Dietrofront per le etichette allarmistiche, evitati danni a vini DOC e IGT savonesi

Importante dietrofront per le etichette allarmistiche che, a livello europeo, avrebbero potuto colpire le bottiglie di vino ed altri prodotti agroalimentari, minando l’export di grandi eccellenze territoriali come i Vini DOC e IGT savonesi.

 È come commenta Coldiretti Savona i contenuti della Comunicazione sul Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei” approvata dalla Commissione Europea, e le rassicurazioni verbali arrivate dal Vicepresidente della Commissione europea Margaritīs Schinas, riconoscendo che è del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici, al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione, come la birra e il vino, che in Italia sono diventati l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol.  Le parole del Commissario devono ora tradursi in atti concreti, che riconoscano la specificità del vino escludendolo dall’ambito di applicazione delle raccomandazioni contenute nel piano, ma a preoccupare sono anche i limiti posti all’attività di promozione per prodotti simbolo del Made in Italy compresi la carne rossa ed i salumi. Il testo prevede che la Commissione “proporrà un’indicazione obbligatoria della lista degli ingredienti e delle indicazioni nutrizionali sulle bevande alcoliche entro la fine del 2022 e degli allarmi salutistici entro la fine del 2023” rivedendo anche la “politica di promozione sulle bevande alcoliche” e su questo vanno ora garantite le opportune esenzioni per vino e birra.

 “Nella nostra provincia – affermano il Presidente di Coldiretti Savona Marcello Grenna e il Direttore Provinciale Antonio Ciotta – si producono vini d’eccellenza sempre più apprezzati sia sul mercato interno sia su quello estero, ed è importante evitare che etichette semplicistiche e fuorvianti compromettano il commercio di tali produzioni, che puntano tutto sulla qualità e su una tradizione millenaria custodita dagli imprenditori del territorio. Possiamo contare su varietà come Pigato, Vermentino, Granaccia, Rossese e Lumassina, tutte uve che permettono di realizzare vini d’eccellenza per i quali sono riconosciute le denominazioni DOC “Riviera Ligure di Ponente” e IGT “Colline Savonesi”. Il giusto impegno della Commissione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi, quindi,  in decisioni che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va infatti ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto. Non bisogna dimenticare che la nostra Dieta Mediterranea, fondata su un’alimentazione diversificata che con pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari, hanno consentito agli italiani di conquistare il primato europeo di longevità. Dobbiamo sempre difendere le tipicità tradizionali dei nostri territori, eccellenze che hanno bisogno di farsi ulteriormente conoscere sul mercato e che, senza sostegni alla promozione, rischiano di non avere questa possibilità”.