Livello di vita soddisfacente, le risposte della Psic: “È amore? San Valentino? Ristoratori?”

Prendendo spunto dalla indicazione di M. Gancitano e A. Colamedici (Liberati dalla brava bambina) <piazzare punti interrogativi alla fine delle parole, come fossero esplosivi … in questo modo ogni preconcetto esplode, e si aprono passaggi segreti impensabili e altrimenti invisibili>, invito i lettori a posizionare più punti interrogativi dopo le parole che pensano per scoprire gli effetti benefici di questa operazione mentale, anche in merito alla ricorrenza del 14 febbraio.

Fantastico questo tripudio di cuori rossi esploso nelle vetrine in giro per le città, nel web, un po’ dovunque insomma. Ma che tipo di cuori sono? Proviamo a connotare ogni tipo di cuore che incrociamo; iniziamo magari a scrivere sul nostro stesso cuore che cosa desideriamo, che cosa ci rende felici, quali le relazioni sane che ci fanno stare bene.

Abbiamo veramente voglia di interrogarci sul nostro amore? O meglio ci sentiamo in diritto di poterlo fare? Magari non ci hanno abituato a pensare a noi stessi, a volerci bene, quindi la nostra idea di amore sarà un po’ distorta.

Lo sappiamo tutti che non si uccide per amore, eppure, continuano a morire innumerevoli donne per mano di uomini, anzi si continuano a gestire questi casi di femminicidio con troppa superficialità. Alla fine, sembra quasi scontato che l’uomo agisca così, poiché ci sono pochi interventi di tutela e di prevenzione per fermare questo orrore.

Accade che si professi di avere amato tanto e poi vengano perpetrate le peggiori nefandezze da quello stesso coniuge (così pervaso da nobile sentimento) verso i figli della coppia: ad esempio, parlare male dell’altro genitore e sminuire quello che fa. No, non è amore! È non rispetto, confusione emotiva, ricatto mentale effettuato verso i figli, li si priva di quelle energie e di quel nutrimento che servirebbe loro per vivere serenamente.

Non va demonizzata la festa di San Valentino, con i pranzi e le cene romantiche; perché l’essere umano ha anche bisogno di rituali nella relazione di coppia. Quest’anno purtroppo i ristoratori stanno per essere uccisi e spenti dai vari decreti.Quindi a loro va espresso l’amore che non ricevono; nel non poter lavorare e nel non avere mezzi che garantiscano la loro sussistenza.

Una espressione di affetto autentico sarebbe l’indignazione pubblica per tutto quello che sta accadendo verso determinate categorie di lavoratori!

La facciata di perbenismo dietro cui molte coppie si ingabbiano, può spegnere l’amore e la vita.

Gli altri attorno sono in grado di cogliere l’infelicità nei loro occhi, che stona con il sottostante sorriso finto o forzato.

Si può provare ad uscire dagli schemi, magari affidandosi ad uno psicoterapeuta, per provare a vivere in maniera felice.

L’amore in questo periodo sembra offuscato dal Covid, ma sappiamo che il Covid è un filtro da cui vengono analizzate realtà che ci sono sempre state.

L’amore mi piacerebbe vederlo negli sguardi che incrocio per strada. La mascherina ci lascia liberi gli occhi: occhi che ci rappresentano, ma che trattengono anche tanto di noi, se non ci lasciamo andare.

Dagli occhi vorrei ricevere serenità, voglia di vivere, energia vitale positiva che stravolga le brutture intorno a noi.

 

(Foto a cura di Donatella Canaparo)

 

Alla prossima puntata, e ricordatevi che la rubrica della Psic ha cadenza quindicinale!

Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it

Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta