Il Governo di Budapest spegne Klubradio, ma sbarca on line

Klubradio rappresentava l’ultimo baluardo dell’informazione indipendente ungherese è stata punita dal governo ungherese. L’esecutivo di Budapest ha revocato la licenza di trasmissione dell’emittente radiofonica.

Motivo? Aver comunicato in ritardo alle autorità governative il report sulle quote di musica e notizie nazionali e internazionali che i media hanno obbligo di trasmettere settimanalmente. Amareggiato il direttore nonché proprietario András Arató: “Me l’aspettavo, ma si tratta comunque di una decisione vergognosa e codarda (…) Un’esecuzione attraverso la quale Orbán fa tacere l’ultima radio libera del Paese”. Poco prima di cessare le trasmissioni, Arato ha salutato gli ascoltatori esprimendo la sua rabbia contro Orban per la decisione di silenziare la radio, e la redazione ha scandito con un conto alla rovescia gli ultimi secondi di vita delle trasmissioni radiofoniche.

Già in passato Klubradio era stata duramente colpita dalle autorità governative: tra il 2010 e il 2014 le era stato revocato il diritto di trasmettere fuori dalla capitale, ma aveva anche perso ben dodici frequenze provinciali. Tuttavia era riuscita a trasmettere grazie a permessi rinnovati ogni sessanta giorni. Ora sembra non esservi altra possibilità per la storica emittente che ha deciso di sbarcare sul web. Il direttore ha trasmesso l’Inno alla Gioia, l’inno ufficiale dell’Unione europea.