Il rugby torna ad essere protagonista anche in Italia.

Il rugby torna ad essere protagonista anche in Italia. Il primo match in seguito alla pandemia sarà quello tra Benetton Treviso e Zebre valido per la 14/a giornata di Guinness Pro14, l’ex lega celtica, e tutto sarà quasi come prima, con mischie, e quindi sedici giocatori avvinghiati e sudati che si spingono, placcaggi e tutto il resto che ha fatto di questa disciplina uno sport di contatto per eccellenza. Tutto questo faceva un pò temere per il rischio contagi da Covid-19, ma alla fine si è deciso di non cambiare nulla (nonostante World Rugby, l’ente mondiale, avesse pensato di abolire, almeno temporaneamente, le mischie), a parte una decina di “regole sperimentali” da applicare a discrezione.

Fra queste, la limitazione dei reset della mischia (continueranno a svolgersi ma se crolleranno verrà fischiato immediatamente un calcio indiretto), quella relativa al numero dei giocatori che partecipano a ruck e maul, la riduzione da cinque a tre secondi del tempo per giocare la palla dalla base di mischie e il cartellino immediato per i placcaggi alti. In più, com’era ovvio, un fitto programma di test sierologici e tamponi per i giocatori. A creare incertezza su questa sfida tutta italiana della ripartenza si è messa anche la questione delle porte aperte o chiuse.

Nonostante una recente ordinanza regionale consenta di fatto la presenza del pubblico in manifestazioni sportive nel rispetto delle prescrizioni vigenti in Veneto, il Benetton “dopo attente valutazioni e in funzione dell’attuale situazione sanitaria” ha deciso di tenere i cancelli chiusi “al fine di salvaguardare la salute dei propri tesserati ed appassionati”.