1976, arriva “Music” la canzone che non ti aspetti

In Italia raggiungerà il terzo posto in classifica, così in Inghilterra. Sarà numero uno in Olanda e Belgio. Eppure “Music” sarà e resterà la canzone del 1976.

Miles era uno sconosciuto cantante britannico al debutto. Talentuoso, ma sconosciuto. L’album, da cui proviene, “Music”, s’intitola “Rebel” ed ha un produttore d’eccezione, Alan Parsons al quale Miles aveva prestato la voce in qualche pezzo di Tales of Mystery and Imagination di Alan Parsons Project appunto. E l’impronta del produttore, soprattutto nel pezzo in oggetto, si sente tutta.

La canzone è costruita in modo singolare e “anticommerciale” (fu infatti il secondo singolo tratto dall’album “Rebel”). Non ha, per esempio, un ritornello vero e proprio ma una strofa – che Miles ripete tre volte – inframezzata da “movimenti” orchestrali piuttosto ritmati e sovraccarichi di strumenti.

L’effetto è quello di una piccola “suite” figlia, probabilmente, anche della sensibilità prog di Parsons e dello stesso Miles. Siamo nell’anno terminale di quel genere musicale che sarà spazzato via dal punk, ma l’estate del 1976 è ancora tutta per “Music”.

John Miles, tuttora in attività, non riuscì mai a bissare la fortuna di quel disco che resta un affresco, a tratti ingenuo ma di grande sincerità, di un’epoca ormai lontana.

Music was my first love

and it’ll be my last

music of the future

and music of the past.

La musica è stata il mio primo amore

e sarà anche l’ultimo

musica del futuro

e musica del passato.

 

Ferdinando Molteni