1991, una triste classifica e un capolavoro

Ci sono classifiche memorabili, come quelle che abbiamo raccontato nelle scorse settimane, ed altre decisamente trascurabili o dovute a circostanze particolari, come quella che si ascoltava all’inizio di ottobre del 1991.

Quasi tutta la classifica, nonostante i nomi altisonanti, è destinata all’oblio.

Ci sono i Guns N’Roses,

i Dire Straits, Bryan Adams, i Simply Red, ma niente di davvero memorabile. Basti pendare che al primo posto – dopo cotanti artisti – si collocava Claudio Bisio con la sua prescindibile e fuori tempo “Rapput”.

In realtà a ben guardare, in quel triste inizio d’autunno del ’91, una piccola perla la si poteva ancora raccogliere. Al posto numero 19. Gino Paoli e la sua ultima, formidabile invenzione: “Quattro amici”.

Ecco, nella triste classifica di quei giorni, nonostante un agitatissimo e vano Jovanotti (“Muoviti muoviti”), la musica e la canzone giusta arrivano da un vecchio signore che di canzoni ne aveva scritte e cantate tante. E che chiese ad un altro grande, Vasco Rossi, di dargli una mano.

Tra grandi ci si intende. E arriva il capolavoro.

 

Ferdinando Molteni