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Dall’amore per la Liguria nasce “Lumecan” il libro di Ino Buscaglia e Massimo Schiavon

“Lumecan”, parola arcaica semi sconosciuta del dialetto ligure è il fonema che da’ il titolo al libro di Giacinto Buscaglia e Massimo Schiavon pubblicato da Arabafenice e di cui si attende una imminente presentazione. L’incontro artistico tra Buscaglia, psichiatra e scrittore e il cantautore Massimo Schiavon nasce dalla profonda amicizia che li lega e dall’amore viscerale per la loro terra, la Liguria, della quale si colgono colori, suoni e sapori nella lettura del romanzo. Abbiamo pensato di chiedere proprio agli autori la genesi dell’opera e lo spirito che ha contraddistinto le fasi di lavorazione di questa inusuale scrittura a quattro mani.

Proprio sull’idea che ha generato questo romanzo breve, Massimo Schiavon racconta: “Stavo lavorando ad un disco, di prossima pubblicazione, che si intitola proprio “Lumecan” nel quale vengono affrontati, tramite l’epopea di alcuni personaggi liguri del passato, temi universali dell’animo umano quali l’amore per la conoscenza, la grazie, la liberta’, il rapporto con il potere, il destino umano e i propri sogni, e si e’ presentata l’opportunità di una collaborazione con I’ amico di sempre, per sviluppare ed ambientare in prosa queste storie, fuoriuscendo dalla tipica forma canzone”.

Prosegue Buscaglia: “lo sviluppo naturale di questa intuizione è stata l’ambientazione del libro in un piccolo paese di fantasia del mediterraneo o meglio della nostra amata Liguria, dove una giovane studentessa universitaria tormentata ed infelice, durante un’estate torrida, sfondo all’incedere degli eventi, ritrova il nonno, vecchio navigante dal passato nebuloso. Con lui, nell’atmosfera magica di un giardino segreto sospeso su una scogliera, ritrova se stessa e affronta le tematiche esistenziali che pervadono il racconto”.

In relazione al metodo adottato nelle fasi di scrittura comune e sulle fonti di ispirazione dello scritto, gli autori raccontano. “E’ stato tutto assolutamente naturale. Abbiamo avuto la fortuna di avere a disposizione come palcoscenico il nostro mare. Infatti molte pagine del libro sono nate proprio a bordo di un gozzo, mentre si andava a pescare insieme. Le tradizioni liguri del passato e le storie di naviganti e viandanti del nostro entroterra hanno poi ispirato il nostro lavoro. Spesso ci siamo ritrovati a cena insieme davanti ad un bicchiere di vermentino a scrivere, proprio sulla tovaglia di carta del locale, lo sviluppo della storia che prendeva forma sera dopo sera. E’ stata davvero una esperienza emozionante di condivisione e di amicizia.”

 

 

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