Livello di vita soddisfacente, A Natale si può uscire di testa?

Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic

LA DOMANDA DI OGGI è:

A Natale si può uscire…di testa?

Non mi voglio occupare delle uscite reali e geografiche possibili o negate a causa delle restrizioni Covid, ma invitarvi ad uscire dagli usuali schemi mentali.

Come sostiene Ersilia Vaudo, astrofisica, la sfida sta, allora, proprio nell’uscire dalla propria zona di conforto, aprendosi all’imprevisto.

Avevo letto nell’articolo zona di confronto, è mi era parsa ancora più stimolante: accettare di mettersi in gioco, oltre quei limiti che ci diamo, a volte senza rendercene conto consapevolmente, per entrare in contatto con pensieri diversi, diversi dai nostri.

Considerando che i nostri pensieri abbiamo imparato a svilupparli lungo una certa rotta per stare bene, per proteggerci da quello che non conosciamo (e tanti sono i contenuti di cui non abbiamo conoscenza per l’umana limitatezza), alcune volte per rigidità, riuscire ad aprirci al confronto sarebbe davvero un grande passaggio.

A Natale si può cogliere l’occasione visto che si parla tanto di regali, di fare regali non solo materialmente ma anche mentalmente. Prima di tutto a sé stessi, perché se siamo in grado di provvedere a noi stessi, di sviluppare un adeguato livello di amor proprio; poi entreremo nelle relazioni senza avere questioni irrisolte a livello emotivo e quindi sarà più facile non pretendere, derubare o chiedere insistentemente.

Saremo più disponibili per gli altri e potremo donare il nostro affetto, la nostra comprensione, il nostro appoggio a chi sarà meno stabile di noi.

Cerchiamo anche di andare oltre le belle maschere che spesso indossiamo, usciamo anche dal perbenismo, magari ammettendo le nostre responsabilità e chiedendo finalmente scusa.

Quella sì che sarà una bella uscita! Anche perché essere imprigionati nel proprio pantano mentale produce solo mostri e nemici che a loro volta rendono prigionieri emotivi gli affetti più cari.

Tutte queste operazioni mentali ed affettive possono essere compiute da qualsiasi postazione ambientale, senza restrizione alcuna!

Ci hanno insegnato che è il pensiero che conta, allora impariamo a ringraziare come canta Ligabue nel suo ultimo album:

<e se è il pensiero che conta grazie per davvero

Ti ci sei messa tutta dentro quel pensiero

Mi ci pulisco il cuore per un po’ ci puoi comunque rimanere>

 A Natale si potrà uscire di testa, finalmente la figura dello psicologo verrà evocata più volte di quanto non avvenga nella normalità della vita quotidiana, e forse finalmente ci si concederà di rivolgersi ad un professionista per iniziare a stare meglio.

Buon Natale a tutti i miei lettori!

Alla prossima puntata, e ricordatevi che la rubrica della Psic ha cadenza quindicinale!

Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it

Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta