Al grampo piace il Mediterraneo

Il grampo (Grampus griseus), con i suoi 2,5-4 m di lunghezza ed i 500-600 kg di peso, è tra le specie di cetacei più imponenti del Mar Mediterraneo. Il suo habitat prediletto è in prossimità della scarpata continentale, in corrispondenza di acquee profonde tra i 400 e gli oltre 1000 m di profondità.

Ciò che rende interessanti questi delfinidi è il fatto che, pur essendo notoriamente presenti nel nostro mare, sono tra le specie di cetacei più elusive e la comunità scientifica, ancora oggi, ignora molti aspetti della loro vita, al punto che, la IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) li ha classificati come DD (Data Deficient) nel Mediterraneo, proprio per la scarsità di dati disponibili.

Anche le loro caratteristiche fisiche li rendono animali unici.
Presentano una testa bombata e senza rostro, con al centro un caratteristico solco. Alla nascita sono di color grigio e, crescendo, passano ad un color brunastro, per poi schiarirsi sempre più, sino a raggiungere una colorazione grigio chiara, talvolta, quasi completamente bianca. Ciò è dovuto al fatto che la loro pelle si schiarisce con l’età e, perché accumulano sul loro corpo svariate cicatrici, causate principalmente dall’interazione con conspecifici e dall’interazione con le loro prede preferite, i calamari mesopelagici.

Le curiosità relative a questa specie non sono ancora finite. Anche le loro caratteristiche comportamentali, soprattutto relative ai legami sociali tra individui, sono peculiari.

A differenza di specie di cetacei di dimensioni inferiori, come le stenelle striate, che vivono in una società estremamente dinamica in cui i gruppi si separano e riuniscono tra loro abbastanza continuamente ed a differenza di specie più grandi, come i capodogli, caratterizzati da una più statica organizzazione sociale, con unità matriarcali molto stabili, i grampi si collocano idealmente al centro tra queste due organizzazioni sociali. Presentano sì una sorta di dinamicità dei gruppi, ma sono molto stabili e duraturi i legami tra individui dello stesso sesso, i quali vanno così a formare dei cluster (o gruppi) ben specifici.

Queste informazioni sono in parte frutto delle osservazioni e degli studi dell’associazione di ricerca scientifica Jonian Dolphin Conservation, che studia e tutela i cetacei del Golfo di Taranto (Mar Ionio Settentrionale) dal 2009 e, sin dal suo primo anno di attività, osserva con continuità i grampi in queste acque.