1960, una classifica strepitosa dominata dalla più grande: Mina  

La classifica della prima settimana di dicembre del 1960 spiega che c’è stato un tempo in cui (forse perché le classifiche non erano truccate da chi le compilava e pubblicava) il meglio ci finiva dentro.

Ma proprio il meglio del meglio.

Nelle prime dieci posizioni di questa hit parade non c’è nulla da buttare.

Al decimo e al quinto posto un Peppino di Capri in gran spolvero (artista che attende una doverosa rivalutazione) con, rispettivamente, “I’ te vurria vasa’” e la bellissima e jazzly “Nessuno al mondo”.

Poi c’è Gino Paoli con la meravigliosa “Sassi” (al nono posto) e due stelle americane come Paul Anka che canta “Dove sei?” e il re del rock and roll, Elvis Presley, che omaggia Napoli a modo suo con la sua “It’s now or never”.

In mezzo a tutto questo, due pezzi da novanta come Nico Fidenco, al secondo posto con “Su nel cielo” e Umberto Bindi che porta “Se ci sei” al sesto e il suo immortale capolavoro, “Il nostro concerto”, al settimo posto.

Due sole donne in classifica, ma formidabili. Dalida che si trova al terzo posto con “Uno a te uno a me”, libera versione italiana del suo anthem “Les enfants du Pirée”. E poi Mina che domina la classifica con il capolavoro massimo di Gino Paoli, “Il cielo in una stanza”.

Paoli scrisse una meraviglia, ma Mina la rese irraggiungibile.

 

Ferdinando Molteni

 

https://www.youtube.com/watch?v=VkLxROfo2AA