Aga Ndricim, dall’Albania all’Italia per imparare i segreti di Michelangelo

Da Valona a Brindisi in gommone con altri quindici connazionali, in fuga dall’Albania e dalla corruzione per cercare fortuna in Italia. Da Brindisi è passato per Roma ed ha raggiunto Stellanello, paese di 823 abitanti. Aga Ndricim, 49 anni, originario di Tirana, da profugo a imprenditore di successo. Lavorando il marmo è diventato a suo modo un artista tanto da essere richiesto dai proprietari di lussuose ville della Costa Azzurra. Ma è la sua storia passata a far stringere il cuore «Avevo 23 anni quando sono scappato da Tirana per raggiungere l’Italia. A Stellanello ha dormito in una baracca per due anni. In Albania facevo il meccanico. In Italia ho cambiato vita e lavoro sognando di tirare su casa e famiglia. Mai avrebbe immaginato che un giorno sarebbe diventato uno dei nipoti acquisiti del maestro Michelangelo.

«Avevo un milione e mezzo in tasca – racconta ancora Aga – Con quei soldi ho comprato un generatore e un flessibile. Ho iniziato a lavorare il marmo in un’azienda come operaio. Sudore e fatica. Con quei pochi soldi riuscivo a mettere insieme il pranzo con la cena. Gli amici di Stellanello mi hanno accolto come un figlio ed è grazie a loro se ora ho un’azienda con quattro operai. Il regalo più grande per me è quando alla consegna di un lavoro vedo il sorriso del mio cliente. La lavorazione le pietre è tutta la mia vita». Oltre ai quattro dipendenti lavora nell’azienda di Stellanello anche la moglie Xhevahire. I figli, Alessia e Mattia, vanno a scuola. «Sono nati in Italia», dice orgoglioso Aga che ha ricambiato l’amore e l’affetto dei suoi compaesani che lo hanno aiutato nei momenti difficili. Ha sistemato la grotta di San Lorenzo lungo la strada di Stellanello, il campo sportivo, ha organizzato la corsa della Val Merula. L’amore per lo sport lo ha portato a ricoprire l’incarico di presidente dell’Inter Club di Andora. Ex stelle come Zanetti, Mario Corso, Handanovic, Pazzini, Thiago Motta, Evaristo Beccalossi a Natale gli mandano gli auguri di Natale. Il suo sogno? «Fare crescere l’azienda anche se ora è anche un periodo difficile», dice apertamente. Tra le sue iniziative solidali la raccolta fondi avviata con il suo amico Agron Beja per aiutare Durazzo quando due anni fa era stata colpita dal terremoto. «La città era in ginocchio – ricorda Aga – Mi si è stretto il cuore e non potevo non aiutare i miei connazionali che hanno perso tutto».