1979, vera storia della controversa “Agnese, dolce Agnese”, capolavoro di Ivan Graziani

Ivan Graziani è stato uno dei più importanti musicisti rock italiani, un virtuoso della chitarra – sia elettrica che acustica –, collaboratore di Lucio Battisti e poi autore in proprio di dischi bellissimi, tra i maggiori della discografia italiana: “Ballata per 4 stagioni”, “I lupi”, l’inarrivabile capolavoro “Pigro”, il bellissimo “Agnese, dolce Agnese”, e ancora “Viaggi e intemperie” e poi tutto quello che ne è seguito.

Musicista e autore straordinario, dunque. Capace di raccontare la realtà italiana con parole crude e autentiche e con costruzioni armoniche e invenzioni melodiche superiori a tutti gli altri.

Nel 1979 – all’indomani del successo, piccolo ma importante, dell’album “Pigro”, quello di “Monna Lisa”, “Paolina”, “Al festival slow folk di b-Milano” e ovviamente della canzone eponima – Graziani pubblica “Agnese, dolce Agnese”, probabilmente il suo album più maturo ed equilibrato.

La canzone che dà il titolo al disco è una ballata dolcissima, dedicata ad un amore evanescente e – come direbbe il poeta Gozzano – non goduto.

Il disco ha un grande successo e “Agnese” diventa una canzone popolarissima in Italia.

Tutto procede come da copione, la carriera di Ivan Graziani continua tranquilla, poi – sfiga vuole – esce, nel 1988 una versione di “A groovy kind of love” interpretata da Phil Collins, il cantante e batterista dei Genesis. Il pezzo ha un grande successo ed assomiglia in modo evidente ad “Agnese, dolce Agnese”.

Qualcuno, diciamo i meno avvertiti, sostennero che Phil Collins avesse copiato Ivan Graziani. Ma non sapevano che la canzone interpretata dal batterista risaliva, addirittura, al 1965. Interpretata una prima volta dal duo Diane & Annita e poi, qualche tempo dopo, dal gruppo Mindbenders, una meteora di Manchester che ebbe un quarto d’ora di popolarità durante l’invasione dei gruppi inglesi in America al seguito dei Beatles. Nel 1966 ne fecero una versione italiana pure i Camaleonti, con il titolo di “Non c’è più nessuno”.

Ne nacque un temporale estivo, in cui tutti dissero la loro, spesso a sproposito e Ivan Graziani si trovò, in effetti, in un qualche imbarazzo.

Fino a quando si scoprì che la melodia dei pezzi – sia di “A groovy kind of love” che di “Agnese, dolce Agnese” – non è altri che il “Rondò il sol maggiore” della “Sonatina n. 5, op. 36” di Muzio Clementi, compositore italiano attivo tra Sette e Ottocento.

Chiariti debiti e crediti, equivoci e chiacchiere inutili, è sufficiente ascoltare le varie versioni della melodia per rendersi conto di come la migliore sia decisamente quella di Ivan Graziani, migliaia di miglia lontana dalla scolastica calligrafia di Diane & Annita e Mindbenders e dai languori stucchevoli di Phil Collins.

Ferdinando Molteni

 

https://www.youtube.com/watch?v=LC_BZgOiNGI