Con l’App “Alospeak” i bambini possono comunicare con gli altri

L’obiettivo primario dell’App è quello di permettere a chiunque di comunicare ed interagire efficacemente per facilitare la partecipazione e l’inserimento nella società. Da un’idea della psicologa andorese Federica Floris e da Alessandra Piaggio, ingegnere informatico nasce «Alospeak», riconosciuta dal Mise e brevettata.

«Insieme – racconta Federica Floris – abbiamo deciso di sviluppare un’idea in formato applicazione affinché ognuno possa utilizzarla sul cellulare o tablet perchè comunicare è un diritto. Abbiamo iniziato 5 anni fa a lavorarci quasi come a un gioco. E’ nata Alos, una start up innovativa a vocazione sociale tutta al femminile che collabora con il dipartimento Disfor di Unige. Poi Alospeak scaricabile nella versione Android e a breve anche per iOS. Abbiamo apportato miglioramenti e funzionalità aggiuntive, tra cui il multi language e la sintesi vocale al maschile e femminile». Federica, psicologa ed esperta in neuropsicologia clinica e riabilitativa, ha un’esperienza decennale nell’ambito della disabilità intellettiva e i disturbi dello spettro autistico. Ha sviluppato progetti nell’ambito della riabilitazione sociale e comunicativa per persone che presentano importanti difficoltà comunicative. Alessandra, invece, è attiva nel settore informatico da 7 anni: lavora come consulente presso una società multinazionale che offre soluzioni software. Insieme hanno studiato un software touch-screen adatto a diverse tipologie di patologie e i risultati sono eccellenti: «Basta un dito sullo schermo, e il bambino, come per gioco, può esprimersi e sentirsi incluso», spiega la psicologa.

La logica è questa: «Noi parliamo seguendo determinate regole logiche e grammaticali e il bambino deve poter fare altrettanto: spesso i problemi comunicativi hanno ricadute anche sulla costruzione di frasi di senso compiuto, limitando la possibilità di espressione», dice Federica Floris.