Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic LA DOMANDA DI OGGI è: Ci rendiamo conto di avere un corpo?

Questo periodo di Covid credo abbia fatto brutalmente passare in secondo piano il corpo nella sua importanza strategica per sviluppare e per allevare la coscienza di essere vivi. Il corpo è stato sbalzato nella dimensione dell’essere curato in emergenza quando era aggredito dalla pandemia.
Dovrebbero riaprire le palestre a breve, il primo pensiero va al corpo e non alla linea.
A quel corpo che non degniamo di troppa attenzione, che talvolta trattiamo come un semplice contenitore in cui inserire cibi e bevande quasi fosse un distributore.
Che ricopriamo di stoffe, tessuti più o meno colorati come fosse un semplice manichino. A cui aggiungiamo magari delle scarpe per non fargli toccare il suolo su cui appoggia i piedi, perdendo il contatto con un prato o con un terreno rugoso che stimola il cervello a condurci nel mondo.
Quello stesso corpo che ci dà la possibilità di sentirci vivi attraverso le sensazioni che elabora e che trasmette alla nostra anima.
Non è questione di pesarlo il corpo, richiede cura, affetto, carezze abbracci, che in questo periodo storico sono stati soppressi e proibiti.
La palestra è una delle modalità che abbiamo per riprendere contatto con il corpo, di gestirlo in uno spazio umano;
per attivare la consapevolezza che con il corpo entriamo in contatto con gli altri, possiamo accorciare o aumentare le distanze, possiamo fonderci con altri corpi.
Il corpo ci orienta nello spazio quotidiano, se ne abbiamo considerazione il ritorno è di benessere, di capacità di saperci muovere nel nostro spazio personale, di poterci appropriare di una nostra personale dimensione e collocazione.
Se lo maltrattiamo ci sentiremo in equilibrio precario, ogni azione diverrà difficoltosa, sentiremo dolore e questo ci frenerà nello svolgere la nostra vita.
Se gli togliamo energia con il sonno non potrà andare avanti, la stanchezza gli impedirà di muoversi e di evolvere.
Attraverso l’allenamento in palestra si può divenire più capaci di gestire sé stessi e di prolungare più a lungo possibile l’autonomia dei propri movimenti.
Un corpo trascurato poco per volta si irrigidisce, perde flessibilità, si ritira impaurito di fronte ai guizzi di vita.
Perde colore, diventa grigio di fronte alla presenza di altre presenze umane; rifugge il confronto, è costretto a ripiegarsi, a volgersi altrove.
Allenarsi a gestire i movimenti, per esempio, delle braccia e delle gambe permette di sentire la linfa vitale che ci attraversa, ci porta ad individuare una felicità ed una sicurezza che ci fanno stanno in piedi, ci fanno assumere una posizione orientata verso il sole, sino ad arrivare a cercare poi la notte per riposare.
Vi consiglio di considerare il corpo diversamente, di prestargli una cura differente per iniziare a restare concentrati su di voi in maniera unica, per piacervi, per amarvi.

Alla prossima puntata, e ricordatevi che la rubrica della Psic ha cadenza quindicinale!
Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it
Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta