Sulle Alpi Marittime scatta l’operazione “Attenti al gallo”

In inverno gli animali selvatici affrontano le condizioni estreme del periodo mettendo in atto strategie e adattamenti indispensabili per la loro sopravvivenza. In questa stagione le specie alpine consumano le riserve di grasso accumulate durante l’estate e rimangono per lungo tempo nascoste, alcune di esse anche sotto la neve, per mantenere alta la temperatura corporea e per difendersi dai predatori.

In inverno l’energia che gli animali consumano deve essere ridotta al minimo perché il cibo presente è poco e di scarso valore calorico. Lo spiega bene il portale http://www.areeprotettealpimarittime.it/   I movimenti delle varie specie, in presenza di terreno innevato, sono limitati all’essenziale: le poche zone libere da neve o i margini del bosco rappresentano aree di “comfort” per il fagiano di monte (o gallo forcello), pernice bianca, camosci, stambecchi e lepre variabile.

È auspicabile che chi frequenta le valli alpine in questa stagione, scialpinisti o ciaspolatori, sia consapevole che potrebbe incrociare una delle loro zone di “rifugio”.

Gli animali percepiscono la presenza dell’uomo come un pericolo e reagiscono, com’è naturale, con la fuga. Ma se nelle altre stagioni, dopo un grande spavento, il selvatico può spostarsi velocemente e trovare un altro posto tranquillo, in inverno abbandonare il proprio rifugio rappresenta un dispendio di energie eccessivo che stressa l’animale e lo rende più vulnerabile a malattie e ai predatori.

Frequentare la montagna significa entrare a far parte di un sistema complesso e molto fragile: è fondamentale pianificare con sapienza e accortezza l’escursione per evitare al massimo qualsiasi tipo di interferenza con la fauna selvatica.

La maggioranza dei ‘buoni’ scialpinisti o ciaspolatori rimane su percorsi consigliati o già battuti: quando percepisce la presenza di un animale cambia direzione o si ferma, aspettando che si allontani e, se porta con sé il proprio cane sugli itinerari dove ciò è consentito, lo tiene sempre al guinzaglio.

Su tutte le Alpi, le campagne di sensibilizzazione si stanno moltiplicando negli ultimi anni a causa dell’aumento di frequentatori molte volte inconsapevoli del loro impatto su un ambiente così fragile come quello montano. Una delle iniziative di informazione a livello di arco alpino è Be Part of the Mountain, nata dalla cooperazione tra aree protette, organizzazioni di protezione della natura, istituzioni, club alpini e altri portatori d’interesse per la crescita della consapevolezza tra gli appassionati di attività outdoor.