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Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic LA DOMANDA DI OGGI è: Ripartiamo dai vestiti

Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic
LA DOMANDA DI OGGI è:
Ripartiamo dai vestiti

Sta terminando la settimana della moda a Milano e dentro la mia testa si attivano svariati pensieri.

Trionfa su tutti l’unione vestiti e corpo: soprattutto quanto ancora oggi le misure dei corpi che sfilano sulle passerelle restino dentro determinati parametri.
Ingenuamente penso che pochi tra gli esseri umani riescano a indossare quei modelli, eppure esiste una logica magica che fa restare immutabile il modello dell’abito che sfilerà. Evidentemente anche il modello economico sottostante permette che questo racconto fatto di persone e di stoffe si intrecci così perfettamente che alcun individuo prova a scriverlo o tramandarlo alterato.

Secondo me manca la consapevolezza che sotto il vestito c’è un cuore che batte, un cuore come sede elettiva degli stati d’animo, che continuano ad essere molto trascurati, assieme al cuore. Mi collego a quanto appena scritto, per introdurre il nuovo progetto che ho ideato assieme a Giusi Ghioldi, artista savonese, <IL GIOCO DEL VESTIRSI>, in cui uno degli ultimi pensieri è stato proprio. “Sotto il vestito, c’è un cuore, il tuo! Non è un manichino, è il tuo corpo! Amati sempre un po’ di più”.
De Il gioco del vestirsi- Suggerimenti di moda mentale vi parlerò più avanti, però se siete lettori curiosi cercate La Psic e la Giusi sui vari social e troverete spunti di riflessione molto utili a mettervi anche in gioco, e non solo di fonte al vostro armadio!

Anche in <Tre piani>, ultimo film di Nanni Moretti, uno dei personaggi, recitato da Margherita Buy, si trova a riflettere su quanto il marito l’abbia condizionata sulle scelte di abbigliamento, addirittura la accompagnava nel camerino per aiutarla a scegliere o lei era così insicura da non riuscire neanche ad esprimere la sua scelta da sola su quello che avrebbe poi indossato.
Fatto sta che quando si ritrova in un nuovo negozio perché sta iniziando ad apportare un po’ di modifiche alla sua vita, o meglio alcuni eventi esterni (non scelti da lei) hanno stravolto la sua vita, inducendola a mettersi in discussione, riesce a scegliere un vestito con fantasia a fiori. Mai nella sua vita aveva osato pensare di poter indossare un abito che non fosse tinta unita, e pure di una tonalità molto neutra, per non apparire mai.
Finalmente da adulta, e forse per la prima volta in vita sua, decide lei che cosa indossare!

Quante persone che sono passate nel mio studio, con profonda tristezza si sono rese conto di essere state incapaci di scegliere, di aver delegato ad altri la soddisfazione dei loro bisogni;
quanto gli altri abbiano invaso i loro spazi di vita, senza aver mai chiesto il permesso di farlo o di occupare zone troppo personali.
Incapaci di scegliere anche gli abiti da indossare tutti i giorni, che alla fine sono divenuti delle gabbie soprattutto per i pensieri e per le emozioni di un corpo, che ha rischiato di diventare un contenitore vuoto.

 

Alla prossima puntata, se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it
Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta

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