Novità “Flights to nowhere” contro la crisi

“Flights to nowhere”: è la risposta delle linee aeree alla perdurante crisi provocata dalla pandemia del coronavirus, ovvero dei voli (o meglio sorvoli) turistici senza alcuna meta, completi di snack e vista panoramica dal finestrino a prezzi popolari.

I vantaggi sono il poter muovere la flotta anche se per voli a breve raggio, generare delle entrate e – limitandosi al territorio nazionale con decollo e arrivo nello stesso scalo – evitare le complicazioni burocratiche legate agli spostamenti internazionali. Tra le compagnie che si sono attrezzate per questo genere di offerta vi è la giapponese Ana, che per l’occasione ha mobilitato addirittura il proprio A380, destinato normalmente a coprire la tratta Tokyo-Honolulu.

I passegggeri del primo “volo da nessuna parte” (a capienza ridotta: il 64% dei posti normalmente disponibili) sono stati estratti a sorte per l’eccesso di richieste: 90 minuti di viaggio con mascherina ma anche cocktail e omaggi gratis con il logo della compagnia.

Offerte analoghe sono arrivate dalla taiwanese StarLux e Royal Brunei (sorvolo e cena delle foreste tropicali del Borneo) mentre la Qantas prevede di fare le cose in grande: 12 ore di volo verso l’Antartide, con osservazione a turno dei ghiacciai, a partire da 730 euro in economica.

Meno convinti della bontà della formula sono le organizzazioni ecologiste, che contestano la “neutralità carbonio” sventolata dalle compagnie per giustificare le emissioni, sottolineando come oltretutto non esista uan vera e propria ragione per organizzare questi voli: più utili ai vettori sarebbero delle politiche di sistema che mettessero un argine al riscaldamento globale.