Dall’Himalaya sulla Terra al Thaumasia su Marte spiegate dalla rivista del Cai

Dall’Himalaya sulla Terra al Thaumasia su Marte, pianeti diversi, uguale bellezza. Sono dedicati alle montagne spaziali copertina e approfondimento del numero di settembreMontagne360. La rivista del Club alpino italiano prende spunto, riprendendo le parole del direttore Luca Calzolari, dal fatto che «in mezzo secolo la scienza sta facendo passi da gigante, così come la conoscenza del nostro Sistema Solare. E così la nostra curiosità ci ha spinto a indagare ciò che più ci sta a cuore, ovvero le montagne. Non solo quelle della Terra viste dall’alto, ma anche quelle dei pianeti alieni».
Oltre al suggestivo racconto dell’astronauta Luca Parmitano, che ha ammirato e fotografato le montagne terrestri dallo spazio, la rivista ospita un’accurata analisi di quelle di altri pianeti, dai vulcani di Marte alle vette di Venere, tra somiglianze e divergenze.

Il direttore Calzolari riflette anche sulla frequentazione dei rifugi in questa estate caratterizzata dal coronavirus, commentando i primi dati disponibili che mostrano un calo dei pernottamenti e una generale imprevedibilità dei flussi, anche per quanto riguarda i pasti. Nonostante la montagna “località” sembri avere avuto un aumento di presenze, «l’impressione generale è che i rifugi siano quasi un luogo dove non fermarsi tropo a lungo, non più meta dove sostare con calma prima del rientro, né tappa di un trekking. Aspettando i dati definitivi, proviamo a pensare se non sarebbe il caso di acquistare il cibo nei negozi di montagna o di fermarci a mangiare e a dormire nei rifugi, tutti gesti a beneficio delle Terre alte».

Nelle pagine che seguono, da leggere l’articolo sui lavori in vista delle Olimpiadi e dei Mondiali di Cortina, che «stanno modificando il paesaggio in modo irreversibile». L’articolo descrive l’invasività dei cantieri presenti in più punti del comprensorio ampezzano, dando spazio alla posizione del Cai che, naturalmente, si schiera dalla parte della sostenibilità ambientale.
Una sostenibilità che è anche al centro dell’articolo sull’impegno del Club alpino in Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile). Un impegno che nel breve periodo si declinerà nell’organizzazione o nella partecipazione a diversi appuntamenti nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2020: dalla presentazione ad Amatrice del Sentiero Italia CAI ai progetti “Climbing for climate”, “Villaggi degli alpinisti” e “Contratto di fiume”.

Le proposte escursionistiche riguardano due anelli di difficoltà medio-alta nelle Dolomiti ladine, da affrontare il mountain bike, e l’Archeotrekking, una nuova occasione, proposta dalla Sezione Cai di Sarzana, di frequentare le Terre alte vicino casa, riscoprendo come i nostri antenati hanno gestito il territorio.

Spazio poi alla cascata del Mattenbach (in Svizzera), i cui mille metri di dislivello sono stati recentemente attrezzati per la pratica del torrentismo, ai giardini botanici ospitati presso i rifugi del Cai, al racconto della conquista del Dhaulagiri nel 1960 da parte di Kurt Diemberger (dalla viva voce del protagonista) e al contributo di Anna Sustersic, una degli autori in cammino sul Sentiero Italia CAI per la realizzazione delle guide ufficiali.

Il numero si chiude con due articoli sul collezionismo, con domande e risposte che ruotano intorno alle raccolta sistematica delle montagne e un approfondimento sui distintivi risalenti alla prima metà del XX secolo che raffigurano le Terre alte.

Il portfolio fotografico, intitolato “Qui c’è un mondo fantastico”, raccoglie una selezione di scatti dell’omonima mostra dedicata agli archivi del Museo della Montagna di Torino, riscoperti con sguardi contemporanei, visitabile fino all’8 novembre.

Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di settembre, che anche questo mese, oltre ad arrivare nelle case dei Soci ed essere acquistabile in edicola a 3,90 euro, è consultabile on line.