Livello di vita soddisfacente: “Quanto ci rendiamo conto della confusione?”

Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic
LA DOMANDA DI OGGI è:
Quanto ci rendiamo conto della confusione?

Vi sentite confusi in questo periodo di immersione quotidiana e convivenza forzata nel Covid?
Vi sembra di essere stati messi dentro un frullatore azionato alla massima velocità? Provate una sensazione fisiologica di smarrimento e destabilizzazione anche fisica?
Sono una serie di domande che dovrebbero sorgere spontanee in questo periodo come conseguenza della conoscenza di Covid.
Domande che sarebbero bene sorgessero per lasciare defluire l’insicurezza che ci accompagna da oramai tanti mesi.
Non lo abbiamo scelto, ci è piombato addosso, ha invaso le nostre vite, però nessuno ci sta insegnando come avere coscienza del caos che si è innescato da ormai più di un anno.
È semplicemente destabilizzante la condizione mentale ed emotiva che stiamo sperimentando, ma spesso abbiamo il timore di riconoscerlo, di dirlo agli altri perché temiamo di essere giudicati fuori di testa.
Invece fuori di testa, fuori equilibrio ci stanno mandando la gestione del Covid, prevalentemente incentrata sull’angoscia, sulla morte.
Perché comunque il terrore induce a mettersi nell’angolo, a non provare ad azionare la propria testa, perché vorrebbe dire avere un pensiero diverso; ed il pensiero diverso si sa è difficile poi da condividere con gli altri. Ci piace giocare facile, giocare lineare, non discostarci dalla media, fare come fanno tutti, uniformarci.
La confusione in questo momento storico è elevatissima, probabilmente non costruita ad hoc, ma semplicemente perché il livello di competenza utile a fare funzionare il mondo si è dissolto, ha preso il sopravvento il mostro del so tutto io!
<L’egemonia dell’incompetenza costituisce un grave problema di natura civica e morale, ma anche economica, che entra nel repertorio delle numerose criticità italiane (dal debito pubblico alla evasione fiscale, dalla ridotta competitività del sistema produttivo alle disuguaglianze sociali) …
La dittatura dell’ignoranza ha poi ricevuto una spinta ulteriore dall’utilizzo del web in chiave sic et simpliciter sostitutiva dello studio… Paolo Iacci)>
Ma del malessere con cui conviviamo non si parla, forse perché non ci sono le risorse da parte delle istituzioni per gestirlo.
Se non si capisce niente sul piano dei vaccini, sull’orario scolastico, sui colori delle zone, tanto per citare alcune delle tematiche che ci arrivano addosso tutti i giorni,
figuriamoci sul disagio emotivo; quello stesso disagio emotivo che è sempre stato connotato negativamente come segno di non funzionamento e di incapacità di vivere.
Vi assicuro che la confusione esiste ed è tutta intorno a noi!
Non è solo colpa nostra; la questione è, che se esiste una colpa, esiste anche un responsabile.

Alla prossima puntata, e ricordatevi che la rubrica della Psic ha cadenza quindicinale!
Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it
Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta