Sono stata tamponata dai rifiuti Covid

Questa è la storia della signora M., che mentre si reca tranquilla al lavoro in una splendida giornata di ottobre (ed in Liguria le splendide giornate non mancano) riceve una telefonata dal Asl. “Buongiorno! lei è entrata in contatto con un positivo, deve tornare a casa!”
Non è una esercitazione, ironizza M. dentro di sé; mentre le scendono le lacrime, si stampa nella memoria la data del tampone che le è stata riferita. Le lacrime passano sulla mascherina, gli occhiali si appannano, adesso, ci manca solo con la testa così obnubilata di mettere il piede su una di quelle cacche di cane che purtroppo molti padroni lasciano sul marciapiede.
M. a tratti cerca di capire come gestirsi la spesa, la casa, le attività programmate che resteranno in sospensione; a tratti è presa dalla paura di Covid, dopo tutto quello che è successo, e quello che sta nuovamente capitando, riattualizzandosi, come se il passato non avesse minimamente insegnato alcunché.
Si sente pure in colpa di essere entrata in contatto con un positivo, ci sono coloro che pensano che la responsabilità di non essere stata sufficientemente attenta le appartenga; per non parlare di quella del positivo, che sicuramente meriterà di trovarsi in una situazione del genere.
Quindi il terrore di trovarsi nel girone di quelli che devono fare il tampone: mi chiameranno? si ricorderanno di darmi l’orario? mi succederà qualcosa mentre vado a fare il tampone? la macchina funzionerà perché devo andare al drive in…
Inizia la serie di tisane rilassanti, allenamenti domestici, creazione di manufatti vari, lettura di libri accatastati sulle mensole e sugli scaffali. Per fortuna che l’angoscia non l’ha indotta a rimpinzarsi di cibo! Segue fase di l’apatia, non ha voglia di lavarsi, non riesce a pensare ad alcunché, diventa difficile formulare un pensiero con un senso compiuto, poi angoscia ansia depressione nausea mal di testa, quindi, decide di indossare prevalentemente scarpe con il tacco come se dovesse uscire per andare in studio.
Le sembra di essere su un palcoscenico, in cui vengano spesso modificati gli scenari e con essi gli stati mentali. La tinta dei capelli: cavolo! Proprio ora che si era decisa a concedersi una super coccola… Con la sfiga che si ritrova M. teme che chiuderanno nuovamente i parrucchieri nonostante gli abbiano trasformati in ambienti super protetti.
Ecco che arriva il pensiero:” sono padrona del mio tempo!”, siccome ha imparato a gestirselo dividendo tempo di vita dal tempo di lavoro, nello stare a casa implementerà il suo livello di vita soddisfacente nella area domestica.
Siccome per creare, bisogna avere tempo per pensare, ne approfitta e progetta un paio di attività che potrebbero tenerla occupata in futuro, garantendole godimento puro.
Sabato partecipa ad un corso di formazione on line, così come in altre serate segue eventi vari,
Domenica accusa tutti i sintomi, ma poi parte con le lavatrici arretrate. Lunedì riparte una nuova settimana e la signora M. avverte un forte senso di inutilità!
Dopo circa una settimana arriva la telefonata per il ritiro dei rifiuti domestici. “Non l’avevano avvisata? Immaginavo…non è l’unica.” M. si sente pure in colpa per il possibile effetto di inquinamento che produrrà: una catastrofe per causa sua. Come aveva potuto non pensarci a rivolgersi lei direttamente alla agenzia rifiuti tossici da smaltire? È proprio stata una cretina. “Noi passeremo il giorno X a ritirare quel che resta dei suoi rifiuti.”” Ma io ho fissato il tampone in quella data” “Allora passiamo alle ore Y”. Ovviamente non passerà anima viva…
La signora M. andrà a fare il tampone, pure il finestrino della sua macchina bloccato dal lato guidatore.
Sul personale sanitario nulla da eccepire: fantastico e molto accuditivo. Altrimenti le sarebbe venuta una crisi di nervi!
Il lunedì dopo aver ricevuto l’esito negativo del tampone, verrà ricontattata dall’agenzia del rifiuto. La signora M. un tantino infastidita e adombrata riflette che i suoi rifiuti verranno trattati come speciali con tutto il costo che comporta e che lei dovrebbe perdere una giornata di lavoro in attesa della apparizione dell’omino del ritiro. Ma ci credo che funzioni tutto in modalità confusionale e che non si arrivi ad una strategia adeguata! Buona continuazione e soprattutto usate la testa!
PS: lasciamo perdere il discorso che M. è una Partita Iva che nessuno provvederà a lei anche se non lavora e che il suo ex marito non le ha ancora, dopo che sono passati 10 anni dalla separazione, saldato la sua parte della casa coniugale. Purtroppo, Covid non è uno degli dei pagani deputato alla vendetta e al risarcimento di coloro che hanno subito torti inimmaginabili!

Giovanna Ferro