1978, quando Gerry Rafferty lanciò… il suo sassofonista

Nel 1978 successe una cosa per molti aspetti straordinaria.

Venne pubblicata una  canzone che scalò le classifiche e che fece, alla lunga, non la fortuna del cantante ma piuttosto quella di un anonimo musicista che partecipò alla session.

Gerry Rafferty era un bravo e tormentato cantautore scozzese. Nel 1972, insieme ad un amico, aveva fondato gli Stealers Wheel, una formazione che guardava a certe atmosfere californiane acustiche e melodiche, capace di scrivere buone composizioni ma sfortunata dal punto di vista commerciale. Nel 1975 la band si scioglie e Gerry comincia a lavorare da solo e compone un album di canzoni che uscirà, nel 1978, con il titolo di “City to city”.

Nel disco c’è un pezzo – che uscirà come singolo – che s’intitola “Baker street” e parla proprio della strada londinese famosa (ma Gerry non ne parla) per aver ospitato l’immaginaria casa di Sherlock Holmes e la sfortunata boutique del Beatles.

Il brano esplode letteralmente e arriverà a vendere cinque milioni di copie.

Ma di che cosa si tratta? Si tratta di una canzone leggera leggera, con le strofe inframezzate da un potente e originale riff di sassofono tenore.

E sarà proprio quell’assolo a lanciare la canzone, più ancora che la melodia piuttosto evanescente.

Non a caso il sassofonista vedrà la propria carriera lanciata proprio da quel fortunato intervento nella canzone di Rafferty.

Raphael Ravenscroft (scomparso nel 2014, tre anni dopo Gerry) inanellò da lì in avanti una serie di collaborazioni straordinarie, proprio sulla spinta di quel formidabile riff: Pink Floyd, Abba, Marvin Gaye, America, Mike Oldfield, Chris Rea, Robert Plant e molti altri.

Tutti lo volevano, nella speranza che il miracolo si ripetesse.

Gerry Rafferty, invece, non si avvicinò mai più al successo di quel fortunato 1978.

Resta tuttavia il ricordo di quel memorabile singolo e la curiosità di riascoltare i suoi album, belli, raffinati e dimenticati.

 

Ferdinando Molteni