale rende omaggio al grande maestro Tiziano

Palazzo Reale apre il 2022 con una grande mostra dedicata all’immagine della donna nel Cinquecento nella pittura del grande maestro Tiziano e dei suoi celebri contemporanei quali Giorgione, Lotto, Palma il Vecchio, Veronese e Tintoretto.

La mostra, aperta dal 23 febbraio al 5 giugno 2022, è promossa e prodotta da Comune di Milano–Cultura, Palazzo Reale e Skira editore, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna. La Fondazione Bracco è Main Partner dell’esposizione, mentre il Corriere della Sera è il Media Partner. VeraLab è Social Media Partner.

L’allestimento e la grafica sono progettati da Pierluigi Cerri Studio. La mostra è curata da Sylvia Ferino, già direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico internazionale composto da noti studiosi del settore, quali Anna Bellavitis, Jane Bridgeman, Enrico Maria Dal Pozzolo, Wencke Deiters, Francesca Del Torre, Charles Hope, Amedeo Quondam. Il libro che accompagna la mostra è pubblicato da Skira in tre edizioni, italiana, tedesca e inglese.

Oltre un centinaio le opere esposte di cui 47 dipinti, 16 di Tiziano, molti dei quali in prestito dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, cui si aggiungono sculture, oggetti di arte applicata come gioielli, una creazione omaggio di Roberto Capucci a Isabella d’Este (1994), libri e grafica. L’esposizione – afferma la curatrice – aspira a riflettere sul ruolo dominante della donna nella pittura veneziana del XVI secolo, che non ha eguali nella storia della Repubblica o di altre aree della cultura europea del periodo.

Blues, funk e rock’n’roll: Jaime Dolce’s Innersole in concerto allo Spazio Teatro 89 di Milano

Sul palco dello Spazio Teatro 89 di Milano torna a esibirsi Jaime Dolce con gli Innersole, la sua band italiana, in un concerto in cui il blues si mescolerà al rock e il funk alla psichedelia: sabato 5 marzo (inizio live ore 21.30, ingresso 10-13 euro), il chitarrista e cantante newyorkese (di origini italiane) presenterà “Love Generator”, il suo ultimo album, quindici brani a base di blues, una spruzzata di funk, un pizzico di reggae e molto rock’n’roll. Con lui sul palco si saranno i fedelissimi Andrea Tiberti detto “Mister Tiba” al basso, Matteo Sodini alla batteria, il tastierista Filippo Buccianelli e ospiti a sorpresa. 
Jaime Scott Dolce nasce a Brooklyn e cresce nella stimolante scena newyorkese tra concerti e jam session. Dopo aver metabolizzato la lezione di Jimi Hendrix e dei più importanti esponenti del blues metropolitano, si confronta con artisti e generi differenti: da ricordare, in particolare, le frequenti collaborazioni con Mason Casey, armonicista di Popa Chubby; Lee Finkelstein, batterista dei Tower of Power; Eric Udell, attuale bassista della Blues Brothers Band. 
Jaime intraprende così una carriera solista e nel 1998 pubblica l’album “Purple Blues”. Un decennio dopo incide “Peaces”: in questo disco, alternandosi tra chitarre, basso, batteria, effetti, rumori e voce, dà sfogo alla sua vena compositiva con una serie di brani originali che esplorano i territori dell’indie rock e del nuovo blues psichedelico, in sintonia con le ultime leve dell’underground newyorkese. Nel 2010 è la volta di “Sometimes Now”, un mix di rock, blues, reggae e funk in stile Grande Mela con il quale Jaime omaggia Hendrix, Ben Harper e Doyle Bramhall (il chitarrista mancino che suona con Clapton). Nel 2015 esce “Elevation Blues”: accanto a una manciata di composizioni originali, il disco è impreziosito da una personale versione di “Me and the Devil Blues” di Robert Johnson (con ospite Roberto Luti alla slide guitar) e da una cover di “I Am the Walrus” dei Beatles
I critici americani hanno definito la sua musica una sintesi tra il blues del Mississippi e il funk elettrico della Band of Gypsys di Jimi Hendrix, mentre per la rivista italiana Buscadero Jaime Dolce è “un guitar hero dalla rifinitura tagliente”. Lui, invece, si descrive così: «Il mio è il blues ruvido e graffiante della Louisiana e del Texas, unito a funk, psichedelia e southern rock alla Allman Brothers». Il suo punto di riferimento? Jimi Hendrix: «È il mio musicista e chitarrista preferito, colui che più mi ha ispirato e influenzato, puro e perfetto bilanciamento tra emozione, anima e tecnica». 
Nel 1998, in occasione dei suoi primi concerti europei, si innamora del nostro Paese (da alcuni anni vive a Parma con la sua famiglia) e comincia a collaborare con alcuni musicisti italiani con cui ricostituisce gli Innersole, il cui sound è una miscela di electric blues e di funk-rock alla Band of Gypsys di Jimi Hendrix. Partecipa ai principali festival del circuito blues, accompagna Mick Abrahams, primo chitarrista dei Jethro Tull e dei Blodwing Pig, e nel 2005 viene invitato da Zucchero, a Modena, a suonare in occasione del raduno del suo fan club. L’anno successivo il cantautore Davide Van De Sfroos lo vuole con sé nel tour “Ma vada via l’Blues” in veste di chitarra solista.
 
 
 
Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
Inizio concerto: ore 21.30. 
Ingresso: 13 euro (biglietto intero), 10 euro (ridotto).
Riduzioni e convenzioni: Under 25, Over 65, Arci, Feltrinelli, Socio Coop, Touring Club Italia, IBS, Coop Degradi.

“Campania, Puglia, Basilicata e Molise, da Senerchia a Isernia” , nuova guida del Cai

53 tappe per 892 chilometri da percorrere. Edito da Idea Montagna in collaborazione con il Club alpino italiano“Campania, Puglia, Basilicata e Molise, da Senerchia a Isernia” esce sullo store Cai.it e in libreria. Allo stesso tempo, tutti coloro che acquisteranno direttamente dal negozio online questa e le altre guide, riceveranno il taccuino del Sentiero Italia CAI: vere e proprie  credenziali che saranno timbrate nei diversi punti tappa del sentiero.

Il volume numero 4 delle guide ufficiali del Sentiero Italia CAI porta i camminatori del percorso escursionistico più lungo d’Europa nei territori interni della Campania, della Puglia, della Basilicata e del Molise. Da Senerchia a Isernia, per esplorare il Sud Italia meno conosciuto e frequentato.

Percorso dagli autori Corrado Palumbo, Vito Paticchia, Francesco Raffaele e Michele Renna, il Sentiero Italia CAI si inerpica sui monti del salernitano per poi entrare in Molise, Puglia e Basilicata. In Campania, il cammino coincide in buona parte con l’Alta Via dei Monti Lattari, che offre i paesaggi più spettacolari di questo tratto di Sentiero Italia. Siamo a picco sul mare, sullo spartiacque tra la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana. Le ultime tappe nella regione permettono di ripercorrere gli antichi accessi montani e di esplorare l’ambiente tipico della montagna appenninica, per poi entrare in Molise lambendo la nuda e imponente cupola del Monte Miletto.

In Puglia, il cammino passa dai tratti montuosi del Gargano e del Subappennino Dauno, fino ai territori pianeggianti del Tavoliere delle Puglie, l’altopiano della Murgia, le gravine del Tarantino e i rilievi del Salento, per poi lambire la Basilicata. Infine, il Sentiero Italia rientra nel Molise meridionale per finire il suo viaggio a Isernia.

Gli autori

Corrado Palumbo nasce a Bari il 18 maggio 1962. Dal 1985 è agente di assicurazioni ed è, inoltre, Guida Escursionistica Assoguide. Da oltre 40 anni si avventura su sentieri di montagna.

Vito Paticchia è salentino di nascita, emiliano di adozione, socio Cai e Guida Ambientale Escursionistica. Ha ideato e progettato cammini di lunga percorrenza: dalla Linea Gotica alla Via della Lana e della Seta, scrivendo e curando le rispettive guide e cartografie.

Michele Renna classe 1979, è accompagnatore di Escursionismo e membro della commissione regionale CAI-TAM, oltre che istruttore nella Scuola Regionale di Escursionismo Campania. “Vive” ormai da 10 anni per 150 giorni l’anno in montagna, con la stessa professionalità di un lavoro, compiendo escursioni anche esplorative in tutto l’Appennino.

Francesco Raffaele ha studiato l’Egitto Pre- e Protodinastico, pubblicando articoli, tenendo conferenze in Italia e all’estero e curando l’edizione degli atti del Primo Congresso Egittologico Napoletano. Esplora e fotografa da vent’anni le montagne, la natura e i paesaggi dell’Appennino Meridionale e Centrale.

Le Vigne Urbane protagoniste a Expo Dubai con la Regione Piemonte

La Urban Vineyards Association dal 28 febbraio al 3 marzo volerà negli Emirati Arabi e sarà fra i protagonisti di Dubai Expo 2020. All’interno del Padiglione Italia, nello spazio della Regione Piemonte, l’associazione internazionale U.V.A., che a oggi riunisce 11 vigneti nati in città – ne fanno parte le vigne di Torino, Milano, Venezia, Siena, Catania, Palermo, Parigi, Lione, Avignone e New York – parteciperà alla più grande mostra espositiva mondiale per promuovere il vigneto urbano, un’eccellenza dal respiro tutto italiano, come modello di turismo e di sviluppo cittadino sostenibile.

A pochi mesi da un prestigioso successo internazionale – lo scorso ottobre è entrato ufficialmente in U.V.A. il vigneto urbano di New York, il primo al di fuori dai confini europei – la Urban Vineyards Association si prepara quindi a un ulteriore upgrade sul panorama globale. La presenza all’Expo di Dubai ha, infatti, come obiettivo quello di affacciarsi a una delle vetrine più importanti in fatto di innovazione e sviluppo, per promuovere la vigna urbana come esempio di rigenerazione delle città sia sul piano del turismo sia su quello della qualità della vita per i cittadini.

Un unicum in grado di rivoluzionare le aree urbane e di diventare il simbolo di un modello di vita più sostenibile. Quattro le principali direttrici del progetto: diffondere una delle più preziose eccellenze enogastronomiche come il vino; sostenere una pianta con un ruolo centrale nell’aridocultura (o dry farming); dare vita a spazi di aggregazione verdi che ospitino piccole comunità in totale rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali; sviluppare un asset turistico, dato dal mix fra sostenibile e smart, in piena linea con i trend di rinnovamento sociale e ambientale.

Tematiche di estrema attualità che saranno il focus della conferenza U.V.A. in programma mercoledì 2 marzo alle ore 13.30 (orario italiano) presso il Padiglione Italia, in occasione del Piemonte Regional Day. L’evento, fruibile anche in diretta streaming al link https://youtu.be/hJGJWegKSng sarà l’occasione per presentare a un parterre di grande prestigio l’Associazione, i suoi soci e la filosofia alla base del progetto U.V.A., ma anche per promuovere il vigneto di città come spazio urbano di nuova generazione, efficiente e innovativo e come nuovo asset per un futuribile modello di turismo intelligente, sostenibile e inclusivo

La presenza di U.V.A. a Dubai punta pertanto ad allargare la platea di soci e investitori in tutto il mondo, attestando la forte impronta italiana in un contesto sempre più internazionale. U.V.A. sarà tra i protagonisti all’interno dello spazio dedicato alla Regione Piemonte che, fin da subito, ha accettato con entusiasmo di collaborare per il legame a doppio filo che la lega all’Associazione. Il cuore di UVA ha infatti iniziato a battere proprio nella regione sabauda, in occasione della manifestazione “Vendemmia a Torino” del 2019: fondatore e presidente è Luca Balbiano, produttore vitivinicolo della provincia di Torino che dal 2009 gestisce Vigna Villa della Regina, la vigna metropolitana del capoluogo piemontese da cui tutto è iniziato.

“L’Italia è una terra di grandi vini e il Piemonte con le sue colline di Langhe Roero e Monferrato è stato riconosciuto dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità – sottolinea Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte -. Per il nostro Paese il vino è cultura, storia, tradizione, ma anche futuro. Per questo siamo molto orgogliosi che proprio dall’Italia, dal Piemonte, sia partita l’intuizione che ha portato oggi a una grande sinergia internazionale per valorizzare un gioiello raro e prezioso come le vigne urbane. A Torino la “Vigna della Regina” è rinata all’interno di una delle antiche Residenze Reali, grazie al lavoro della famiglia Balbiano e del Ministero dei Beni Culturali e al supporto della Regione Piemonte con il progetto “Vendemmia a Torino – Grapes in town”. Ma in altre parti del mondo esistono esperienze analoghe, pur nella loro unicità, che raccontano di radici così forti da riuscire a svilupparsi perfino nel cuore urbano di una metropoli. Credo che valorizzare questo patrimonio sia una occasione straordinaria per tutti coloro che hanno la fortuna di esserne custodi, a cominciare da noi”.

“In un momento complesso a livello globale come quello che stiamo attraversando ormai da diversi anni è diventato fondamentale studiare nuovi approcci e promuovere modelli virtuosi per il nostro pianeta – Racconta Luca Balbiano, Presidente di U.V.A. – Una vetrina come quella dell’Expo Dubai è un’occasione imperdibile per poterci raccontare e per promuovere la nostra Associazione e i progetti in cui crediamo fortemente. Il vigneto urbano non ha soltanto valore dal punto di vista vitivinicolo. È un patrimonio storico, culturale e sociale che va tutelato e accompagnato nella sua evoluzione. È un modello innovativo per le città di domani, un inno alla bellezza sostenibile, un’opportunità da cogliere per dare vita ad un turismo più consapevole, intelligente e rispettoso. È l’esempio perfetto di come la Natura possa davvero salvare il mondo”.

 Le vigne urbane riunite nella Urban Vineyards Association sono:

  • Vigna della Regina all’interno di Villa della Regina a Torino
  • la vigna Clos Montmartre di Parigi
  • il Clos de Canuts a Lione
  • i vigneti ritrovati della Laguna di Venezia
  • la vigna di Castel di Pugna “Senarum Vinea” di Siena
  • la Vigna di Leonardo all’interno della casa degli Atellani a Milano
  • la Vigna del Gallo all’interno dell’orto botanico dell’Università di Palermo
  • i filari di San Francesco della Vigna a Venezia
  • il Clos all’interno del Palais des Papes di Avignone
  • i filari di Rooftop Reds impiantati sui tetti  di Brooklyn a New York
  • la Etna Urban Winery di Catania

Fanno parte di U.V.A. anche:

  • Amici di Villa della regina
  • Coldiretti Piemonte
  • Benedetto Carella
  • Associazione Nazionale Città del Vino.

Urban Vineyards Association

www.urbanvineyards.org
info@urbanvineyards.org
Instagram e Facebook: @urbanvineyards

LE VIGNE URBANE SOCIE DI U.V.A.

 

VIGNA DELLA REGINA

Villa della Regina, Torino

Spingendo lo sguardo dal cuore di Torino, fin dietro la Gran Madre di Dio, ci troviamo di fronte allo spettacolo austero ed elegante di Villa della Regina e della sua vigna.

Ripristinata dopo un lungo periodo di abbandono, essa ospita, unica tra le Vigne Urbane, una produzione DOC: la tipica Freisa, già coltivata nella vigna in epoca sabauda.

LA VIGNA DI LEONARDO DA VINCI

Casa degli Atellani, Milano

Dal Rinascimento direttamente ai giorni nostri, troviamo a Milano la Vigna di Leonardo, donata al genio toscano da Ludovico il Moro come ringraziamento per la progettazione dei canali. Una perla rara a pochi metri da Santa Maria delle Grazie, nella splendida cornice rinascimentale di Casa degli Atellani.

 

LAGUNA NEL BICCHIERE – LE VIGNE RITROVATE

Venezia

L’associazione culturale Laguna nel Bicchiere collabora con le scuole di Venezia per la riscoperta di luoghi abbandonati nel tempo e trasmissione delle tradizioni ai giovani.

Si occupa di 5 vigneti: due nelle isole di San Michele e Sant’Elena in monasteri del XIII secolo, uno alla Giudecca, uno a Malamocco e un altro all’isola delle Vignole.

VIGNA DEL GALLO

Orto botanico di Palermo

La Vigna del Gallo nell’Orto Botanico di Palermo racchiude 95 vitigni autoctoni, patrimonio inestimabile della viticoltura siciliana e testimonianza tangibile della biodiversità dell’isola. Il progetto coinvolge il Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo e il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, con la collaborazione della Facoltà Universitaria di Agraria.

 

SAN FRANCESCO DELLA VIGNA

Venezia

San Francesco della Vigna il più antico Vigneto Urbano di Venezia, si compone di tre chiostri: due adibiti a orto e vigneto, il terzo utilizzato per la raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione. I ricavati del vino prodotto, l’Harmonia Mundi, viene utilizzato per finanziare borse di studio per gli studenti della Facoltà di Teologia locale.

 

ETNA URBAN WINERY

Catania

Un’antica e rinomata vigna alle pendici dell’Etna si risveglia, dopo decenni di abbandono, circondata dalla periferia di Catania. È questa la strana storia di Etna Urban Winery, una delle new entry in UVA, realtà dinamica tra le più emblematiche per la sua capacità di proiettare verso il futuro le antiche tradizioni agricole dei nostri avi.

SENARUM VINEA

Siena

Gorgottesco, Tenerone, Salamanna, Prugnolo Gentile, Rossone, Mammolo: sono i vitigni “reliquia” coltivati nel Vigneto Urbano di Siena, riscoperti, con l’impiego di tecniche agricole antiche, grazie a Senarum Vinea e al Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiane dell’Università degli Studi di Siena, con l’Associazione “Città del Vino”.

CLOS DE MONTMARTRE

Parigi

Di proprietà della città di Parigi, è gestito dal Comité des Fêtes et d’Actions Sociales de Montmartre – Paris 18ième, il vigneto nasce dall’impegno della società civile locale che lo salva dalla speculazione edilizia nel 1933. La vigna (ad oggi 1800 viti, con 30 varietà diverse) e la sua produzione sono dedicate al sostegno dell’associazionismo locale.

CLOS DE LA VIGNE DU PALAIS DES PAPES

Avignone

Unico vigneto intra-muros AOC in Francia, patrimonio mondiale dell’UNESCO, la vigna si affaccia meravigliosamente sulla città storica e sul Rodano dalla cima del Rocher des Doms, il terrazzamento-giardino dei papi avignonesi. E’ affidato alla Compagnons des Côtes du Rhôn; tra i principali promotori della produzione vinicola della Côtes du Rhôn.

 

CLOS DE CANUTS

Lione

Situato nel Parc de la Cerisaie a Croix-Rousse (ex distretto dei lavoratori della seta soprannominato i “canuts”) di proprietà della città di Lione, è gestito dalla Rèpublique des Canuts, la realtà associativa più rappresentativa della città di Lione, per la quale essa svolge un ruolo centrale di promozione del folklore e delle tradizioni locali.

ROOFTOP REDS

New York

Nella primavera del 2016, Rooftop Reds lancia il primo Vigneto Urbano produttivo a New York City. La sua mission è ambiziosa, andando ben oltre il semplice portare la viticoltura nel settore dell’agricoltura urbana. Rooftop Reds sta guidando l’innovazione nel mercato del vino dello Stato di New York e piantando i semi per una nuova generazione di appassionati di viticoltura.