Dicembre 1977, quando Finardi pubblicò il suo capolavoro (extraterrestre)

Eugenio Finardi, il più grande rocker italiano (ascoltare, per credere, la sua recentissima “Milano chiama” che mette in fila sia Vasco che il Liga) è, da sempre, alla ricerca della canzone perfetta. Ha detto, in passato, che un autore di canzoni passa la vita a cercare di scrivere “Yesterday” e quasi sempre non ci riesce.

Non sono sicuro che lui abbia (ancora) scritto la sua “Yesterday”, ma ci è andato vicino più di una volta.

Vado a memoria: “Musica ribelle” del 1976, “Non è nel cuore” dell’anno dopo, oppure “Amore diverso”, un capolavoro dedicato a sua figlia Elettra, nata nel 1982 e affetta da Sindrome di Down. Una delle più belle canzoni d’amore di sempre.

Ma se dovessi individuare l’apice dell’arte di Finardi dovrei andare a cercarlo dentro un album intitolato “Blitz” e pubblicato dalla mai troppo lodata Cramps nel 1978. In realtà il capolavoro era già uscito, su 45 giri, nel dicembre del 1977 come facciata B del singolo che, sulla facciata A, portava la canzone “Cuba”.

La facciata B, comunque, s’intitola “Extraterrestre”. Ed è, probabilmente, la “Yesterday” di Finardi. Che aprirà l’album e resterà, nei decenni a venire, come la testimonianza più alta dell’arte del cantautore milanese.

La canzone racconta della voglia di andarsene e trovare un altro mondo, tipica della fine degli anni Settanta. Ma Finardi, al contrario di altri artisti del periodo, ipotizza che il mondo dove vivere, e da cambiare, sia proprio quello che sta sotto casa.

La canzone è bellissima. Una delle migliori scritte in Italia. Ed è suonata da una band stellare – i Crisalide – capitanata dal geniale bassista Stefano Cerri (figlio del grande chitarrista jazz Franco) e scomparso, dopo una luminosa ma troppo breve carriera, a soli 48 anni.

“Extraterrestre”, in ogni caso, è un capolavoro. Una di quelle canzoni che riescono una sola volta nella vita. Capaci di raccontare, al tempo stesso, una esistenza individuale e un’epoca.

 

«Extraterrestre portami via / voglio una stella che sia tutta mia / Extraterrestre vienimi a cercare / voglio un pianeta su cui ricominciare».

Ferdinando Molteni

https://www.youtube.com/watch?v=aELJy5nI-HQ