Legge Salvamare, il Focus di Accademia Kronos

pesca

Grazie all’approvato del Governo del “Disegno di Legge Salvamare” i pescatori sia professionisti che dilettanti finalmente possono raccogliere nel mare i rifiuti di plastica. In precedenza non era possibile perché la raccolta di rifiuti galleggianti nel mare era configurata come un reato ambientale!

Ora tutti i comuni costieri si stanno organizzando per dedicare un angolo dei loro porti alla raccolta della plastica “pescata a mare”, che poi finirà nelle isole ecologiche.
C’è voluto qualche anno per convincere burocrati e parlamentari dell’assurdità delle disposizioni che vedevano chi raccoglieva plastica nel mare come un potenziale “criminale ambientale”. Non solo Accademia Kronos, ma tutte le associazioni ambientaliste italiane alla fine hanno raggiunto lo scopo di far cancellare le assurde norme sul mare che vietavano ai privati di raccogliere la plastica. Ora con la legge Salva Mare le cose sono ben diverse… finalmente! Bisogna comunque aspettare ancora un po’ per rendere operativa al 100% la legge, comunque ormai ci siamo!

I pescatori così potranno finalmente portare a terra la plastica finita nelle reti. Finora, come abbiamo già detto, erano costretti a rigettarla in mare perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti.
Il Ministro Costa ha così accolto l’approvazione della legge “Salvamare”: “È una grande vittoria per il nostro mare, finalmente iniziamo a ripulire il mare dalla plastica e lo facciamo con degli alleati eccezionali – i pescatori – che conoscono il problema meglio di tutti perché ogni giorno tirano su le reti raccogliendo spesso altrettanta plastica rispetto al pescato“.

Con questa nuova legge i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta.
Il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica, in quanto si tratta di un mare semichiuso: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, sono di plastica, il 41% di questi sono buste e frammenti.

In Italia esistono già dei progetti sperimentali di coinvolgimento dei pescatori nella raccolta della plastica che stanno dando ottimi risultati: nell’arcipelago Toscano (a Livorno) e anche in Puglia. Come ricordano gli ambientalisti, nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini.