Le tragedie che si ripetono

Le Tragedie che si ripetono!   a cura di Franco Floris     Le tragedie che si ripetono, quasi in un ciclo che sembra non avere mai fine… acqua e fango portano via tutto. Il mio pensiero va ai morti e ai loro familiari, che anche questa volta, o nell’atto del compiere il proprio dovere o per essersi trovati “nel posto sbagliato al momento sbagliato” hanno pagato con la propria vita.   Ormai sembra quasi una “macabra consuetudine”, tutti gli anni i fatti si ripetono e tutti gli anni si sentono e leggono, purtroppo, inutili lamentele, insulti, richieste danni, la ricerca di un colpevole, nonché svariati appelli che cadono sistematicamente nel vuoto.   Tutti (e dico tutti) sono per l’ambiente, che poi detto così vuol dire poco. Inutili Slogan per i “perdi tempo”. Bisogna investire miliardi per creare nuove figure professionali e per la messa in sicurezza del territorio, devastato dall’uomo indifferente ed arrogante (in certi casi anche in cattiva fede).   Dobbiamo tenere dragati e puliti i fiumi e i fossati, intervenire sui sotto servizi, vedi gli acquedotti in pessime condizioni, le fognature sottodimensionate, le tubazioni delle acque bianche e la rete di raccolta delle stesse, i sistemi di depurazione, ecc. Intervenire sui “sotto servizi” spesso non porta voti, crea disagi, malumori, toglie spazio, anche se momentaneo, alla viabilità e in certi casi crea danni economici indotti. Per questi motivi la politica non prevede quasi mai interventi importanti in tal senso. Eppure nelle zone urbanizzate, spesso sarebbero assolutamente necessari.   I cittadini dovrebbero pretendere questi interventi, che, a fronte di piccoli e momentanei disagi, possono prevenire, o almeno limitare, danni successivi più grandi e pesanti.   Ad ogni modo quanto sopra non ci deve far dimenticare la non meno importante preservazione dei boschi, gli allevamenti intensivi che andrebbero fortemente limitati, se non proprio proibiti (viste le condizioni spesso assurde in cui vengono tenuti gli animali e i danni che arrecano all’ambiente), le monocolture mantenuta con fitofarmaci ed enormi quantitativi di acqua, la gestione dei rifiuti, l’economia circolare, una viabilità responsabile è più eco-compatibile,  ecc…   A livello globale, spesso, siamo governati dai negazionisti. Non esistono i cambiamenti climatici. La CoViD-19 non esiste, si dice tutto e il contrario di tutto, si è pronti ad ogni cosa per difendere questa economia lineare, che arricchisce pochissimi e impoverisce tantissimi. I popoli si spostano? Nessun problema facciamo i “muri”. Le foreste bruciano? Meglio, più spazio per l’agricoltura! E questi sono solo alcuni esempi!

Franco Floris, presidente Accademia Kronos