Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic LA DOMANDA DI OGGI è: Che tipo di donna vorresti essere?

Non è possibile rispondere a questo tipo di domanda, se prima non si prova a liberarsi dai condizionamenti socioculturali in cui siamo immersi, di cui talvolta non si è neppure consapevoli.
Se fa notizia “la portiera è incinta, il Cesena le rinnova il contratto” in prima pagina, qualche dubbio anche sull’influenza del lavoro che una donna svolge sul suo essere e sul suo ruolo nella società sorge spontanea, misto ad una sottile rabbia per la considerazione riservata al lavoro femminile.
Troppe donne a cui ho rivolto questa domanda, in prima battuta hanno risposto: . Da quella risposta assieme abbiamo costruito consapevolezza su quello che avrebbero desiderato essere e diventare; siamo riuscite a capire e costruire l’immagine con annessi pensieri e sentimenti che poteva farle sentire in diritto di essere donne autentiche, in diritto di essere felici!
Spesso non viene insegnato a prendersi cura di sé, ad avere un valido modello di riferimento e meno che mai a concedersi di poter desiderare di essere donna, con caratteristiche non solo fisiche, ma mentali ed affettive selezionate da sole, per sé stesse.
(M. Gancitano, A. Colamedici)
È utile iniziare a fare chiarezza e riflettere sulle proprie radici familiari, sulle radici dell’amore, che vanno dalle famiglie di origine all’individuo, alla donna che si è nel tempo presente.
Provare ad eliminare i modelli che non si vogliono riprodurre né trasmettere ai figli, ai familiari e quindi attivare la possibilità di scegliere. Anche se non sempre risulta facile, perché può scattare il senso di colpa, il timore di essere giudicata negativamente e pure inadeguata.
Di seguito propongo alcune domande che servono ad attivare consapevolezza di sé e perché no anche dei propri desideri e progetti futuri.

“Per tua nonna una donna si realizzava quando?” Tratto da Autostima al femminile – Rappresentazione di sé, potere e seduzione (Maria Menditto).
Scrivete cosa vostra nonna (materna / paterna) avrebbe detto per definire una donna realizzata: “per mia nonna una donna si realizzava quando…”
Scrivete tre cose.
Ora pensate alla mamma. Scrivete cosa vostra mamma avrebbe detto per definire una donna realizzata: “per mia mamma una donna si realizzava quando…”
Scrivete tre cose.
Ora ritornate alla definizione di vostra nonna e segnate con una crocetta le cose che vi piacciono di più tra le tre.
Fate lo stesso per le cose dette da vostra madre.
Chiedetevi che cosa vi siete portate dietro da queste figure dei due ruoli. Riflettete sul perché è difficile uscire da questi schemi.
Siete soddisfatte delle vostre riflessioni? Esiste sempre la possibilità di apportare modifiche. Se avrete bisogno di indicazioni per capirvi meglio scrivetemi

Alla prossima puntata, e ricordatevi che la rubrica della Psic ha cadenza quindicinale!
Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it
Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta