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Le più belle canzoni rock di tutti i tempi: Bob Dylan/The Band, “I shall be released”  

Quando uno comincia a fare le classifiche si mette nei guai da solo. Sintetizzare l’immenso patrimonio di canzoni rock in dieci posizioni è davvero troppo. Lo confesso. Però la voglia di arrivare in fondo c’era, e ce l’abbiamo fatta.

Ci sono almeno una ventina di canzoni che possono legittimamente aspirare ad essere la più bella del rock di tutti i tempi. Tuttavia penso che nessuno possa contestare questa. Una meravigliosa canzone scritta da Bob Dylan e portata al primitivo successo dalla Band.

La canzone – nata durante le sessions alla Big Pink che finiranno nei “Basement tapes” – parla di detenuti, di disperazione e speranza, di ingiustizia e dolore, di luce e di muri. E’ una canzone molto semplice, come lo sono tutte quelle di Dylan, ma qui la forza evocativa, la passione, l’identificazione con il protagonista ne fa un capolavoro immortale.

La prima edizione di “I shall be released” (“io sarò rilasciato, liberato”) esce nel primo disco della Band: “Music from Big Pink”. La versione della Band è pazzesca. Superiore ad ogni altra versione che ne sarà fatta negli anni successivi, anche dallo stesso Dylan.

Una nota insistita di pianoforte e poi la voce in falsetto di Richard Manuel (per inciso: uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi), e poi tutti gli altri. E così, una ballata rock diventa un inno, una canzone politica, un atto consolatorio e, forse, espiatorio.

Il testo, breve e ripetitivo (una cosa singolare per Dylan) arriva diretto al cuore. E ti fa stare dalla parte dei carcerati, dei perdenti, degli sfigati. Che è lo scopo di molte canzoni di Dylan, una fra tutte “Hurricane”. 

«Accanto a me in questa folla solitaria
c’è un uomo che giura che non ha colpe.
Tutto il giorno lo sento gridare
e supplicare che lo hanno incastrato.
Vedo la mia luce che splende
da ovest ad est.
Da un momento all’altro, da un momento all’altro
sarò liberato.»

Della canzone, per completezza, ne ha fatto una sontuosa versione italiana Francesco De Gregori, intitolata “Come il giorno”.

Ferdinando Molteni

 

https://www.youtube.com/watch?v=k9avKq94DGY

 

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