Rifugi, ecco la fotografia di una stagione anomala

Hanno vinto capacità e responsabilità”: scrive così il direttore della rivista del Club alpino italiano Montagne360Luca Calzolari, sul numero di novembre, che dedica ampio spazio all’estate 2020 in montagna e nei rifugi. “Una stagione che, pur dovendo fare i conti con i protocolli sanitari, può considerarsi tutto sommato salva, tra guanti, mascherine, igienizzazioni continue, cibi d’asporto, pernottamenti in sicurezza (con capienza ridotta) e organizzazione delle prenotazioni (mai facili da pianificare)”.
Gli articoli dello speciale “Rifugi: fotografia di una stagione anomala” danno spazio a molteplici voci, dai vertici del Cai (il Vicepresidente generale Antonio Montani e il presidente della Commissione rifugi Giacomo Benedetti) ai presidenti dei Gruppi regionali, fino ad arrivare ai rifugisti come Franco Perlotto (gestore del Rifugio Boccalatte sulle Grandes Jorasses) e molti altri, da nord a sud. Il quadro emerso è che, considerate le premesse, per la montagna l’estate scorsa è andata bene, con i gestori dei rifugi che si sono dimostrati caparbi, determinati e straordinariamente responsabili: hanno rispettato le regole nazionali, i protocolli sanitari e le raccomandazioni del Cai, con una notevole capacità di adattarsi con flessibilità al nuovo contesto e alle nuove modalità di lavoro che si sono dovute adottare.
I contributi evidenziano allo stesso tempo anche la necessità di riflettere sull’eccessiva affluenza registrata in molte aree nelle settimane centrali di agosto e durante i fine settimana. Un’affluenza caratterizzata, purtroppo in diversi casi, da una mancanza di cultura e di rispetto per i territori montani. Tutto questo richiama un ulteriore impegno del Club alpino nell’educare e nell’insegnare a frequentare le Terre alte a un numero sempre maggiore di persone, soci e non soci, a partire dalla scelta delle mete delle escursioni.
Un concetto, quest’ultimo, evidenziato dal Presidente generale Vincenzo Torti nell’editoriale: “la montagna, in questa estate diversa, ha avvicinato molte persone ad una dimensione ambientale e sociale che non conoscevano e che le ha coinvolte, rendendo ancor più necessaria quella attività propedeutica di informazione e formazione svolta dalle nostre Sezioni, dalle nostre Scuole e corsi e, in fondo, da ciascuno di noi con l’esempio nei comportamenti e le corrette indicazioni a chi le chiede”.
In tema di frequentazione attenta alle culture locali e rispettosa dell’ambienteM360 racconta i due progetti presentati dal Club alpino in occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile di AsviS: il rilancio del Sentiero Italia CAI e i Villaggi degli alpinisti, che hanno entrambi l’obiettivo di promuovere tutte le aree montane, non solo quelle più note, evitando così il concentrarsi dei frequentatori in poche località, contrastando lo spopolamento e salvaguardando le identità locali.
Le proposte escursionistiche e cicloescursionistiche di questo numero, tutte all’insegna dei colori autunnali, svariano dalla Costiera Amalfitana (partendo da Ravello si possono raggiungere mete spettacolari, immerse nella natura e affacciate sul mare) alle Alpi Apuane (caratterizzate anch’esse da panorami che guardano il Tirreno, fino alle severe vette che le contraddistinguono), per arrivare alle Langhe e al Roero (dove si può camminare o pedalare tra vigneti e castelli, gustando le celebri eccellenze enogastronomiche locali).
Altri contributi riguardano la Cascata del Serio (la più alta d’Italia, che ha ospitato un allenamento sulle nuove tecniche di progressione per gli appassionati di torrentismo compreso nel progetto Ewa), i benefici e le peculiarità delle direttive europee di conservazione degli habitat, il ricordo della Spedizione Chiantar sul Garmush in Pakistan (premiata con il riconoscimento Paolo Consiglio come migliore spedizione tecnica ed esplorativa del 2000), il racconto delle presentazioni a Pordenonelegge di due libri editi dal Cai (Ciak, si scala!di Roberto Mantovani e L’abbraccio selvatico delle Alpi di Franco Michieli).
Spazio poi ai consigli su come prevenire e curare le punture delle zecche e a un approfondimento sui boschi di faggio appenninici, che in alcuni lembi remoti raggiungono i 2000 metri, nonostante le attività silvo-pastorali che nei secoli passati ne hanno abbassato il limite altitudinale.
È “appenninico” anche il portfolio fotografico, dedicato al viaggio di Luciano Cremascoli nella Riserva dell’uomo e della Biosfera Unesco dell’Appennino tosco-emiliano, tra paesaggi, colori e persone.

Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di novembre, che anche questo mese, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile on line a questo indirizzo.