“Matto per la Samp” di Paul D. Genovese

Bella e solida vittoria della premiata ditta Giampaolo – Quagliarella. Il primo, al ritorno in Serie A dopo un anno sabbatico a perfezionare la sua ricetta per gli arrosticini, e il secondo rientrato in campo con lo spirito di un ragazzino, manco fosse stato un mese nella piscina di Cocoon.
Questa Samp vince e convince, dopo i primi dieci alla Muhammad Ali passati a studiare l’avversario, i blucerchiati passano all’attacco con un azione veloce e precisa, che porta Candreva a fare un assist al bacio a Quagliarella che, con la stessa freddezza di una sportellista all’agenzia delle entrate, gela l’Empoli con un tiro teso e angolato. La Sud esplode. Fabio fa il saluto militare alla gradinata, e carica la tifoseria che, dopo un paio di anni di assenza, è calda come non mai. Anche troppo, visto che in tribuna ci scappa anche l’infarto per un tifoso 69 enne: per carità infartare e salutare il mondo con un gol di Quagliarella contro l’Empoli è un signor modo per andarsene via, ma fortunatamente viene rianimato dai paramedici e sedato, perchè sul secondo gol, sempre di Quagliarella, gli sarebbe saltata la pipetta definitivamente.
Tornando alle gesta sportive ci sono altri tre protagonisti di questo successo, impreziosito da 3 punti mai così importanti, a coronare una bellissima giornata di sport: Wladimiro Falcone, Abdelhamid Sabiri e il Venezia Football Club.
Il primo si scrive Falcone, ma si legge Neuer. Protagonista assoluto di questa primavera blucerchiata mi sa che farà venire il culo piatto a Audero (che reputo un signor portiere, sia chiaro), perchè un portiere così non si vedeva da tempo immemore.
Personalità da telefilm macho anni 80’, uscite incredibilmente non scoordinate e a tempo, riflessi felini senza gol sotto le gambe (Vivio io ti amo, ma a volte ti avrei dato tante di quelle roncolate che manco Olindo e Rosa Bazzi). Ogni volta che si esibisce in un gesto tecnico, non c’è mai un sussulto nel cuore dei tifosi, ma solo commenti del tipo “Beeeelin ma che cosa ha fatto?” o “Che forte falcone” unito da qualche imprecazione più o meno associabile a animali.
Altra menzione d’onore a Sabiri: presentato tra lo scetticismo generale, non ha fatto rimpiangere Sensi (bloccato sul trono da una gastroenterite) e ha deliziato il pubblico del Ferraris con giocate illuminanti e dribbling, cose totalmente aliene per il pubblico blucerchiato che si lancia subito in paragoni più o meno fantasiosi con stelle del calcio. Non sappiamo assolutamente di cosa stiamo parlando, perchè da qualche anno a questa parte la parola Dribbling non venita usata manco a FIFA. Ottima gara per il neo acquisto, che in Serie A aveva giocato solo 10 minuti: gara di sostanza e qualità a pacchi, tanto che è già il mio idolo: Abdelhamid se mi stai leggendo sappi che o mi mandi una tua maglia o me la tatuo.
Ultimo ingrediente di questa ricetta perfetta è stato il pareggio a Venezia con i nostri amici fagiani. Risultato perfetto per noi, perchè allontana la lotta salvezza, e diciamo che suona il primo atto del requiem per la tifoseria bicolorata di Zena.
Però, come recitano spesso le loro fantasiose teorie che fanno sembrare Qanon il CERN di Ginevra, nulla li può abbattere perchè loro hanno il progetto e noi siamo destinati al fallimento a causa della situazione di Massimino di Testaccio. Tutto può essere ma, per adesso, citando il biondo Matty, “godo come un riccio”.

Paul D.Genovese