Novità editoriale: “Ceretto, 5 gennaio 1944. Cronaca di un eccidio”

Novità editoriale

Ceretto, 5 gennaio 1944. Cronaca di un eccidio,
Livio Berardo, Fusta editore, 2021

A metà dicembre del 1943, per stroncare la crescente formazione di bande di resistenti nelle valli cuneesi, il Comando tedesco 1020 programmava “dieci azioni di guerra”. Le realizzava fra il 29 (Frabosa Sottana) e il 12-13 gennaio 1944 (Valgrana). Bilancio: 242 “nemici” uccisi, 300 case bruciate o distrutte.

Uno degli eccidi più efferati, perché non rispondeva alla presenza di basi partigiane, tutt’al più a quella di un gruppo di sbandati, non riconosciuto da alcun Comitato di liberazione, fu quello di Ceretto, in cui vennero trucidati nelle loro case o al lavoro nei campi 27 civili. Era il 10% degli abitanti della frazione posta a cavallo fra Busca e Costigliole, il 20% della popolazione maschile in età lavorativa, un colpo esiziale per una comunità contadina che ha impiegato anni per uscire dal dolore delle perdite umane e dalla miseria provocata dal rogo delle abitazioni, degli attrezzi.

Il confronto fra i documenti conservati negli archivi comunali con quelli ricavabili dal Bundesarchiv di Friburgo e Coblenza e con gli Atti del processo contro Corrado Falletti e altri (Corte d’assise straordinaria di Genova) ha consentito all’autore di identificare le unità tedesche che condussero l’azione (una compagnia della Luftwaffe proveniente dall’aeroporto di Levaldigi e una appartenente ai “Battaglioni Est”), come pure i corpi della Repubblica sociale che vi diedero un rilevante contributo: le SS italiane del capitano Traverso, mentre l’intervento tedesco fu sollecitato dal Comando della Squadra “E. Muti” di Villafalletto, al servizio del conte Corrado Falletti.

Il libro racconta anche la “giustizia mancata” del dopoguerra, il processo di Genova e l’assoluzione con amnistia dei principali imputati. Ancora più amari gli sviluppi in Germania. L’allora tenente colonnello Johannes Steinhoff, comandante del 77° Jagdgeschader distribuito fra i campi di volo di Levaldigi, Lagnasco e Airasca, divenuto generale, parteciperà sotto il governo Adenauer alla ricostruzione della Luftwaffe, di cui diventerà “ispettore”, ed andrà a dirigere il Comando aereo supremo della NATO.

Livio Berardo, è stato ricercatore di storia antica e docente di lettere classiche nei licei.

Amministratore provinciale e comunale nel saluzzese e a Bra, ha ricoperto la carica di presidente dell’Istituto storico della Resistenza di Cuneo dal 2002 al 2015.

Ha pubblicato saggi e volumi sulla lotta di liberazione, sul movimento operaio,  sulla società contemporanea in provincia.

Nel 1995 ha vinto il Premio Acqui storia-Targa D. Lajolo con il libro Le «loro» prigioni. Detenuti politici nel carcere di Fossano 1922-1945.