Livello di vita soddisfacente: “Hai vissuto, la vita che desideravi?”

Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic

LA DOMANDA DI OGGI è:

Hai vissuto la vita che desideravi?

 È una di quelle domande intriganti che invito a porsi almeno una volta al giorno, anche senza avere la risposta perfetta in testa. Credo che nel riuscire ad attivare un interrogativo del genere dentro di sé inevitabilmente si vada a smuovere energia vitale, poi utile a trascorrere le giornate quotidiane secondo un livello di vita soddisfacente adeguato a sé stessi.

Sì, almeno una volta al giorno, per non cadere preda del rapido susseguirsi degli eventi quotidiani, talvolta anche molto banali. Una domanda che non dovrebbe aspettare l’inizio o la fine dell’anno.

Cercare di capire se si è riusciti a mettere a fuoco quello che si desiderava, se si è riusciti ad osare di esprimere i desideri che spesso rimangono occultati dentro il cuore; senza rendersi conto che esprimere desideri ci rende vivi!

Piuttosto chiedersi quante volte si trattiene dentro la domanda per paura di doversi scoprire di fronte agli altri, per il timore di non essere capiti, di dover spiegare quello che si prova, perché magari gli altri si sono spenti, e sembra non riescano a capire quello di cui stiamo parlando.

Non avere paura di provare a realizzare certi tipi di sogni, di inseguirli, di trovarsi in situazioni nuove ma piacevoli, che magari non sappiamo proprio per questo decifrare. Il tempo aiuterà ad avere maggiore comprensione. Riservarsi tanta indulgenza!

Sorgerà sempre il tempo per rompere gli schemi; talvolta non si riuscirà a cogliere quell’attimo speciale perché forse le scelte non saranno state fatte per se stessi, secondo il proprio riferimento personale, perché le forze per contrastare le regole implicite di un genitore si sovrappongono all’idea di perdere l’amore proprio di colui/colei che amore non è capace di riservarci

<Carry on>cantata da Crosby Stills Nash and Young: …Oh, the questions of a thousand dreams … Whatyou do and whatyousee …
Provare ad andare avanti a realizzare il proprio sogno, un sogno che sembra piccolo o un sogno che sembra assurdo, ma provarci.

Talvolta è necessario alimentare la fiducia in sé stessi, l’amor proprio, coltivarlo; prendersi cura dei nostri pensieri un po’ arruffati e delle nostre emozioni lasciate in disparte.

In alcuni momenti il dolore che si prova è così acuto che si rimane paralizzati!

Sbagliare perché si è sperimentato, sbagli ancora da fare (come ho ricordato nell’ultima puntata dell’anno passato a Radio Psic) perché lo zaino delle esperienze va arricchito in continuazione. Talvolta gli sbagli sembra pesino di più, forse per l’intervento della modalità giudicante o del senso di responsabilità. Concedersi comunque di sbagliare, iniziare a perdonarsi gli errori e non irrigidirsi con innumerevoli buoni propositi

Avete la sensazione di avere buttato via delle energie verso persone con cui proprio non siete riusciti ad entrare in relazione? Era un modo per mettervi alla prova in alcune relazioni, per capire come costruire i vostri confini personali, magari per una volta non è stata colpa vostra, la responsabilità è dell’altra persona che la sua zona d’ombra proprio non riesce proprio ad avvicinarla.

Fatevi delle domande, non abbandonate la curiosità.

 

Alla prossima puntata, e ricordatevi che la rubrica della Psic ha cadenza quindicinale!

Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it

Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta