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«Paradiso» di Dante Alighieri, lo spettacolo di Silvio Eiraldi al teatro Sacco di Savona

Nuovo appuntamento per la stagione teatrale al Teatro Sacco di Savona. Dopo «Lilly & Felice – Vera storia di un amore proibito» sabato 29 alle 21 e domenica 30 gennaio alle 18 sarà la volta di «Paradiso» di Dante Alighieri (Uno sguardo dal palcoscenico/Festival Teatrale di Borgio Verezzi) con Giovanni Bortolotti, Alessio Dalmazzone, Luca D’Angelo, Gaia De Marzo, Carlo Deprati, Valetina Ferraro, Monica Rabino e

alcune partecipazioni straordinarie. L’adattamento, le scene e la regia sono di Silvio Eiraldi, i costumi di «I Coribanti» del Liceo Martini Chiabrera di Savona, la realizzazione scenica di Luciano Bellini e Marianna Chiarlone, Tullio Danesin, Gino De Marco, Mauro Giribone. Le luci i Francesco Servetto, fonica Victor Siri, service luci Mixando Savona, montaggio immagini Lino Genzano, proiezione Maria Perez, fotografo di scena Silvano Baccino.

«Con Paradiso – spiega il regista Silvio Eiraldi – decolliamo in verticale insieme a Dante – pellegrino/astronauta verso la sede dei beati, degli angeli e di Dio. Non è impegno da poco e Dante stesso, fin dai primi versi, mette in guardia il lettore sulla difficoltà di rappresentazione e comprensione, in termini umani, del Paradiso: “…vidi cose che ridire / né sa né può qual di là su discende” (Canto I° vv. 5-6). La nostra messinscena cerca però di dimostrare che Paradiso non è poi così ostico e che comunque le supreme pagine di poesia presenti in tutta la cantica, ne fanno il più gran libro della nostra letteratura. A questo fine, nella scelta dei brani – piuttosto brevi ma distribuiti su più canti, con passaggi senza soluzione di continuità, come in un susseguirsi di flash – si è privilegiata innanzi tutto la fruibilità per lo spettatore, aiutato anche da una presentazione iniziale.

Per quanto concerne il contenuto, la prima parte si sofferma sugli spiriti incontrati da Dante nelle prime sette sfere. La seconda si concentra negli ultimi canti (Primo Mobile ed Empireo); in essa predominano le mirabili descrizioni di Dante riguardanti Beatrice, gli angeli, i beati nel loro insieme, Maria Vergine, Dio. L’ultimo canto, con la bellissima preghiera di San Bernardo alla Vergine e la visione della Trinità, è proposto quasi nella sua interezza».

 

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