1962, quando anche Paul Anka e Neil Sedaka cantavano in italiano

C’è stato un tempo in cui, se volevi entrate nella classifica italiana dei dischi più venduti, dovevi cantare in italiano. E così le canzoni americane, e talora inglesi, venivano riadattate (in realtà, quasi mai davvero tradotte) e i cantanti stranieri si cimentavano con la lingua di Dante.

Con qualche rara eccezione.

La classifiche che in questa settimana di novembre del 1962 potevano assaporare gli appassionati, vede una sola eccezione alla regola, l’irresistibile “Speedy Gonzales” di Pat Boone al terzo posto. Intorno a lui ci sono Mina, Peppino Di Capri, Ricky Gianco, Domenico Modugno, e il sommo Adriano Celentano – dominatore delle hit parade di quegli anni con “Si è spento il sole” al secondo posto e “Pregherò” (ardito rimaneggiamento della “Stand by me” di Ben E. King) al primo.
Ma il bello di quella classifica lontana si annida tra il quinto e il sesto posto.

Al quinto Paul Anka canta, con la voce limpidissima e bella di quei tempi, la deliziosa “Ogni giorno”.
Sotto di lui Neil Sedaka con una strepitosa “Tu non lo sai” (in origine “Breaking up is hard to do”) che diventerà, negli anni, il suo marchio di fabbrica.
Un gioiello. Anche in italiano.

Ferdinando Molteni