1989, “Viva la mamma” riporta Bennato in classifica

 

Nell’agosto del 1989, saldamente al primo posto della classifica italiana, era tornato inaspettatamente Edoardo Bennato. Il cantautore napoletano sembrava aver sparato tutte le sue cartucce con i grandi album degli anni Settanta: una serie di capolavori che s’intitolano “Non farti cadere le braccia”, “I buoni e i cattivi”, “Io che non sono l’imperatore”, “La torre di Babele” e, capolavoro tra i capolavori, “Burattino senza fili”.
Lo sforzo creativo compiuto in quegli anni sembra aver prosciugato la vena di Bennato. I dischi degli anni Ottanta non sono riuscitissimi e riprendono formule ormai note. Un tiepido successo torna nel 1987 con un album discontinuo come “OK Italia”. Due anni dopo, e siamo dunque all’89, ecco uscire un disco intitolato “Abbi dubbi” che cerca di recuperare, questa vola in parte riuscendovi, la magia del passato. In mezzo ad interessanti canzoni d’impegno Bennato scrive quello che sarà il suo ultimo grande successo da solista (non consideriamo, infatti, “Un’estate italiana” nel 1990, cantata con la Nannini e figlia di un’operazione spuria): “Viva la mamma”.
Il pezzo, semplice e divertente, diventerà un tormentone e resterà nella memoria collettiva fino ad oggi.

Ferdinando Molteni