Quella nave romana in fondo al mare che finisce in tv

A 40 metri circa di profondità riposa il famoso relitto di Albenga, la più grande nave oneraria romana mai rinvenuta nel Mediterraneo. È la nave con cui è nata, all’inizio degli anni ’50, l’archeologia subacquea italiana grazie all’instancabile lavoro di Nino Lamboglia.

Grazie alla preziosa testimonianza del presidente dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, Cosimo Costa, che nel febbraio del 1950 era a bordo del leggendario piroscafo Artiglio, lunedì 4 gennaio su Rai Storia alle 21,10 sarà possibile rivivere  l’epopea della prima campagna di recupero delle anfore vinarie della nave di Albenga.

Si capirà come, riflettendo sugli errori commessi in quella prima pioneristica esperienza, Nino Lamboglia elaborò le metodologie che sono tutt’ora alla base dell’archeologia subacquea. Eredi della sua lezione, sono oggi gli archeologi del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza della Liguria che proseguono le ricerche sul relitto di Albenga, coadiuvati dai carabinieri e dalla guardia costiera.