Commercio al dettaglio, Italia maglia nera d’Europa

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultimi dati Eurostat sul commercio al dettaglio del mese di luglio, resi noti a settembre, che, però, non contenevano ancora il dato italiano. Il risultato è, purtroppo, sconfortante. L’Italia si trova in ultima posizione rispetto ai dati congiunturali.

Mentre le vendite al dettaglio in volume sono diminuite dell’1,3% rispetto a giugno nella zona euro e dello 0,8% nella Ue a 27, in Italia precipitano del 9,4% (il dato non è confrontabile con quello Istat reso noto l’8 settembre poichè Eurostat li aggrega in modo differente, comprendendo i carburanti, ndr.), collocando il nostro Paese al termine di questa classifica negativa, maglia nera in Europa. Solo nove nazioni sono in territorio negativo, Bulgaria in penultima posizione con -5,1%, il 45,7% in meno rispetto all’Italia, in terzultima posizione la Finlandia con -2%, mentre la Germania registra un -0,9%. In testa alla graduatoria Portogallo e Romania (entrambe a +3,9%) e Malta (+3,2%).

Non va meglio la situazione si si confrontano le vendite di luglio con quelle di febbraio 2020, ultimo mese prima delle misure di lockdown (cfr. tabella n. 2). L’Italia è ancora in alto mare, collocandosi in penultima posizione, con un crollo delle vendite del 12,4%, battuta solo dalla Bulgaria che presenta una perdita del 20%. Ben 12 nazioni, poi, hanno poi già recuperato i valori pre-Covid: Norvegia, in testa alla classifica con +13,2%, Irlanda in 2° posizione con +7,3%, Danimarca in terza con +6,3% e Francia in quarta con +4.2%. La Germania si colloca in undicesima posizione con +0,9%. Purtroppo 16 nazioni non hanno ancora rimontato il gap con i valori pre-crisi, tra le quali l’Italia, l’unica insieme alla Bulgaria in doppia cifra.