Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic LA DOMANDA DI OGGI è: Perché andare in bici?

O meglio perché andare in bici a Savona e dintorni? (Sono un paio di sabati che da Savona, in sella alla bicicletta, andiamo al mare a Varigotti.)

Perché si ha voglia di sentire l’aria in faccia mentre il corpo si sta impegnando ad affrontare l’ennesima salita, ma anche così ci si misura con le difficoltà della vita. E poi le discese donano l’ebbrezza della velocità!

Visto che le piste ciclabili sono un miraggio, sarebbe opportuno usare un altro mezzo di trasporto più consono alla tutela verso la propria persona, ma il corpo vuole mettersi alla prova, ed è piacevole sentire lo sforzo delle gambe e non solo che percorre tutta la spina dorsale.

Diviene una sorta di esame per l’equilibrio personale, una attivazione della abitudine corporea ad andare avanti, un crearsi una bolla corporea per entrare meglio in contatto con ogni centimetro della pelle, sentendosi in diritto di reclamare spazio per il corpo.

È piacevole andare in bici per gustarsi appieno la via Aurelia che costeggia il mare, sfidando gli automobilisti molto poco rispettosi che praticano inversioni ad U quando ne hanno voglia, aprono portiere senza guardare se sta arrivando qualcuno, e si sentono i re della strada. È una sfida davvero ardua e anche un po’ pericolosa.

È interessante per osservare i pedoni incuranti della loro e altrui incolumità, verso cui lanciare rabbia dettata dalla paura di farsi male per loro responsabilità.

La Liguria è davvero particolare per le sue caratteristiche intrinseche, ma se la sai approcciare con rispetto ti offre scorci indimenticabili.

Quindi si va in bici per farsi raggiungere dall’odore del pino marittimo (quei pochi rimasti), misto all’aroma della macchia mediterranea che inebria la mente; dal giallo della ginestra che abbaglia alternato all’oleandro dai fiori con colori sfavillanti.

Andare in bici, fa apprezzare la piacevolezza di tuffarsi nel mare poco frequentato di una spiaggetta singolare, che si è raggiunto solo con le proprie forze personali.

Andare in bici è davvero rischioso in alcuni tratti di strade, ma è quel tipo di rischio che ci ha nel suo bagaglio personale caratteristiche particolari può sperimentare, per aprire piste nuove anche agli altri e tracciare rotte percorribili a chi da solo non esplorerebbe mai la diversità.

 

Alla prossima puntata di lunedì 31 agosto!

 

Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it

Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta